Coronavirus Pronti i controlli a Modena: «Rispettare le norme o si rischia la denuncia»
A Modena più servizi per evitare feste e attività di gruppo: è reato penale Il sindaco Muzzarelli «Grazie a chi tiene aperto senza infrangere le regole»
MODENA Anche a Modena si sta riflettendo su come far rispettare le misure descritte nel decreto governativo sul Coronavirus.
Il riferimento è in particolare per quanto concerne le manifestazioni, gli esercizi commerciali e dunque qualunque luogo pubblico, dai bar alle polisportive. Possono tenere aperta la propria attività, ma devono riuscire a far rispettare le norme. E soprattutto evitare assolutamente l’organizzazione, ad esempio, di feste o attività di gruppo potenzialmente a rischio per la salute di tutti i partecipanti e dell’intera comunità.
Ad esempio serate in stile discoteca come avvenuto in un bar della città nei giorni scorsi, con tanto di video che ha fatto il giro del web scatenando non poche polemiche.
Non del caso specifico, ma del tema in generale si è parlato ieri pomeriggio nel Coc (Centro Operativo Comunale) durante il quale è stato deciso di aumentare i controlli per evitare assembramenti (ben prima che la bozza del nuovo decreto fosse resa pubblica).
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Già nei giorni scorsi, con un’attività preventiva erano stati scongiurati eventi privati in locali e simili. Si tratta di un’indicazione che sarà ulteriormente rafforzata. Non che da oggi la polizia municipale e le altre forze dell’ordine andranno nei bar con il metro per misurare le distanze tra i clienti, ma si cercherà di evitare o sanzionare quegli eventi in cui, in qualche modo, vi sia “premeditazione”: ad esempio l’organizzazione di una festa o di una serata danzante in un luogo pubblico (un bar o una polisportiva) in cui giocoforza gli avventori saranno molto vicini tra loro in spazi chiusi.
Si può incorrere non solo in una denuncia penale molto grave per aver violato un decreto governativo in materia di salute pubblica, ma anche nel sequestro del locale.
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«Intensificheremo i controlli - è quanto emerso dal Coc - nei locali, ma anche nei luoghi pubblici per evitare che troppe persone si riuniscano».
Viene subito alla mente il classico aperitivo all’aperto in centro, dove intere piazze, specie grazie alle temperature miti di questi giorni, si riempiono.
«La linea - si è convenuto durante il Coc- è quella di prevenire che anche nelle strade e nei luoghi pubblici i raggruppamenti siano eccessivi e dunque potenzialmente rischiosi per la trasmissione del virus».
In questo caso non scatteranno sanzioni per le persone, ma, in particolare Polizia locale e Volontari della sicurezza, chiederanno un maggiore rispetto della distanza prevista dal decreto governativo.
«Responsabilità - ha ricorda il sindaco Gian Carlo Muzzarelli - È la parola chiave in questo momento. Dobbiamo rilanciare i servizi e le attività, ma con grande attenzione alla responsabilità personale e collettiva per rispettare le indicazioni contenute nel decreto. Detto questo voglio ringraziare tutti gli operatori della sanità e del mondo del sociale, ma anche coloro che tengono aperti i servizi di interesse pubblico (compresi quelli commerciali) e lo fanno nel rispetto delle norme con grande senso di responsabilità».
venturi in anticipo
Dopo il caso della bocciofila bolognese in cui sono stati riscontrati ben 20 casi positivi, la Regione già ieri pomeriggio si era detta pronta a chiudere centri di aggregazione, palestre e piscine.
«Siamo vicini a chiudere, con decreto ministeriale o regionale, le attività di carattere sociale non indispensabili, come palestre, piscine e centri ricreativi», aveva detto ieri il commissario regionale Sergio Venturi prima di sapere delle iniziative del Governo.
«Aspettiamo di vedere se ci sarà qualcosa nel testo che emetterà Roma, altrimenti siamo pronti a prendere il provvedimento noi a livello regionale. Abbiamo ravvisato con i medici la necessità di queste misure. Quindi procederemo a provvedimenti che rendano impossibili queste attività e saremo trasparenti nelle misure che prenderemo».
Venturi ha rinnovato poi l’invito, per gli anziani soprattutto, a rimanere a casa: «Si conferma che l’andamento dei decessi riguarda prevalentemente i pazienti over 70, il tasso di letalità del virus varia molto con l’età, ma abbiamo grandi percentuali tra gli anziani sia per i decessi, sia in Terapia intensiva».—
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