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Coronavirus a Modena

Quelle «mascherine del buon umore» indossate dai commercianti di Castelvetro

ENRICO BALLOTTI
Quelle «mascherine del buon umore» indossate dai commercianti di Castelvetro

L’idea di Stefania e Monica è stata adottata dal Comune e spopola sul web: «Siamo qui e siamo aperti. Vi aspettiamo per fare acquisti» 

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CASTELVETRO. Allarme sempre acceso e precauzioni del caso prese. A Castelvetro, però, si è deciso di guardare avanti. Si è deciso di “prendere in giro” pure il Coronavirus che tanto sta facendo patire il nostro Paese. A lanciare l’iniziativa un’attività commerciale del paese: ManiCrea di Stefania Forti e Monica Ricci. Le due titolari, per gioco, hanno pensato di confezionare delle mascherine che evidentemente non possono proteggere a livello sanitario, ma che senza dubbio portano il buon umore. Ad aiutarle, per alcuni “pezzi” della collezione, anche i figli che per un po’ sono costretti a casa da scuola.

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L’iniziativa è stata sposata in toto dal Comune che, tramite l’assessore Giorgia Mezzacqui, ha invitato a partecipare tutti gli altri esercizi di Castelvetro. Da quel momento, anche grazie ai social, si è scatenata la fantasia dei castelvetresi. Fantasia che, evidentemente, è tanta. Basta dare un’occhiata alle foto. «Siamo qui e siamo aperti, aspettiamo clienti». Questo il grido di battaglia di Stefania e Monica: «Ovviamente stiamo rispettando i regolamenti e allo stesso tempo seguendo le vicende del Paese. Volevamo, però, dare un tocco di colore, far divertire le persone. L’iniziativa è piaciuta subito, pensare che era iniziata con un gioco tra amiche...».

«In fondo le cose che ci fanno stare bene nascono anche così, in maniera spontanea»: chi parla è Mezzacqui. «Abbiamo tutti bisogno di sorridere, di dare un volto alla nostra Castelvetro. Dare un volto alle persone che la vivono, che ci lavorano. Sdrammatizzare, che non significa minimizzare, è provare a dare un senso anche quando le giornate lo perdono un po’. Donare una risata anche quando il buio soffoca l’entusiasmo. Sensibilizzare sui piccoli luoghi, sulle piccole realtà commerciali che per sopravvivere hanno bisogno dell’aiuto di tutti».

Nel frattempo ManiCrea è ormai un set fotografico: «Non ci aspettavamo che venisse pure la Gazzetta. Chiamiamo anche l’ottico...».

Trascinato dall’entusiasmo Fabrizio Venturelli che, appunto, gestisce l’ottica accanto non si può sottrarre: «Mi presto anch’io all’iniziativa. Resta l’emergenza, ma serve anche un pizzico di ottimismo».

A dirigere le operazioni, però, sono sempre Stefania e Monica. Da loro arrivano le indicazioni relative agli altri commerciati che hanno confezionato una maschera. C’è l’orchidea di Sabrina Beneventi che sicuramente non è sicura, ma certo è profumata. «Sono la titolare de “L’arte dei fuori”, la mia mascherina non poteva che essere così. Purtroppo, nell’ultimo periodo, il passaggio è diminuito parecchio. Questa iniziativa mi piace molto». Armati di mascherina castelvetrese anche alla Ferramenta Ognibene e alla Casa del Bianco di Mariella Pellegrini. Finita? Neanche per sogno. A Levizzano ci accoglie nel suo negozio di abbigliamento Ines Reggianini: «Mi vergogno ad apparire in foto, ma se è per regalare un po’ di serenità ci sto». —
 

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