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Non vende più prodotti di canapa «Il quartiere aveva pregiudizi»

Daniele Dei ;
Non vende più prodotti di canapa «Il quartiere aveva pregiudizi»

Matteo Ninzoli ha dovuto trasformare la sua attività in zona Braida  

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la storia



Ha deciso di trasformare la sua attività commerciale in cui vendeva prodotti a base di canapa in un negozio di alimentari e prodotti sfusi. Troppo difficile, a suo dire, far capire alle persone residenti nei paraggi che nella sua bottega tutto si vendeva meno che droga.

È amareggiato il giovane esercente sassolese Matteo Ninzoli, 28 anni, titolare del negozio “La Mota” in via San Paolo, nel quartiere Braida, per non essere riuscito a portare avanti un sogno che coltivava da tempo anche se sta affrontando una nuova sfida imprenditoriale.

«Un anno fa avevo aperto il negozio - spiega - mi piaceva far capire alle persone che quando parliamo di canapa non si tratta solo e soltanto di droga. Ho il fondo sotto un condominio e ho cercato tante volte di spiegare che non vendevo stupefacenti. Purtroppo le persone del quartiere continuavano a vedere di cattivo occhio questo negozio e alla fine ho deciso di riconvertirlo».

Matteo è dispiaciuto soprattutto considerato il clima generale che si respira nel quartiere: «Braida ormai è diventata una zona trascurata e difficile - è il suo parere - ci sono persone in giro che realmente spacciano droghe e certe persone hanno preferito puntare il dito contro il mio negozio senza nemmeno metterci mai piede. Se uno veniva trovava vestiti, farine, prodotti cosmetici e creme a base di canapa. La maggior parte dei miei clienti aveva oltre i 45 anni e in particolare erano signore di una certa età. Purtroppo sull’argomento ancora c’è molto bigottismo».

Matteo è una delle persone che ha introdotto, una volta autorizzata dallo Stato, la vendita di canapa light: «Non l’ho mai sbandierata, nemmeno in vetrina - spiega - a maggior ragione con una scuola situata qui nei paraggi, sapendo anche della facile associazione che poteva essere fatta. Tra l’altro continuerò ancora a tenerla in negozio per chi me la chiederà, non ho problemi». E così da una settimana nella bottega sono arrivati altri prodotti biologici, farine di grani antichi, zuppe e tanto altro ancora.

«Nel giro di una settimana si è già visto il cambio di clientela - ammette l’esercente - c’è interesse delle persone ma è un peccato, perché in realtà non era mio intento arrivare alla scelta di riconvertire la filosofia alla base del negozio».

Ninzoli non ha voluto cambiare zona: ha scelto di rimanere dopo avere fatto tutte le valutazioni necessarie.

«Non mi conveniva trasferirmi da qui per molti motivi, in primis per il fondo che utilizzo - conclude l’esercente - ma, a ogni modo, il quartiere Braida necessita di attenzione. Dal giorno alla notte si trasforma, la sera è pericoloso, ho dovuto cambiare perfino l’orario in cui porto fuori i cani a passeggio. Giri intorno solo se sei un mezzo delinquente. E poi se la sono venuti a prendere con me perché vendevo prodotti a base di canapa, talvolta giudicandomi come un criminale. Questo è assurdo, quando i criminali li ho proprio di fronte e intorno al negozio tutti i giorni». —

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