In un giorno 28 nuovi casi a Modena Venturi: «Pronti ospedali Covid-19»
Il totale sale a 73, di cui 7 in Terapia intensiva che accoglie anche due piacentini. Il Policlinico assume medici e infermier
Venerdì duro per Modena e provincia: 28 casi di Covid-19, che portano il totale a 73. I nuovi malati vanno dai 95 ai 33 anni e sono residenti a Modena (9), ma anche a Vignola, Carpi, Formigine, Castelnuovo, Nonantola e Bastiglia. Venti dei nuovi casi sono già stati ricoverati, gli altri sono in isolamento domiciliare. A Fanano è stata posta in isolamento la casa di riposo Istituto San Giuseppe (chiuso anche il centro diurno) dopo che un’ospite è risultata positiva ed è stata trasferita all’ospedale di Pavullo.
terapia intensiva
Dei 73 malati sono 7 quelli in Terapia intensiva al Policlinico. Nel reparto sono stati trasferiti anche due pazienti da Piacenza per un totale di 9. Un paziente del 1974 è uscito dalla Terapia intensiva. L’Azienda Ospedaliera-Universitaria ha comunicato che sta rafforzando il reparto: «È stata realizzata un’ulteriore area di Terapia Intensiva presso il Blocco Operatorio al primo piano - spiega la dottoressa Elda Longhitano, direttore Gestione operativa - per far fronte alle richieste di ricovero provenienti dalla nostra provincia ma anche da quelle vicine». I restanti casi di Modena sono in isolamento domiciliare (37) o ricoverati in altri reparti (29).
stop agli interventi
L’Aou ha comunicato anche che «l’attività chirurgica programmata e non urgente è stata sospesa e verrà garantita solo quella oncologica e in emergenza-urgenza. Sono garantiti tutti gli interventi urgenti (ad esempio traumi gravi, infarto, stroke, trapianti e interventi oncologici). La sospensione vale anche per l’attività svolta in libera-professione». L’obiettivo è liberare anestesisti e infermieri, oltre a rendere disponibili i posti di terapia intensiva. Inoltre l’Aou sta assumendo medici e infermieri per il reparto di Malattie infettive.
E mentre il Policlinico si riorganizza, c’è malumore tra gli operatori sanitari del Ramazzini di Carpi soprattutto alla luce del caso positivo transitato dal Ps e che ha costretto alcuni tra medici e infermieri all’isolamento: «Qui non è stato istituito un modulo di prefiltraggio – dicono alcuni operatori sanitari – Servirebbe, invece, una struttura come quella messa a Pavullo perché i pazienti “standard” possano essere divisi da quelli che potrebbero avere il Coronavirus».
bocciofila e altro
Durante la quotidiana conferenza stampa, il commissario regionale Sergio Venturi ha ancora una volta sottolineato la necessità di abbassare la socialità, soprattutto per le persone anziane. E ha dato un esempio concreto. «Dei 22 casi in più registrati in un giorno in provincia di Bologna, ben 16 sono stati riscontrati in una bocciofila nell’Imolese - ha detto - Non possiamo permetterci che 16 anziani si infettino andando a giocare a bocce. Esorto gli anziani a ritirarsi per qualche settimana, consentendoci di rallentare l’andamento. Abbiamo qualcosa di prezioso come i letti di Terapia intensiva, lasciamoli a chi si è ammalato inconsapevolmente».
ospedali ad hoc
Venturi ha anche annunciato che si sta pensando a istituire ospedali ad hoc per il Coronavirus. «Abbiamo predisposto il piano, a breve lo pubblicheremo: alcuni si specializzeranno e per un po’ diventeranno solo per il Covid-19. Ne abbiamo già a Piacenza, altri sono in via di studio». Si tratterà in particolare di “piccoli ospedali”, che «possono essere utilizzati per questo», spostando le attività altrove.
sui numeri
Il commissario ha evidenziato che i casi «a Piacenza sono cresciuti in percentuale meno di quanto siano cresciuti nel resto della Regione: ed è un dato positivo per la provincia che finora è stata più colpita (426)». Infine i decessi che sono saliti a 37. Ieri 7 morti: 5 piacentini (4 uomini di 77, 82, 83, 85 anni e una signora di 94) e due donne a Parma, di 84 e 68 anni. La grande maggioranza delle persone decedute, spiega la Regione «aveva patologie pregresse, a volte plurime; per un decesso sono invece ancora in corso gli approfondimenti». Sono aumentate anche le persone guarite: da 10 a 17. —
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