A soffrire lo stop sono anche i trasporti Crollo tra i privati
Il comparto entra in crisi. Il noleggio mezzi per persone ha subito un calo del 70% Sull’asse Brennero metà delle aziende consegna in ritardo
Il Coronavirus fa soffrire anche il trasporto privato, quello delle persone più che delle merci. Niente gite scolastiche, niente clienti da portare dall’aeroporto alle aziende del modenese o alle fiere, niente gruppi di turisti da fare salire sul bus. Sono dunque le vetture e i mezzi con la targhetta dei noleggi senza conducente (Ncc) che restano fermi. «La categoria ha perso almeno il 60-70% degli affari in questo periodo – spiega Franco Spaggiari, presidente della Fita-Cna provinciale – e quasi il 100% addirittura se consideriamo solo i bus. Speriamo che le cose tornino alla normalità al più presto anche se per le gite scolastiche non ci sarà temo niente da fare visto che siamo già a marzo. Non ci sono invece per ora problemi per le merci, qualche timore potrebbe esserci sul versante dei container in arrivo».
Il settore della logistica e trasporti nel modenese significa 2500 imprese, a cui si sommano i 150 operatori Ncc. Per il 90 % si tratta di ditte piccolissime, individuali. «Dobbiamo far tornare al più presto a far girare la gente – conclude Spaggiari – e a rimettere in moto l’economia. Attendiamo anche per il nostro settore interventi adeguati». In una provincia come la nostra che esporta buona parte di quello che produce la logistica delle merci almeno per adesso non è dunque a quanto pare uno dei settori penalizzati dalle misure di contenimento della diffusione del Coronavirus imposte a livello nazionale e internazionale, e lo confermano anche da Confindustria Emilia. Terminal portuali, interporti, centri di distribuzione, autotrasportatori, spedizionieri, operatori dei servizi merci ferroviari e aerei: l’intero sistema non sta ancora fronteggiando blocchi operativi estesi ed ostacoli amministrativi, ma anche a Modena ovviamente come altrove non si sfugge in ogni caso alla situazione di incertezza creatasi e si attende di capire come si svilupperanno le cose. I problemi sembrano già ad esempio nascere per chi guarda a nord: il 46% delle imprese di produzione che operano da Bolzano a Modena riferisce infatti di un allungamento dei tempi di consegna a causa dei divieti di transito imposti dal Tirolo lungo l'asse del Brennero, e il 32% nota anche un aumento del costo dei prodotti. Lo rivela un’indagine realizzata da Uniontrasporti, la società promossa da Unioncamere e dalle Camere di Commercio per sostenere lo sviluppo del sistema dei trasporti, della logistica e delle infrastrutture. La produzione industriale nel primo bimestre ha mostrato intanto una forte oscillazione. In gennaio si è avuto un incremento dell’1,9% ma in febbraio si è rilevato un calo dello 0,5%, spiegato solo in minima parte - dice Confindustria - dagli effetti delle misure di contenimento della diffusione del Covid-19». William Giovannini è presidente della Coop Facchini Portabagagli-Cfp, impresa aderente a Legacoop con 1600 addetti: è l’impresa cooperativa che opera nella logistica distributiva e nei servizi di stoccaggio più grande del modenese, ma lavora anche in Liguria, in Campania e nel milanese. «Siamo fermi con la distribuzione dei pasti nelle scuole ma, ad esempio, abbiamo aumentato i servizi che forniamo all’Ausl, come distribuzione di farmaci, sangue o materiali per i test. Fortunatamente sono solo 40-50 le persone che si occupano in Cfp del settore pasti mentre il nostro “core business”, la logistica ad esempio per la grande distribuzione, non ha per ora visto cali. Ovviamente – conclude - ogni giorno le cose mutano e dipenderà da quanto durerà questa emergenza e se continuerà. Segnalo però che il gasolio dall’inizio dell’anno non solo non è aumentato ma è diminuito del 18%». —
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