Coronavirus. Altri 28 casi nel modenese: a Vignola, Castelnuovo, Formigine, Nonantola, Fanano, Bastiglia, Modena e Carpi
Qui gli aggiornamenti in tempo reale sull'evoluzione dell'emergenza in Emilia Romagna, in Italia e nel mondo dell'epidemia di Coronavirus
LA SITUAZIONE MODENESE NEL DETTAGLIO. IN 9 RICOVERATI A TERAPIA INTENSIVA
Sono 28 i nuovi casi modenesi positivi al coronavirus registrati oggi, per un totale provinciale di 73 sugli 870 segnalati complessivamente in Emilia-Romagna nel pomeriggio dal commissario ad acta Sergio Venturi, a Bologna. L'aumento odierno a Modena e provincia e' quello piu' significativo a livello locale, giorno dopo giorno, da quando e' iniziata l'emergenza.
Nello specifico dei 28 casi ne sono emersi 3 a Vignola, 2 a Castelnuovo, , 2 a Formigine, 1 a Fanano, 1 a Nonantola, 1 a Bastiglia, 9 a Modena e 1 a Carpi. Smentita dal Comune di Castelvetro la presenza di un caso nel comune dei castelli
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Sui nuovi episodi di positivita', che come sempre si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui si e' proceduto alla diagnosi, nel modenese 20 persone su 28 si trovano ricoverate nei vari reparti, una e' entrata in terapia intensiva e altre sette risultano in isolamento a casa.
Al momento sono nove le persone in terapia intensiva al Policlinico, che in mattinata ha dato ampio conto della riorganizzazione in atto per accogliere i pazienti colpiti da Covid-19, compresi i due arrivi piacentini.
Proprio sul fronte terapia intensiva, comunque, arriva in queste ore una buona notizia: una persona che fino a ieri vi era ricoverata oggi ne e' uscita ed e' stata trasferita al reparto di Malattie infettive, sempre al Policlinico. Sempre sui 28 nuovi casi di oggi, inoltre, varia anche l'eta' dei pazienti, visto che si passa da una signora nata nel 1925 ad una donna dell'87.
Inoltre, sui 73 casi provinciali totali 37 pazienti si trovano in isolamento domiciliare. In tutto questo non cambia, al momento, il quadro degli operatori medici contagiati e di quelli isolati in via precauzionale.
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AGGIORNAMENTO IN EMILIA ROMAGNA: 870 I CONTAGIATI
Sale a 870 il numero di contagiati in Emilia-Romagna: 172 in più rispetto a ieri. Di questi 397 sono ricoverati in ospedale, di cui 52 in terapia intensiva. Nelle ultime 24 ore si sono registrate altre 7 vittime, che porta a 37 il numero dei deceduti: 5 residenti a Piacenza, 2 a Parma. I guariti sono 16, sei in più. Tra i contagiati, si è verificato il primo caso in provincia di Ferrara.
A fare il punto è stato il commissario della Regione, Sergio Venturi, durante una diretta Facebook. Nel dettaglio la provincia più colpita è quella di Piacenza con 426 casi, ma - ha spiegato Venturi - «in crescita minore, un rallentamento che mi auguro diventi complessivo della Regione». A Parma i casi sono 181 (+31 casi), a Reggio Emilia 44 (+13), a Modena 73 (+28), a Bologna 41 (+22), 1 a Ferrara, a Ravenna 8 (+5), a Forlì-Cesena 3 (stabile) e 93 a Rimini (+25), concentrati nei comuni a sud. Per quanto riguarda la terapia intensiva: a Modena, sono 9 i pazienti ricoverati nel reparto
Erano 7 fino a ieri, a loro oggi si sono aggiunti due malati provenienti da Piacenza. In tutto nelle ultime 24 ore il numero di pazienti in terapia intensiva è crescuto di 20 unità
Le 7 vittime sono in 5 casi ultra-ottantenni (in un caso di 94 anni), di 68 e 77 anni.(
VENTURI: IL SISTEMA SANITARIO FA FRONTE NEL MODO MIGLIORE ALL'EMERGENZA
“Voglio rassicurare i cittadini ancora una volta: in Emilia-Romagna abbiamo posti letto e professionalità in grado di garantire a tutti le cure più idonee. Posso garantirlo dopo aver parlato con tutti i direttori generali delle Aziende sanitarie e di quelle ospedaliere”.
Così il commissario ad acta per l’emergenza Coronavirus, Sergio Venturi, in diretta oggi sulla pagina Facebook della Regione Emilia-Romagna, ha fatto il punto sulla situazione da Piacenza a Rimini, al termine dell’incontro dell’Unità di crisi regionale.
“I numeri sono paragonabili in gran parte a quelli di ieri- ha precisato Venturi- con un incremento di circa il 25% dei positivi al Covid-19, un trend in linea con quello degli scorsi giorni. Si tratta di 172 casi in più distribuiti in maniera diversificata a seconda delle province. Di questi 366 sono in cura nel proprio domicilio e 397 nei reparti normali degli ospedali, prevalentemente in quelli per le malattie infettive”.
“Abbiamo 52 pazienti in terapia intensiva -ieri erano 32 - ma abbiamo predisposto già nuovi posti e altri ne stiamo attrezzando dove collocare anche quelli più gravi. È un incremento significativo ed è doveroso ringraziare tutte le persone che lavorano in quei reparti e che si occupano di accudire le persone con polmonite interstiziale che hanno bisogno di cure particolari”.
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C'E' CHI GUARISCE
“Abbiamo però due notizie positive- ha aggiunto il commissario Venturi-. La prima riguarda i 17 pazienti guariti: 7 in più rispetto a ieri. Ricordo che l’esordio del contagio in Emilia-Romagna risale a circa due settimane fa e quindi ci attendiamo che nei prossimi giorni il numero delle persone che torneranno negative al virus aumenterà gradualmente e significativamente. La seconda buona notizia riguarda il caso della mamma piacentina positiva la Covid-19 che ha partorito una bimba negativa. Bene, oggi anche la mamma è tornata negativa”.
“Dobbiamo poi ricordare che questa malattia ha un tasso di letalità rispetto a chi si infetta che è molto diversa rispetto all’età ed è quindi fondamentale ritornare a chiedere alle persone anziane di soprassedere per alcune settimane a occasioni di socialità. Il caso di Bologna è infatti emblematico: dei 22 nuovi casi in più 16 riguardano persone che si sono contagiate frequentando una bocciofila del circondario imolese. È una situazione che non possiamo permetterci. I posti di terapia intensiva sono ora il nostro bene più prezioso e dobbiamo preservarli, non metterli a rischio per una partita di bocce”.
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PALESTRE PISCINE, POLISPORTIVE E CENTRI RICREATIVI VERSO LA STRETTA
“Proprio per questo- ha proseguito Venturi- stiamo valutando, insieme al Governo, provvedimenti più restrittivi anche per piscine, palestre, luoghi e centri dove si concentrano ancora molte, troppe persone. È necessario mettere in atto tutte le misure possibili per contenere il contagio al massimo”. Il commissario ha poi ricordato il caso del Sant’Orsola di Bologna dove un intero reparto ha dovuto essere chiuso perché un degente ha mostrato sintomi ed è risultato positivo al Covid-19 mentre era in convalescenza dopo un intervento chirurgico: “Dobbiamo fare i conti anche con questo, con la possibilità che un caso possa sfuggire alla prima indagine perché senza sintomi evidenti”.
ARRIVANO GLI OSPEDALI COVID-19
“Stiamo riprogrammando l’attività degli ospedali- ha sottolineato Venturi-, con la possibilità di creare degli Ospedali Covid-19 da utilizzare fino a quando ci sarà l’emergenza. Stiamo potenziando ovunque la nostra capacità di risposta dove abbiamo spazi a disposizione e dove abbiamo meno capacità ricettiva stiamo facendo accordi con il privato accreditato. E stiamo assumendo medici e infermieri. Proporremo al Governo alcuni accorgimenti, per esempio per assumere medici usciti con quota 100 e che, quindi, non possono percepire una retribuzione superiore ai 5mila euro all’anno. Oltre agli specializzandi e gli infermieri, anticipando di tre mesi la possibilità di laurearsi”. “Il nostro è un sistema robusto- ha chiuso Venturi- è con professionisti qualificati e capaci”. CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA: FIRMATO IL PATTO
Siglato, tra la Regione Emilia-Romagna, i sindacati e le associazioni di categoria firmatarie del Patto per il Lavoro, l'accordo - il primo in Italia - che autorizza, alla luce degli impatti negativi portati dal coronavirus, la cassa integrazione in deroga con decorrenza dal 23 febbraio. Sul piatto 38 milioni di euro per garantire la continuità di reddito dei lavoratori. Si tratta, spiega il presidente emiliano-romagnolo, Stefano Bonaccini di «un primo importante segnale».
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POLICLINICO: UNA NUOVA AREA PER TERAPIA INTENSIVA I PAZIENTI ORA SONO 8
Policlinico di Modena sotto sforzo per quanto riguarda i posti di terapia intensiva in chiave coronavirus. Al momento risultano otto i pazienti ricoverati in terapia intensiva per covid-19, contro i quattro di ieri. I casi raddoppiano perchè ci sono stati due nuovi ricoveri di pazienti arrivati da Piacenza e altri due di persone che, fino a ieri, si trovavano nel reparto malattie infettive del Policlinico. La prognosi per tutti e otto è riservata e le condizioni dei ricoverati vengono definite "stazionarie", anche se c'è chi sta meglio e chi sta peggio.
Da oggi è stata realizzata un’ulteriore area di Terapia Intensiva presso il Blocco Operatorio al primo piano del Policlinico per far fronte alle richieste di ricovero provenienti non solo dalla nostra provincia ma anche da parte delle provincie vicine in un’ottica di sistema di supporto e collaborazione reciproca tra tutte le aziende sanitarie della nostra Regione.
Queste misure completano quelle già introdotte nei giorni scorsi, a partire dalla gestione degli accessi separati nei Pronto Soccorso grazie al pre-triage. Stiamo potenziando il personale medico e infermieristico, in particolare nel reparto di Malattie infettive tramite assunzioni che saranno operative nelle prossime settimane. Nel Servizio di Radiologia sono stati ricavati appositi spazi protetti per l'accoglienza dei pazienti con sintomi respiratori e che necessitano di essere sottoposti ad esami diagnostici radiologici.
STOP AGLI INTERVENTI NON URGENTI
Da giovedì 5 marzo, l’attività chirurgica programmata e non urgente elettiva negli Ospedali dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena è stata sospesa e verrà garantita solo quella oncologica e in emergenza-urgenza. Scopo del provvedimento è, da un lato, quello di consentire agli anestesisti e al personale infermieristico di dedicarsi alla gestione dei pazienti ricoverati per Covid-19; dall’altro è di rendere disponibili i posti di terapia intensiva per i pazienti coinvolti dal Covid-19.
Sono garantiti tutti gli interventi urgenti (ad esempio traumi gravi, infarto, stroke, trapianti e interventi oncologici). La sospensione vale anche per l’attività svolta in regime di in libera-professione. La riduzione dell’attività chirurgica consente anche di aumentare la disponibilità del numero di medici rianimatori presenti presso il Policlinico e l’Ospedale Civile di Baggiovara.
Una delle principali problematiche di questa patologia, infatti, è il grande numero di pazienti che sviluppano delle crisi ventilatorie e che per questo motivo, necessitano, dal punto di vista terapeutico, di interventi di ventilazione meccanica invasiva o non invasiva importanti a cui dobbiamo dare una risposta.
POLICLINICO. 4 MEDICI E DUE INFERMIERI A CASA IN VIA PRECAUZIONALE
Nei giorni scorsi, in via precauzionale, sono rimasti casa 4 medici e due infermieri del Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile che hanno avuto contatti con un paziente asintomatico che si era recato in ospedale per una sincope e che poi è risultato positivo al Covif-19. Gli operatori stanno bene.
GUARDIA MEDICA: SOLO AL TELEFONO
Evitare gli assembramenti, soprattutto nei luoghi di assistenza sanitaria, è tra le più importanti regole di prevenzione per contenere la diffusione del Coronavirus. Proprio per questo, da oggi 6 marzo, non sarà più possibile accedere direttamente alle sedi di Continuità assistenziale (Guardia medica) della provincia di Modena per le visite ambulatoriali: il cittadino dovrà contattare telefonicamente la sede del Servizio di Continuità assistenziale più vicino a casa propria e seguire le indicazioni del medico, che valuterà se invitarlo a recarsi in ambulatorio (nelle sedi in cui è attivo), fornire un consulto telefonico o se invece si rende necessario effettuare una visita domiciliare. Stessa modalità operativa sarà adottata anche negli ambulatori "dei codici bianchi" e quelli gestiti dalle cooperative nei Distretti di Modena, Castelfranco, Mirandola e Carpi. Fuori dalle sedi sono stati disposti cartelli informativi per i cittadini con i numeri di riferimento.
UNIVERSITA': LEZIONI SOLO A DISTANZA COSì COME ESAMI E LAUREE
Lezioni a distanza, discussioni di laurea in streaming e proclamazioni on line, esami di profitto orali svolti non in presenza e voti comunicati agli studenti sempre in streaming e via e-mail. La Regione dispone che l’Azienda regionale per il diritto agli studi Er.go dia supporto informatico agli studenti che ne hanno necessità e sposta la scadenza per conseguire i requisiti di merito per le borse di studio dal 28 febbraio al 15 aprile. Sono alcune delle misure che la Regione Emilia-Romagna e i quattro Atenei regionali hanno messo a punto per ridurre le possibilità di contagio da Coronavirus ed evitare gli spostamenti degli studenti. Unite alle azioni di supporto agli studenti e ai pagamenti delle borse di studio decisi con Er.go, l’Azienda regionale per il diritto agli studi.
L’assessore regionale all’Università, Paola Salomoni, ha infatti incontrato in Regione i rettori dell’Università di Bologna, Francesco Ubertini, e di Modena e Reggio Emilia, Carlo Adolfo Porro, il prorettore dell’Università di Ferrara, Michele Pinelli e, collegato in videoconferenza, il rettore dell’Università di Parma, Paolo Andrei.
“Il sistema universitario in Emilia-Romagna continua a funzionare nonostante l’emergenza- spiega l’assessore Salomoni-. Ci si sta impegnando al massimo per garantire tutte le funzioni, quelle didattiche ma anche le più complesse, come lo svolgimento degli esami e il conseguimento del titolo di studio, lauree e anche dottorati. Un messaggio positivo- aggiunge- che denota un’ottima efficienza organizzativa dei nostri Atenei”.
Cosa cambia
Le lezioni sono possibili solo a distanza, con varie piattaforme e modalità di erogazione, e non in presenza. Sospesi fino al 16 marzo gli esami scritti e le prove pratiche in presenza - sono allo studio modalità per effettuarli on line - mentre gli esami orali saranno svolti in streaming e con i commissari di esame collegati anche in modalità telematica e non necessariamente presso le strutture dell’Ateneo. Il candidato viene identificato attraverso la visualizzazione del volto e il documento di identità mostrato in streaming, mentre il voto è comunicato allo studente seduta stante, in streaming, con una conferma successiva via e-mail.
Procedura a distanza anche per gli esami di laurea:
la discussione avviene con il candidato in streaming per tutte le lauree, sia triennali che magistrali. Anche i laureandi vengono identificati attraverso la visualizzazione del volto e il documento d’identità e il voto di laurea viene comunicato al momento, in streaming, con successiva conferma via mail. La Commissione di laurea sarà interamente in presenza, nelle strutture dell’ateneo, e la proclamazione si svolgerà on line. Una ulteriore cerimonia di laurea potrebbe essere predisposta una volta che l’emergenza del virus sarà rientrata. Stesse modalità per gli esami di dottorato, ma i commissari possono essere collegati in modalità telematica.
Supporto agli studenti
La Regione ha disposto che l’Azienda regionale per il diritto agli studi Er.go attivi azioni di supporto agli studenti per dare risposta alle necessità di connettività e strumenti informatici che derivano dalle nuove modalità di svolgimento della didattica. Inoltre, Er.go sta già procedendo al pagamento della seconda rata della borsa di studio ad oltre 15.000 studenti. Per gli altri aventi diritto, il pagamento avverrà mano a mano che conseguiranno i requisiti di merito, spostando la scadenza ultima dal 28 febbraio al 15 aprile.
EMILIA ROMAGNA: DOMENICA MESSE A PORTE CHIUSE
Anche domenica messe 'a porte chiuse' in Emilia-Romagna per l'emergenza Coronavirus, così come è stato durante tutta la settimana. E' sospesa fino al 15 marzo ogni attività nelle parrocchie, in linea col decreto del governo. Le nuove disposizioni arrivano dai vescovi dell'Emilia-Romagna, "In comunione con i vescovi della Lombardia e del Veneto", che confermano dunque per tutte le diocesi della regione la sospensione "anche per domenica 8 marzo la celebrazione dell'eucarestia con la presenza dei fedeli, così come restano sospese le celebrazioni eucaristiche feriali".
Inoltre, specifica la Cei dell'Emilia-Romagna, "Tenendo conto delle disposizioni ministeriali circa la chiusura delle scuole, confermiamo la sospensione della catechesi e la chiusura degli spazi aperti al pubblico fino al 15 marzo". La decisione, spiegano ancora i vescovi, è stata "Assunta in accordo con la Conferenza episcopale italiana" e si è "resa necessaria dopo l'entrata in vigore del nuovo decreto del presidente del consiglio dei ministri, con il quale si è definito il quadro degli interventi per arginare il rischio del contagio del coronavirus ed evitare il sovraccarico del sistema sanitario".
TRIBUNALE DI MODENA: I PENALISTI DICHIARANO LO STATO DI AGITAZIONE
Il Consiglio Direttivo della Camera Penale di Modena Carl'Alberto Perroux, Ha deliberato lo stato di agitazione dei penalisti modenesi. "Appare evidente il contrasto tra disposizioni volte alla ordinaria prosecuzione della attività di udienza nel Tribunale di Modena - viene spiegao - e quelle contemporaneamente volte a limitare gli accessi alle cancellerie. Se il Tribunale è luogo sicuro, allora riprendano regolarmente tutte le attività, comprese quelle di cancelleria, pena la compressione del diritto di difesa".
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SCUOLE TANTE LE INCOGNITE E GLI SCENARI POSSIBILI. PRIMA DI TUTTO: QUANDO RIAPRIRANNO?
il ministero dell’Istruzione si sta attrezzando per tenere in piedi l’anno scolastico di fronte allo scenario peggiore. Sono tre le ipotesi sul tavolo del ministro Lucia Azzolina: si torna a scuola lunedì 16 marzo, ma ad oggi questa è ritenuta la meno probabile.
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La seconda possibilità è il rientro per lunedì 6 aprile (l’ultimo decreto firmato da Conte e Speranza, due giorni fa, offre la possibilità di arrivare alla chiusura fino a venerdì 3 aprile senza bisogno di nuove carte).
Il problema è il terzo scenario: Il ministro Azzolina ha messo al lavoro i dipartimenti sulla possibilità, tutt’altro che remota, che di fronte a una persistenza del contagio si possano tenere chiusi gli istituti scolastici italiani per due mesi: marzo e aprile. Con il ritorno in classe lunedì 4 maggio.
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I NUMERI IN EMILIA ROMAGNA
In Emilia-Romagna sono complessivamente 698 i casi di positività al Coronavirus, 154 in più rispetto all’aggiornamento di mercoledì, ma aumentano significativamente anche i campioni refertati, che passano da 2.385 a 2.884.
Si conferma che si tratta in maggioranza di persone che presentano un quadro clinico non grave, con sintomi modesti o addirittura privi di sintomi.
299 i pazienti in isolamento a casa perché non necessitano di cure ospedaliere, 32 quelli ricoverati in terapia intensiva (6 in più rispetto a ieri).
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Purtroppo, sono saliti a 30 i decessi (ieri 8 più di mercoledì), ma aumenta contemporaneamente anche il numero delle persone “clinicamente guarite”, cioè pazienti che, dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, diventano asintomatici: ieri erano 6, oggi sono 10.
In dettaglio, questi sul territorio i casi di positività, che si riferiscono sempre non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 378 Piacenza (59 in più rispetto a ieri), 150 Parma (35 in più), 68 Rimini (35 in più), 45 Modena (4 in più), 31 Reggio Emilia (11 in più), 19 Bologna (7 in più, di cui 4 nuovi casi nel circondario imolese, dopo quello di ieri), 4 Forlì-Cesena (2 in più), 3 Ravenna (1 in più rispetto a ieri).
Continua a non avere casi positivi la provincia di Ferrara.
Ieri, si sono purtroppo verificati 8 nuovi decessi: 3 residenti nella provincia di Parma, di cui una donna di 92 anni e due uomini rispettivamente di 89 e 73 anni; 4 in quella di Piacenza, di cui 3 donne di 81, 85 e 87 anni e 1 uomo di 76; un deceduto, un uomo di 68 anni, è della provincia di Bologna. Per 6 dei nuovi decessi sono ancora in corso gli approfondimenti per verificare se, come in tutti i casi precedenti, si trattasse di pazienti con patologie pregresse. Complessivamente salgono dunque a 30 le persone decedute in regione, 6 delle quali di provenienza lombarda.
L'EX ASSESSORE SERGIO VENTURI NOMINATO COMMISSARIO PER IL CORONAVIRUS IN EMILIA
L'ex assessore alla Sanità della Regione Emilia-Romagna, Sergio Venturi, è stato nominato commissario ad acta per l'emergenza Coronavirus fino al 31 marzo. La decisione fa seguito alla positività dell'attuale assessore, Raffaele Donini, ed è stata ufficializzata durante una diretta Facebook nel pomeriggio. Una scelta «per garantire piena continuità istituzionale», come ha sottolineato il sottosegretario alla presidenza, Davide Baruffi.
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LA SITUAZIONE IN EMILIA ROMAGNA
“In Emilia-Romagna siamo in grado di curare tutti nel luogo migliore e nel modo più appropriato. Questo ci deve confortare moltissimo”. Sergio Venturi, nominato commissario ad acta per l’emergenza Coronavirus dal presidente Stefano Bonaccini, nel corso di una diretta Facebook sul profilo della Regione, nel pomeriggio, ha fatto il punto della situazione. Con lui il sottosegretario alla presidenza della Giunta, Davide Baruffi, che ha sottolineato la volontà di tenere aperto un canale informativo quotidiano per fare il punto della situazione.
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“L’assessore Donini continua a lavorare, seppur da casa, dove rispetta l’isolamento per il fatto di essere risultato positivo al Coronavirus- ha ricordato Baruffi-. E’ qui con noi Venturi, perché il presidente gli ha chiesto di mettersi a disposizione come commissario ad acta: è indubbiamente un segnale di rassicurazione sulla continuità operativa. Peraltro, abbiamo appena riunito l’Unità di crisi per discutere su dati e provvedimenti. Siamo in contatto costante con i Comuni, c’è un pieno operativo” ha ribadito il sottosegretario. Venturi ha risposto a una serie di domande inviate dai giornalisti.
“C’è una tendenza stabile all’aumento dei casi positivi- ha detto-, servono quindi misure che non durino qualche giorno, e questo motiva la sospensione dell’attività didattica nelle scuole e la sospensione delle attività sportive. Tutti noi, come cittadini, dobbiamo dare una mano, già mantenendo le distanze: riduciamo i contatti sociali, a partire dagli anziani.
Questo ci potrà aiutare a invertire la tendenza in corso, che vede un incremento costante e quotidiano di casi”. “In Emilia-Romagna siamo in grado di curare tutti nel luogo migliore e nel modo più appropriato- ha sottolineato Venturi-. A breve presenteremo analisi e decisioni per il potenziamento della rete ospedaliera. Nelle prossime 48 ore apriremo posti di terapia intensiva a Castel San Giovanni, che ci consentirà di dare un po’ d’ossigeno a Piacenza. Per quanto riguarda il potenziamento del personale, stiamo sfruttando tutte le potenzialità che abbiamo: possiamo assumere specializzandi e prendere medici in pensione”.
Il commissario ha sottolineato la necessità che si collabori tra la provincia di Rimini e quella di Pesaro-Urbino, “perché sono territori assolutamente permeabili. Bisogna concertare con le Marche misure di contenimento”. Per quanto riguarda Piacenza, “stiamo valutando con attenzione la situazione in città e nei comuni limitrofi”. Sui luoghi e i momenti di aggregazione, “stiamo valutando con i sindaci l’andamento di palestre, piscine, centri per anziani. Cerchiamo di favorire il lavoro da casa, a partire da Piacenza e il piacentino.
Abbiamo bisogno di ammalarci di meno- ha concluso Venturi-. Facciamo questo sacrificio: cerchiamo di dare meno tregua al virus, e un po’ di tregua agli ospedali. Colgo l’occasione di ringraziare tutto il personale sanitario per il lavoro che sta facendo in queste settimane”.
BONACCINI: PRONTI PER LA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA
«In Emilia-Romagna siamo già nelle condizioni di firmare con tutte le parti sociali l'accordo sulla cassa integrazione in deroga. Per mettere tutti i datori di lavoro nelle condizioni di garantire la continuità di reddito ai propri dipendenti e collaboratori. Insieme all'assessore Colla, contiamo di chiudere domani l'intesa coi firmatari del Patto per il Lavoro, dopo aver condiviso i termini dell'accordo in questi giorni». Lo dice il presidente dell' Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, a proposito delle misure economiche per l'emergenza Coronavirus.
RAFFORZATO LO SMART WORKING IN REGIONE
La Regione Emilia-Romagna non si ferma e potenzia tutte le forme di smart working. In queste due settimane la Regione ha consentito ad altri 500 dipendenti (oltre ai 400 già autorizzati) di poter lavorare da remoto, in modalità smart working. E questo è un numero in crescita giorno dopo giorno, anche perché è consentito ai dipendenti l’uso di dispositivi personali, cioè non di proprietà dell’Ente. Già in seguito alla prima Ordinanza del Ministro della Salute, d’intesa con il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, la Regione si era mossa in questa direzione, potenziando lo smart-working, forte dell’esperienza avviata nel 2018. Per favorire questa modalità di lavoro, è stata predisposta una procedura semplificata che, dalla richiesta di attivazione effettuata on line in accordo con il proprio responsabile, consente alle persone di lavorare, entro 24 ore, con il proprio dispositivo. E questo grazie anche ad un percorso formativo in e-learning incentrato sugli aspetti di sicurezza, organizzazione del lavoro remoto e di relazione con i colleghi. Inoltre, tutti gli smart worker accedono ad un canale di assistenza dedicato on line per ogni dubbio o criticità. Per coloro che erano già Smart Worker e per gli oltre 500 telelavoratori, la direttiva interna ha consentito di ampliare le giornate lavorabili in remoto, sempre bilanciandole con le esigenze organizzative della struttura in cui lavorano.
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