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Coronavirus A Carpi torna il mercato «Ma i cinesi sono spariti e i clienti calati del 70%»

Serena Arbizzi
Coronavirus A Carpi torna il mercato «Ma i cinesi sono spariti e i clienti calati del 70%»

Per Alberto Guaitoli di Anva Confesercenti la situazione è grave Appello al Comune per un aiuto agli ambulanti che non incassano 

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IL RACCONTO / 1

Serena Arbizzi

Giovedì mattina, ore 10, centro storico di Carpi. Si trova comodamente parcheggio in viale Carducci, una delle poche strade a ridosso del cuore della città, dove i posti auto non sono a pagamento. Potrebbe sembrare un giorno come un altro, se non fosse che ieri mattina è ritornato il mercato di piazza Martiri durante il quale, solitamente, c’è un grande afflusso di persone con il traffico che ne deriva nelle zone limitrofe.

Ieri non era così. I banchi posizionati nel grande plateatico tra la Cattedrale e corso Alberto Pio hanno fatto bella mostra di sé, ad eccezione di quelli di proprietà dei cinesi. Ma l’affluenza stimata è stata di almeno il 70% in meno, come raccontano i venditori. Un pesante contraccolpo sui conti che indurrà a chiedere l’esonero dalla Cosap, ovvero il canone che dev’essere pagato da chi occupa il suolo. Anche al mercato vale la distanza di un metro fra le persone e non mancano mai prodotti disinfettanti.

«Ci hanno dato alcuni suggerimenti che noi abbiamo colto volentieri. Ringraziamo l’amministrazione per averci dato la possibilità di aprire il mercato e dare più che altro un segno di continuità – spiega Alberto Guaitoli, presidente di Anva Confesercenti, sigla che raggruppa gli ambulanti - La gente, infatti, non c’è. Forse per la paura, forse per i bimbi a casa da scuola. Noi siamo contenti di poter portare in piazza il nostro lavoro, per trasmettere serenità. Parliamo di un’influenza che ha caratteristiche diverse da quella normale. Prendiamo, quindi, tutte le precauzioni adeguate e cerchiamo di indurre tutti quanti a usare questi accorgimenti dentro e fuori dai banchi, pensando alla salute, che è la cosa più importante».

Il giovedì in piazza Martiri a Carpi ci sono 150 banchi mentre il sabato un’ottantina circa. «Noi abbiamo potuto valutare che mancano quasi tutti i banchi dei cinesi – prosegue Guaitoli - Ognuno dà la sua interpretazione su questa assenza in blocco. I cinesi si sono messi in quarantena senza dirlo. Il perché non lo sappiamo. Ho visto che hanno chiuso anche altri esercizi: bar, parrucchiere, negozi. Noi, invece, riteniamo importante dare questo segnale di continuità, essere qui per noi e per i clienti. Abbiamo incombenze tutti i mesi nei pagamenti. Si cerca di recuperare le risorse necessarie per mantenere gli impegni, ma facciamo fatica».

Da questa constatazione scaturirà una proposta specifica dagli ambulanti. «Tramite le nostre associazioni elaboreremo un documento per sospendere i pagamenti della Cosap e chiedere una riduzione – aggiunge Guaitoli - C’è stata una sospensione dei mercati la scorsa settimana e come si vede, se si fa un giro tra i banchi, non c’è gente. C’è stato un calo forte, compreso fra il 70 e l’80%. Noi ci stiamo perdendo. Poi, certo, valutiamo positiva la nostra presenza qui per dare un forte segnale morale, ma dobbiamo essere tutelati. Mi domando che cosa penserà l’ufficio delle Entrate quando si troverà tutte le giornate a chiusura zero...».

La distanza di un metro, poi, «è paradossale perché la distanza è molta di più e non è necessaria la limitazione» aggiunge il presidente dell’Anva. —

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