Turisti spariti da Modena: solo due sulla Ghirlandina E sale deserte nei musei
Dalle 60mila presenze all’anno al vuoto: è l’impatto dell’effetto Coronavirus In Duomo si incontrano due visitatori: sono bolognesi, un papà con la figlia
MODENA. «Mai avrei immagino di dover lavorare, qui alla Poletti, dietro a uno schermo trasparente che pare quello che protegge la vita dei leader del mondo». È ironica Paola, l’addetta al prestito della Biblioteca civica d’arte dove pure qualche studente c’è, anche se a sedere distanziato come impongono le regole.
Per il resto, a parte i dipendenti, il Palazzo dei Musei che accoglie Gallerie Estensi, Musei civici, lapidario, Biblioteca Estense ieri era pressoché deserto. Impossibile incrociare un turista all’interno del palazzo dell’arte. Appare l’ex dipendente Fausto Ferri che con positività dice «è bellissimo passeggiare in solitudine tra i monumenti, ma si spera che tutto torni normale».
Nel momento in cui queste persone parlano è però mezzogiorno passato e in zona si erano palesati solo i docenti del Corni Andrea Bagni e Carlotta Caroli («Approfittiamo di questa pausa forzata delle scuole per fare un po’ di ricerca nelle biblioteche»).
Che la situazione fosse anomala - o usuale in tempi di Coronavirus - lo si era notato già quasi tre ore prima. È bastato, infatti, passeggiare tra i monumenti del sito Unesco per notare che i turisti stranieri e i visitatori italiani sono ora più rari delle perle originali.
Se fino a dieci giorni fa “battevano” la nostra città in tantissimi, compresi innumerevoli asiatici, tanti anglosassoni e cittadini dell’est, ieri i monumenti erano deserti. Dopo lunghe attese, infatti, appaiono due inglesi, John e Mary, sui gradini di accesso al primo piano della Ghirlandina. Hanno poca voglia di parlare e sono anche un po’ irritati per la loro gita “menomata”: «Soprattutto ci dispiace perché non abbiamo potuto visitare i musei della Ferrari e della Lamborghini e ora cerchiamo il museo di Stanguellini. Certo, un po’ di paura l’abbiamo anche noi anche se qui è tutto bello e pulito».
Ci sono voluti anni, dai tempi dell’Expo 2015, per portare dentro la Ghirlandina 60mila visitatori all’anno. Spiega Francesca, l’addetta al monumento: «Abbiamo accolto tanti turisti e continuiamo a farlo. Fino a gennaio 2020 siamo andati benissimo, poi il crollo: martedì si è presentata solo una persona mentre in questo periodo di bassa stagione normalmente siamo sulle trenta-quaranta persone». Anche ieri, appunto, solo i due stranieri nella mattinata e la situazione non è certo migliorata nel pomeriggio. Pochi passi e siamo ai Musei del Duomo, un luogo denso di storia con gli originali del 1099 delle pietre della vicina cattedrale.
La volontaria addetta alla biglietteria, Paola Bagatti, spiega la situazione mostrando l’agenda dove segna tutte le presenze. Vuota o quasi. «Abbiamo avuto due presenze martedì - spiega la signora Paola supportata dal volontario Bruno Donà - e per ora ancora nessuno, ma siamo fiduciosi e intanto teniamo il nostro museo in ordine. Certo qui venivano scuole e decine di persone ogni giorno e ora pensare che della Cina non parla più nessuno e del coronavirus si parla in rapporto all’Italia fa un po’ impressione».
Inutile attendere; meglio proseguire alla ricerca di qualche turista. Impossibile, però, visto che ne spunta solo uno in Duomo e senza voglia di dire il nome: «Sono di Bologna - si limita - e ho approfittato di una mattina in centro a Modena per fare vedere la chiesa a mia figlia». Dopo ore la situazione non cambia neppure se si torna a Palazzo dei Musei. Si sale fino alla Galleria Estense, in genere frequentata prima della “nuova epoca” che speriamo passi presto. Sale vuote e, volendo proprio trovare un punto positivo nella vicenda, si può ammirare solitudine capolavori come il busto di Bernini o il Francesco I di Velazquéz. C’è solo la signora Rosa, a guardia di un pubblico che non esiste: «Non abbiamo nessuna paura ma la situazione è surreale. Qui non viene proprio più nessuno». Lo conferma, al piano terra, anche il suo collega della biglietteria Fabio Bencivenni: «Martedì è passata una dozzina di persone mentre ieri proprio nessuno. È una vera psicosi». Che poi accadono anche episodi inverosimili, spiega la direttrice dell’Estense Martina Bagnoli: «Abbiamo un’opera in Germania e non possiamo andare a ritirarla». —
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