Parco Ducale, via al restyling dopo i mille rinvii causa meteo
L’assessore Muzzarelli: «Tra un mese nuovo volto alla vetrina attorno al palazzo» A bilancio 200mila euro per tre anni, ma serviranno finanziamenti esterni
Dopo i rinvii legati anche agli abbondanti imprevisti meteo (vedi la tempesta di vento del novembre 2017 e la nevicata del 5 maggio 2019) parte finalmente l’operazione restyling del Parco Ducale. Ovvero, l’immensa area verde di 14 ettari a monte della via Giardini progettata e realizzata (tra il 1830 e il 1844) dal tedesco Enscher su commissione del duca Francesco IV, seguendo il modello del parco del castello di Schonbrun di Vienna, la residenza di Maria Teresa d’Austria. Un polmone verde stravolto nell’ultimo decennio, tra morie di abeti e danni da maltempo.
Adesso sembra la volta buona, almeno per la “vetrina” di accesso al parco rappresentata dall’area tutta intorno al Palazzo Ducale, che cambierà volto.
«Dopo il completamento della balaustra esterna, tra fine marzo e inizio aprile si parte - annuncia l’assessore al Bilancio Gian Luca Muzzarelli - tutto il terreno dall’accesso sud alla fontanina verrà preparato con ammendante e sostanze organiche, poi saranno acquistate e messe a dimora numerose e selezionate tipologie di piante presso qualificatissimi vivaisti».
La scelta delle essenze sarà fatta insieme all’Università di Firenze, che con le facoltà di Agraria e Architettura ha steso il progetto suddiviso complessivamente in 27 aree d’intervento, tanta è l’estensione. Questa è solo una partenza: per arrivare a compimento occorreranno anni. «Attorno alla metà di aprile - continua Muzzarelli - alla presenza dei migliori esperti di botanica e architettura del paesaggio italiani, ci sarà un workshop dedicato, e con specialisti e studenti delle relative facoltà si inizieranno i lavori veri e propri di messa a dimora delle piante, insieme alle associazioni. A maggio sarà consegnato lo studio di fattibilità dei tecnici paesaggisti e, se il diavolo non ci mette la coda, da quel momento saremo pronti a proseguire in piena autonomia per ridare a noi pavullesi uno dei simboli più importanti della nostra storia recente». A copertura finanziaria sono stati messi 200mila euro a bilancio per tre anni, ma serviranno anche finanziamenti esterni. «Il restauro del Parco era uno dei capisaldi del nostro programma - ricorda il sindaco Luciano Biolchini - è con grande soddisfazione che possiamo annunciare la partenza del progetto. Anche se sono già stati portati avanti da tempo interventi meno visibili forse, ma non meno importanti».
IL LAVORO "IN QUOTA"
Il riferimento, oltre alle fresature delle cippaie e il ripristino dell'area del Monte dei Frati, è al lavoro “in quota” portato avanti dai treeclimber Stefano Lorenzi e Vittorio Pagnoni, arboricoltori Etw (European Tree Workers) che dopo aver “adottato” il Pinone (il maestoso cedro del Libano segnato dai crolli del febbraio 2015) si sono presi cura anche di tutti gli altri alberi monumentali del parco, a cominciare dalle splendide sequoie. Proprio giovedì hanno finito uno spettacolare intervento su quelle attorno al Paradiso dei Pini: «Ce n’era una danneggiata da un fulmine - spiega Lorenzi - l’abbiamo potata e legata con un apposito cavo alle cime a candelabro di altre sequoie vicine. Ma siamo intervenuti in quota anche nell’area attorno alla fontana dietro il Palazzo Ducale per sistemare altri danni, e prima sul Pinone, che continua a reagire bene alle cure». —
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