Gazzetta di Modena

Modena

STRAGE DI CORINALDO 

Banda dello spray: ora il capo studia recitazione

Carlo Gregori

Ugo Di Puorto segue il corso di teatro in carcere a Forlì, Mormone ha ripreso gli studi. Ed entrambi si stanno disintossicando

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Nessuno parla: sono tutti in attesa degli interrogatori nel corso del processo abbreviato iniziato giovedì mattina nella maxi-aula del tribunale di Ancona. Ma i sei giovani modenesi della cosiddetta “Banda dello Spray” hanno avuto modo di incontrare i loro avvocati e scambiare qualche battuta. Ed è emerso che in questi mesi di detenzione alcuni di loro si sono organizzati cambiando lentamente le loro vite. Soprattutto due di loro, considerati i “ragazzi terribili” della gang stando alle indagini dei pm anconetani che hanno indagato sulla Strage di Corinaldo.

Nella casa circondariale di Forlì Ugo Di Puorto frequenta il laboratorio di teatro carcerario. Dicono che il 21enne di San Prospero abbia un talento. Era il capo della banda, il 21enne; era descritto come un giovane cinico che non si fermava davanti a nessuna remora morale nei raid e nelle rapine. Oggi è un ragazzo che sta scoprendo la recitazione come strumento artistico di cambiamento. Raffaele Mormone, 21enne di San Cesario, suo amico per la pelle e braccio destro nelle scorribande, chiuso in carcere a Rimini, ha iniziato a studiare intensamente. Frequenta i corsi scolastici e le attività che mette a disposizione quel carcere. Entrambi si stanno disintossicando dalla loro dipendenza dalla cocaina e anche dalla marijuana, si incontrano con lo psicologo. Ed entrambi frequentano le messe domenicali. È un percorso sincero? Risponde il loro avvocato, Pier Francesco Rossi: «Inizialmente sono rimasto sorpreso venendo a sapere di queste loro attività. Riflettendoci, posso dire che qualunque sia la loro motivazione, servirà molto come esperienza. Sicuramente danno un segnale di voler cambiare vita. Limitatamente a quello che può offrire il carcere, si impegnano. E’ un primo passo verso il recupero. Anche la loro volontà di uscire dalla dipendenza della droga mi pare importante».

Non si esprimono gli altri legali modenesi che seguono la banda: l’avvocato Gianluca Scalera per Andrea Cavallari, il capo dell’altro pezzo della banda, 21enne di Bomporto ora rinchiuso in carcere ad Ancona; l’avvocato Giampaolo Ronsisvalle per Moez Akari, 23 anni di Castelnuovo, ritenuto il “mago dello spray”, richiuso ad Ascoli; sempre Scalera Souhaib Haddada, 22 anni di San Cesario, anche lui in cella a Rimini; l’avvocato Alessandro Cristofori per Badr Amouiyah, 21 anni di San Prospero, in carcere ad Ancona.

Salvo forse Akari che preferisce il silenzio, gli altri cinque imputati spiegheranno al giudice cosa è accaduto e in che termine sono coinvolti. C’è grande attesa anche perché nell’immediatezza del loro arresto non avevano specificato in dettaglio le posizioni, quanto piuttosto cercavano di smarcarsi da un coinvolgimento generale sostenendo che il loro gruppo non aveva preso accordi con l’altro e che non è loro responsabilità se è accaduta la strage. Una presa di distanza che inizialmente ha permesso di scindere le posizioni, ma che ora diventerà individuale con tutte le conseguenze che avranno le risposte al giudice. Sono tutti accusati in concorso di omicidi preterintenzionale per i sei morti alla discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo e di una ventina di colpi durante concerti di rap e trap. —

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