Coronavirus. Attività culturali sospese «Ma noi non ci arrendiamo»
MODENA. È davvero un momento difficile e complesso quello che anche i lavoratori dello spettacolo e della cultura stanno affrontando. Nella sola città di Modena sono tantissime le associazioni che gestiscono attività culturali, teatrali e ricreative, piccole e grandi, che in questo momento si trovano profondamente in crisi visti i veti del governo atti a contenere la diffusione del Covid 19.
Non si dimentichi che c’è poi un esercito di artisti liberi professionisti che abitualmente operano all'interno di scuole, enti e biblioteche e che si sono visti annullare le loro attività a fronte del fatto che nella maggior parte dei contratti vi sono clausole sospensive per calamità naturali. Ma nonostante lo scenario sia nero è proprio vero quel motto che recita “la cultura non si ferma”.
Questo ce lo confermano le persone intervistate in alcuni teatri e scuole di danza cittadine che approfittano per portarsi avanti nella programmazione dei numerosi festival ed eventi estivi e cercano strategie per continuare le attività, utilizzando la tecnologia e la rete, nonostante si siano visti annullare date su date di spettacoli, festival e laboratori in Italia e all'estero. Ma il rischio di dover chiudere i battenti molto presto c’è ed è concreto se la situazione continuerà e se il Governo non stanzierà presto fondi per venirci incontro.
«Noi, seppur in crisi, non ci siamo fermati - afferma con convinzione Stefano Tè, direttore artistico del Teatro dei Venti- stiamo immaginando soluzioni alternative, rispettose delle regole imposte dal governo, per offrire una prosecuzione di alcune delle nostre attività. Non dimentichiamoci che parte delle nostre attività corsistiche si svolgono nelle carceri di S. Anna e di Castelfranco e anche lì stiamo cercando strategie, per esempio utilizzando il web, per non lasciare soli i carcerati che si sono visti interrompere le attività».
«Come per il teatro anche il mondo della danza non si ferma - spiega Tony Contartese, presidente dello Sted di Modena - abbiamo escogitato nuovi modi per danzare “a debita distanza. Certo è brutto ammettere che se la situazione non migliorerà a breve saremo costretti a chiudere».
«Stiamo lavorando in vista dei festival estivi - concludono Magda Siti, direttrice artistica del Teatro Drama e Riccardo Palmieri, direttore artistico del Teatro Cajka - non si dimentichi che, non solo le sospensioni di attività riducono gli introiti, ma pongono complessi problemi di rendicontazione legati ai finanziamenti pubblici. Siamo concordi nell'affermare che chi opera nello spettacolo deve unirsi e chiedere alle Istituzioni che vengano individuati strumenti a supporto dei cittadini professionisti dello spettacolo auspicandosi che questa fase possa trasformarsi in un’opportunità per costruire un sistema migliore». —
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