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Stazione piccola, tutto bloccato Scontro Fer-Agidi sui lavori

L.G.
Stazione piccola, tutto bloccato Scontro Fer-Agidi sui lavori

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Al momento il Comune non può far altro che aspettare, confidando in una soluzione che riaprirebbe la strada a uno dei progetti di riqualificazione più attesi in città, anche perché sarebbe probabilmente l’unica possibilità per rilanciare un’area in forte sofferenza. Al centro c’è la stazione piccola di piazza Manzoni, e in particolare il progetto di riqualificazione che due anni fa è stato presentato dalla società Agidi sotto forma di manifestazione di interesse. Un progetto molto ambizioso, che sostanzialmente prevedeva due piani interamente dedicati all’intrattenimento e alla ristorazione di qualità. A frenare il progetto della società di Paolo Guerra, scomparso un mese fa, è la battaglia in corso tra Fer, la società che gestisce la rete ferroviaria regionale, e Lasiotà, società legata ad Agidi e gestita da Mattia, il figlio di Guerra. Se da una parte Fer sostiene di aver già portato a termine i lavori di ristrutturazione e di consolidamento sismico della struttura, la società che gestirà il progetto non è dello stesso avviso: di conseguenza, il piano di riqualificazione del comparto è fermo da tempo, e i due piani dedicati all’intrattenimento rischiano di restare solo sulla carta. Ma cosa prevedeva esattamente il progetto? Partendo dal piano terra dell’edificio, a occupare il lato destro dovrebbe essere Dondi, una delle più note pasticcerie di Modena, pronta a lasciare il laboratorio di via Vignolese per spostarsi in uno spazio più grande. Dall’altra parte dell’edificio, il progetto prevede un locale per i drink pre o post cena, con un arredamento ricercato e una proposta di intrattenimento dedicata alla musica dal vivo.

Il piano prevede anche un dehor estivo e una sorta di dépendance in uno dei vagoni del treno abbandonati sui binari, che sarà adeguatamente ristrutturato. Salendo al piano di sopra della struttura, il progetto prevede un ristorante: anche qui l’idea è quella di proporre ai modenesi un locale dal target medio-alto, con un numero di posti abbastanza limitato e magari affidando la cucina a uno chef importante. —

L.G.

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