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conferenza socio-sanitaria 

«Camposanto rivuole il Punto prelievi chiuso dopo il sisma»

Gabriele Farina
«Camposanto rivuole il Punto prelievi chiuso dopo il sisma»

La richiesta avanzata all’Ausl del sindaco Monja Zaniboni  «Abbiamo la palazzina dell’Avis, il servizio si può riattivare»

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CAMPOSANTO. «Restare senza punto prelievi è un disservizio». Il sindaco Monja Zaniboni ha sollevato il problema in Provincia, all’assemblea generale della Conferenza territoriale socio-sanitaria.

A conclusione dell’assemblea, dedicata all’emergenza Coronavirus, è stato presentato il report sui Punti prelievi diffusi sul territorio provinciale. La dottoressa Anna Franzelli, dell’Ausl di Modena, ha illustrato le cifre. Il medico ha citato «i 784.346 accessi nel 2019», esprimendo preoccupazione perché nel 2020 «si sono ridotti del 30% circa». Sio tratta di una realtà capillare sul territorio, in cui sono presenti «52 punti prelievi». A quel punto, s’è alzata una voce, quella del sindaco, favorevole ad allungare la lista fino a 53.

«Il punto prelievi c’è stato tolto dopo il terremoto - ha ricordato Zaniboni - e ancora non c’è stato restituito. Abbiamo fatto domanda e c’è stato risposto che c’è un problema di accreditamento. Non ci fermiamo: abbiamo richiesto una rivalutazione in merito».

Interrogata sul punto, Franzelli s’è mostrata possibilista. «Stiamo riscontrando vari aspetti - ha risposto il medico dell’Ausl - tra cui la presenza di un medico nella struttura. La valutazione si può fare, ma non è così semplice riattivare il servizio. Non dimentichiamo che ci sono molti punti prelievi abbastanza vicini».

«Ciò non toglie che restare senza punto prelievi a Camposanto è un disservizio», è stata la replica del sindaco.

Gianfranco Tanari, sindaco di Zocca, ha spostato la lente sull’Appennino. «Al poliambulatorio svolgiamo i prelievi due volte alla settimana - questa la posizione di Tanari - e non è inusuale che si effettuino 55-60 prelievi». L’intervento del sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli (presidente della Conferenza) ha chiuso la seduta.

La questione resta però aperta. «Abbiamo avviato un percorso con il dottor Angelo Vezzosi (direttore del distretto di Mirandola) - ha spiegato a margine Zaniboni - il quale ci ha comunicato che l’Ausl farà valutazioni in merito. Abbiamo fatto presente le difficoltà soprattutto per gli anziani e per le persone straniere di recarsi nel Comune più felice, ovvero a San Felice». Per il sindaco camposantese la soluzione esiste e consiste nel tornare «nella palazzina della sede dell’Avis». Zaniboni ha assicurato che fino al 2012 «il servizio era erogato una volta alla settimana, il giovedì, per una media di circa 30 prelievi a seduta».

La sede di via Roma è stata chiusa dopo le scosse sismiche del maggio di quasi otto anni fa. «Vogliamo darvi seguito - ha concluso il sindaco - e attivare lo stesso servizio presente in altri Comuni, sempre per una volta alla settimana. Anche a San Possidonio e Massa Finalese il servizio è stato tolto. Abbiamo la palazzina dell’Avis, il servizio si può riattivare lì». —

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