Centrosinistra, i sindaci «Crediamo nell’Unione e nel suo ruolo centrale»
Continua a tenere banco la querelle sull’Unione dei Comuni modenesi area nord.
A prendere posizione sono i sindaci di Camposanto, Cavezzo, Concordia, Medolla, San Prospero e San Possidonio, i quali sottolineano come il ruolo del “super Comune” non sia messo in discussione, né tantomeno, la sua stessa esistenza. Questo il risultato al termine della riunione cui hanno preso parte i sindaci di Centrosinistra della bassa.
«Siamo nel pieno di un’emergenza non solo sanitaria, ma anche economica e sociale - dicono i sindaci Monja Zaniboni, Lisa Luppi, Luca Prandini, Alberto Calciolari, Carlo Casari e Sauro Borghi - L’Unione in questa delicata fase potrà avere un ruolo centrale nell’assistenza alla popolazione e con azioni a sostegno delle famiglie, lavoro e imprese. Non è il momento di polemiche istituzionali, quando il nostro territorio è di fronte a una nuova sfida, oltretutto mentre sta gestendo l’ultima fase della ricostruzione post sisma. Servono coesione e senso di responsabilità da parte di chi amministra. Per la prima volta il bilancio dell’Unione è stato votato all’unanimità, se ciò è stato possibile è stato grazie a un accordo politico alla base di un programma a sua volta votato all’unanimità. Noi stiamo lavorando uniti per la realizzazione di quel programma condiviso, in modo responsabile e collaborativo, perché crediamo in un’Unione che garantisca pari dignità a tutti i cittadini della Bassa nella fruizione di servizi di qualità, e a tutti i Comuni pari dignità a livello di rappresentanza e di rispetto per ogni sindaco. Risultati che, insieme a un maggior peso per questo territorio, si raggiungono solo lavorando insieme e non possono dipendere dal semplice conferimento da parte di un Comune di questo o quel servizio».
«L’Unione siamo disposti a rafforzarla ed efficientarla - continuano i sindaci - ma solo e sempre in funzione di quegli obiettivi che tutti abbiamo votato, compresi i sindaci di Centrodestra di Mirandola, San Felice e Finale. Siamo certi che i cittadini, le famiglie, le imprese artigiane, agricole, industriali, le attività commerciali credono in questa Unione e dalle istituzioni si aspettano la coesione». —
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