Modena, il sindaco sui divieti: «La questione è seria È tempo di rallentare con responsabilità»
Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ai cittadini: «Il Comune garantirà impegno, ma alcune attività si ridurranno»
Giornata non facile per i modenesi e anche per il sindaco Gian Carlo Muzzarelli. Nessuno lo invidia oggi. Per capire la responsabilità che grava anche sul primo cittadino basta leggere il numero delle chiamate arrivate nella sola giornata di ieri ai centralini della polizia locale: oltre mille. E il sindaco, che in questo caso gestisce l’emergenza ma non ha potere sul decreto ministeriale, spinge sul senso di responsabilità dei modenesi in una situazione che non ha precedenti: «L’ho detto ieri, lo ribadisco con ancora più forza oggi. Serve una forte responsabilità personale e collettiva per garantire il rispetto delle indicazioni che ci arrivano dal governo con questo ulteriore provvedimento. La situazione è seria. Dobbiamo rispettare queste indicazioni per il bene nostro, delle persone che amiamo, per il bene di tutta la comunità».
Poi scende nello specifico di ciò che un modenese può fare: «Limitiamo gli spostamenti non necessari, andiamo al lavoro ma applicando le misure previste, la pulizia delle mani, il rispetto delle distanze. È un appello per tutti i cittadini. Evitiamo di affollare i luoghi pubblici e privati, evitiamo di rivolgerci in questi giorni ai Servizi pubblici per cose che non sono urgenti e che possiamo rimandare».
Ma Muzzarelli intende chiarire che il Comune non chiude: «Il Comune, grazie all'impegno dei propri dipendenti, continuerà a garantire tutti i servizi che possono rimanere aperti. Ma alcune riduzioni di attività sono inevitabili. Le comunicheremo con puntualità».
Poi una parola in più per i ragazzi: «Ai nostri giovani chiediamo di cambiare per qualche settimana le proprie abitudini di vita. E lo stesso devono fare gli anziani: rimanete in casa, evitate di frequentare luoghi affollati... Sappiamo quanto la socialità sia importante per noi tutti e per la nostra terra, ma ora dobbiamo ancora una volta reinventarci un modo per restare solidali, dobbiamo trovare insieme nuovi modi di fare comunità».
Poi un invito: «Al mondo dell'associazionismo, della cultura, dello sport, del volontariato, a tutto il mondo della scuola chiediamo un rinnovato impegno per continuare a garantire coesione sociale, a evitare che le persone si sentano sole. Le forme e i modi li dobbiamo trovare insieme e dobbiamo sperimentarli. Ci saranno problemi, non dobbiamo nascondercelo, ma li affronteremo. Li stiamo già affrontando».
Chiaro anche l’interesse al mondo del lavoro: «Alle imprese si chiede uno sforzo enorme: resistere alle difficoltà di questo momento e, nello stesso tempo, fare tutto il possibile per contenere la diffusione del virus e aiutare i lavoratori nella difficile organizzazione familiare. Abbiamo chiesto aiuti e forme concrete di sostegno per le imprese e l'occupazione. Insieme dovremo fare in modo di non lasciare indietro nessuno. Ma prima di tutto dobbiamo bloccare la diffusione del virus. Questa oggi è la priorità. Dobbiamo metterci “in pausa”, rallentare un po’ tutti e così consentire ai medici e a tutti i sanitari di poter svolgere il proprio lavoro nelle migliori condizioni possibili, un lavoro fondamentale per tutta la comunità».
In chiusura i ringraziamenti: «Grazie a tutto il personale della sanità, grazie a tutti coloro che stanno garantendo l'apertura dei servizi pubblici e delle attività di pubblica utilità della nostra città, grazie a tutti coloro che stanno affrontando questo momento difficile con la necessaria responsabilità». —
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