Allenamenti, gare e grandi tornei: lo sport modenese ora alza bandiera bianca
Tutto il mondo non professionistico chiude fino al 3 aprile Annullato il Memorial Sassi, anche la Spring Cup a rischio
Un’utopia. Così molte società sportive modenesi vedono la possibilità di riprendere le attività prima di domenica 15 marzo. Anzi, eventi ad aprile stanno saltando. Il Memorial Sassi di calcio giovanile rinvia l’edizione 2020 di un anno: non era mai successo. A forte rischio anche l’Anderlini Spring Cup di pallavolo. Migliaia di ragazzi e ragazze attesi in città e provincia per Pasqua non arriveranno.
Il decreto del 4 marzo per contrastare il Coronavirus non impedisce, però, la pratica sportiva. Tuttavia, contiene norme giudicate irrealizzabili da chi non ha gli stessi mezzi economici di società professionistiche più blasonate. Lo sport dei “piccoli”, dopo il decreto del 4 marzo, è al collasso perchè le società che svolgono attività dilettantistica, amatoriale e soprattutto con i giovani, non sono più in grado di proseguire l’attività e hanno alzato momentaneamente bandiera bianca. Con la speranza, ma forse l’utopia, che l’emergenza Coronavirus conceda una tregua e permetta di ripartire con gli allenamenti e i campionati. Hanno chiuso tutti perchè l’obbligo della presenza di un medico ad ogni allenamento e manifestazione agonistica unito al peso della responsabilità in merito a eventuali contagi che il decreto ha spostato sulle spalle delle società stesse sono condizioni non sostenibili per le realtà sportive minori. Che si sono arrese interrompendo l’attività nonostante diverse Federazioni abbiano disposto lo stop fino a domenica prossima in via precauzionale. Un esempio controcorrente è prodotto dalla Federazione italiana nuoto che ha ribadito che le competizioni sportive si possono svolgere a porte chiuse. Altre hanno adottato scelte diverse. La Federazione italiana sport rotellistici ha optato per «la sospensione in via cautelativa di tutte le attività» fino a domenica 15 marzo. La Federazione Pallamano ha indicato la stessa data sia per la serie B (in cui militano tre modenesi) sia per le giovanili. Blocco confermato fino al 15 marzo anche tutti i campionati nazionali di calcio a 5. La sospensione ufficiale non è per il decreto in sé, ma legata alle «difficoltà logistico-organizzative manifestate da società, Comuni e gestori degli impianti di gara». Esaminiamo dunque quali possono essere le difficoltà. La chiave è contenuta nel terzo comma del primo articolo del decreto firmato dal premier Giuseppe Conte. Al di fuori delle “zone rosse”, resta consentito «lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico». E fin qui l’ostacolo non era insormontabile. Esiste però una condizione particolarmente stringente che ha travolto le società non professionistiche e in vigore fino al 3 aprile: «in tutti tali casi - si legge subito dopo nel testo - le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute a effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus Covid-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano».
Così diventa una discriminante non solo aver un medico, ma poter garantire controlli idonei agli atleti e non solo. Un investimento in tempo e risorse difficile da affrontare per le stesse società. Per lo sport di base è ancora più complicato. «Lo sport di base e le attività motorie in genere, svolte all’aperto ovvero all’interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo - è disposto nel decreto - sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della raccomandazione di cui all’allegato 1, lettera d».
Una disposizione che prevede il «mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro». Una pratica antitetica alla maggior parte degli sport. Persino il baseball, disciplina celebre non certo per i contatti, ha scelto di fermarsi. La Federazione italiana baseball softball si è spinta più avanti di altre. Ipotizza che sarà «di fatto impossibile allenarsi fino al 4 aprile». I campionati inizieranno così tra il venerdì 17 e domenica 19 aprile «anche se fosse consentito solo a porte chiuse». —
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