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Coronavirus Modena e i divieti. Centri commerciali, code all’ingresso: «Una spesa veloce...»

A.B.
Coronavirus Modena e i divieti. Centri commerciali, code all’ingresso: «Una spesa veloce...»

Tanti clienti tra le corsie dei punti vendita alimentari Deserte le gallerie perché tutti i negozi erano chiusi

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MODENA Centri commerciali chiusi il sabato e la domenica, non per la parte alimentare, presa d’assalto anche ieri mentre i negozi delle gallerie commerciali erano chiusi.

Ipercoop, La Rotonda, Grandemilia, tre luoghi e uno scenario comune a tutti: gallerie deserte con solo i bar aperti e le serrande dei negozi abbassate, corsie dei centri commerciali affollate di gente. Al Grandemilia ieri mattina, in quella che di certo non è stata una domenica qualsiasi, all’apertura c’era addirittura una lunga coda di clienti per poter entrare. Ne vediamo uscire tantissimi, alcuni indossano la mascherina, altri ancora hanno la maglia a collo alto tirata su fino al naso.

«È giusto che si sia presa questa decisione per la tutela di tutti – dice Gennaro Zito – ora pensiamo alla nostra salute, l’economia poi si risolleverà nel tempo».

Di diverso avviso, nonostante i suoi 87 anni, è Benito Berni, che fermiamo nel parcheggio. In mano ha due sportine piene e sembra avere le idee chiare: «L’emergenza Coronavirus non doveva essere divulgata in questo modo, sta rovinando l’economia italiana».

Quando gli chiediamo se, in quanto “soggetto a rischio” data l’età, non si senta più tutelato dalle nuove misure, lui insiste sulla questione economica: «Hanno fatto benissimo ma, ripeto, l’Italia non è solida economicamente e questa situazione ci danneggerà parecchio nel futuro».

C’è chi ha fretta, «spesa veloce, un po’ di riserva e poi subito a casa», come Michele Feninno e Geremia Saracino, che si dicono «soddisfatti delle nuove e prevedibili misure», e anche chi, come Matteo Pratissoli, si dichiara sorpreso delle misure che sono state prese in queste ore: «Ieri sera a leggere la bozza del decreto sono rimasto sbigottito, non me l’aspettavo. Vado a lavoro normalmente, la mia vita non è cambiata, l’unica cosa è che non posso più andare ai miei allenamenti di pallavolo. Con la mia ragazza stiamo cercando i mobili per arredare la nostra casa ma è tutto completamente chiuso, c’è solo il supermercato per fare la spesa e così facciamo questa».

Tra un carrello e l’altro incontriamo Fabio Galvani, proprietario dell’omonima ottica del centro storico di Modena e vicepresidente dell’associazione di valorizzazione del commercio Modenamoremio, che plaude la misura che è stata varata nelle ultime ore: «È vero che il lavoro nobilita l’uomo ma tutelare la nostra salute è importantissimo. Giusto avere regole più restrittive ma trovo grave che ieri siano stati divulgati in anticipo i contenuti del decreto, non dobbiamo perdere la testa».

I riferimenti sono alla tentata fuga dal Nord verso le regioni meridionali, con treni presi d’assalto, di sabato sera e ieri da parte di tanti cittadini residenti in Lombardia e nelle province interessate dal decreto del Governo. E così, assalto ai supermercati, ancora una volta, come se oggi fossero chiusi. —

A.B.

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