Il ritorno di Venturi, il “dottore” riservista di Bonaccini
Richiamato dopo la positività di Donini guiderà la sanità regionale fino al 31 marzo «Ho studiato subito ma non sono da 30»
il personaggio
«Stamattina ho studiato, però diciamo che ancora non sono preparato per prendere 30 all’esame».
Chiude così la sua “prima” conferenza stampa l’ex assessore alla Salute Sergio Venturi, nelle vesti di commissario regionale ad acta per l’emergenza Coronavirus fino al 31 marzo. Una decisione necessaria dopo che il suo successore, Raffaele Donini, due giorni fa è risultato positivo al tampone. Come i riservisti dei corpi militari, Venturi, medico classe 1953, ha risposto presente alla chiamata di Bonaccini e si è subito rimesso alla guida della sanità dell’Emilia-Romagna nel momento più critico. Nessun accenno personale sul ritorno se non quella battuta sullo studio, il commissario ha tenuto un discorso di pochi minuti e con estrema chiarezza ha tracciato la situazione senza allarmismi, ma senza nemmeno addolcire la pillola. Fermo e risoluto, ha chiaramente avvisato tutta la popolazione emiliano-romagnola che è giunto il momento di remare in una sola direzione, costringendo il virus a rallentare. E per primo ha dato l’esempio durante la diretta, sedendo a più di un metro di distanza dal sottosegretario alla Presidenza Davide Baruffi.
«Vi parlo come farei alla mia famiglia», ha detto Venturi in un passaggio, sottolineando la necessità di ridurre la socialità non per un vezzo, ma per difendere le strutture sanitarie da eventuali scenari di crescita.
Nel frattempo l’attività della Regione va avanti, nonostante la positività di Donini e dell’assessore alla Montagna Barbara Lori. Tutti gli altri membri della Giunta sono risultati negativi. Certo, però, ci sono dei risvolti. Ieri con la presidente dell’assemblea Emma Petitti e altri consiglieri in auto-quarantena per i contatti avuti con gli assessori positivi, si è svolta in videoconferenza la riunione dell’ufficio di Presidenza dell'assemblea legislativa, dedicata all'emergenza covid-19. Durante l'incontro sono state approfondite le indicazioni date a tutti i dipendenti regionali nonché a consiglieri e assessori sulla crisi in corso. E per quanto concerne il personale in queste due settimane la Regione ha consentito ad altri 500 dipendenti (oltre ai 400 già autorizzati in precedenza) di poter lavorare da remoto, in modalità smart working. —
GIB
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