Gazzetta di Modena

Modena

protesta e anche uno striscione a cibeno 

Scoppia il caso ex Mulino «La permuta o l’acquisto»

Serena Arbizzi

Roberto Marconi (Società Le Pile): «Dopo 30 anni situazione insostenibile Il Comune ci sta bloccando tutto». Ciclabile interrotta. Scatta la mediazione

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Il caso del mulino di Cibeno Pile è vicino a una svolta e a breve approderà in mediazione alla Camera di Commercio. Lo stabile si potrebbe definire l’edificio della discordia: i cittadini di Cibeno hanno affisso uno striscione davanti al vecchio mulino per indicare la grave situazione che si viene a creare per l’interruzione della pista ciclabile. Chi percorre la pista in sella alla bicicletta si trova infatti di fronte una brusca interruzione del percorso. È partita, pertanto, una protesta da parte dei cittadini con tanto di petizione perché si prenda una decisione chiara rispetto al mulino.

Ancora prima della raccolta firme i residenti di Cibeno si erano più volte appellati al Comune per far presente lo stato fatiscente in cui versa la struttura che sorge, tra l’altro, a pochi metri dal passaggio a livello davanti al quale si formano code eterne. Morale: il problema è irrisolto da più di 30 anni.

«Porteremo il caso in mediazione anche se il Comune ha rinviato spesso la trattativa – premette l’ingegner Roberto Marconi, procuratore della società Le Pile, proprietaria del mulino e di un altro soggetto privato che possiede una piccola porzione dello stabile – Il fabbricato è stato acquisito dalla società Le Pile nel 1985. Sono seguite trattative per includere l’edificio in un piano particolareggiato, ma le regole che stabilivano gli interventi sono scadute. Per noi è vietato tutto: addirittura di mettere un ponteggio per ristrutturarlo. Ma la pista ciclabile costruita dal Comune è stata realizzata senza l’esproprio del mulino. Adesso siamo nel pieno del caos normativo. A complicare le cose c’è un ulteriore aspetto: la struttura sorge sul canale della Pila, che è comunale, così come tutto il sottosuolo. La società dopo il sisma ha chiesto il contributo della Regone per il ripristino». Il progetto è stato redatto ma poi si è arenato.

«Ora noi chiediamo che il Comune risolva il problema. O ci propone la permuta con un altro edificio o compra il mulino – aggiunge Marconi – La struttura è molto costosa: anche se dal 2012 non si paga più l’Imu ci sono oneri di manutenzione consistenti. Deve per forza esserci una svolta».

C’è un ulteriore questione su cui fare chiarezza.

«Il condominio che è stato costruito dietro il mulino è stato realizzato su una piccola superficie appartenente al mulino stesso – conclude l’ingegnere – La proprietà che rappresento non ha interesse nel rientrare in possesso di quella parte, ma è necessario che la situazione si sblocchi al più presto».

Riccardo Righi, assessore all’Urbanistica, conferma la mediazione: «Abbiamo dato il via libera come giunta a presentarci in mediazione dopo esserci opposti al giudizio. Sentiremo che cosa vogliono proporre. Vista l’area e la sua connessione con la città questa è una zona al centro della nostra attenzione che sarà altissima, vista, appunto, l’importanza dell’Oltreferrovia e del quartiere in generale”. —





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