Gazzetta di Modena

Modena

san cesario  

La tangenziale bocciata dai negozianti del centro

Giovanni Iacono
La tangenziale bocciata dai negozianti del centro

Gli esercenti definiscono l’infrastruttura “la ciliegina sulla torta dopo la crisi” «Il passaggio delle auto è vitale per noi. Così, invece, siamo tagliati fuori»

3 MINUTI DI LETTURA







Le attività commerciali non ci stanno: è polemica. «La tangenziale ci ha tagliati fuori, la ciliegina sulla torta dopo questa crisi che ci sta facendo chiudere tutti» dicono manifestando il loro sentimento comune, i gestori delle attività commerciali (bar, pizzerie, ristoranti, e benzinai) informati dell’arrivo di una nuova strada che, sorgendo a Est di San Cesario, sposterà il traffico all’esterno del paese.

«Il passaggio delle auto è vitale per chi decide di investire aprendo un locale nuovo o per chi ha già speso per ristrutturare un’antica bottega: il luogo di lavoro speciale per una professione che spesso si tramanda da generazione in generazione» sottolineano i proprietari della centenaria tabaccheria in corso Libertà. «Non siamo per niente contenti - commenta il benzinaio di via Loda - Hanno già fatto tutto loro, come sempre; ormai la tangenziale si farà».

«Siamo dispiaciuti - dichiarano da Rosti Cucine - Siamo qui da tanti anni ma possiamo dire che non hanno pensato a noi. Non siamo stati interpellati se non per chiederci di vendere un pezzo di nostra proprietà per passare con dei tubi e fare un parcheggio. Quando si parlava di fare una tangenziale l’intensità del traffico era completamente diversa: oggi essa è diminuita. Per quanto ci riguarda, essendo vicini a una delle tre nuove rotatorie siamo convinti che non cambierà molto per la nostra attività. Senz’altro ci aspettavamo che venisse presa di nuovo in considerazione la questione del semaforo su via Loda. Occorre sistemare definitivamente l’accesso a questa piccola zona industriale: dall’entrata dove c’è il semaforo non si passa con i bilici che invece lo fanno accedendo dal punto dove si dovrebbe solo uscire. Per noi questo è più importante al momento. Difficile dare un giudizio sulla nuova strada perché non abbiamo visto il progetto: piuttosto abbiamo notato che hanno tagliato degli alberi che tra l’altro erano segnati dalla Provincia, sull’altro lato della strada, probabilmente per fare spazio al passaggio di qualche tubo».

In paese a breve chiuderanno almeno sei attività; dai negozianti emerge che l’aspetto ambientale è l’unico lato positivo dell’intervento. Ma occorre fare un passo indietro per capire le criticità sulla funzionalità della nuova infrastruttura. San Cesario ha una zona industriale che è vietata ai camion. Un tir dovrà prima raggiungere Castelfranco, andare verso Modena e uscire per tornare indietro sul territorio comunale dove sorge La Graziosa. C’è poi la zona industriale di via Loda con i problemi dell’accesso all’incrocio con il semaforo. Per non parlare della pista ciclabile che i commercianti lamentano essere troppo distante dalle loro attività e quindi inutilizzata.

Il futuro di San Cesario, secondo gli esercenti ma non solo, dipenderà ora dai provvedimenti che l’amministrazione prenderà per ravvivare il commercio nell’antico borgo che nel 1446 fu elevato a contea dal marchese di Ferrara Leonello d’Este, concedendone la giurisdizione ad Albertino III Boschetti e ai suoi discendenti. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google