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Modena, la rivolta in carcere «Emergenza perenne e rischio emulazione»

Modena, la rivolta in carcere «Emergenza perenne e rischio emulazione»

Il segretario della Uilpa De Fazio: «Incredibile che la politica non abbia previsto quello che sta accadendo in queste ore»

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MODENA. «Non si dica che quanto sta accadendo è per il Coronavirus, ma è con il Coronavirus, perché il grave stato emergenziale che attanaglia le carceri, i detenuti e chi vi opera è in essere da troppo tempo, e solo l’improvvisazione di chi ha il dovere di gestirle politicamente per conto dei cittadini poteva non prevedere quello che sta accadendo in queste ore».

Lo sottolinea in una nota il leader della Uilpa polizia penitenziaria Gennarino De Fazio. «D’altronde - aggiunge - le organizzazioni sindacali rappresentative degli operatori del corpo di polizia penitenziaria, pressoché unanimemente, lo denunciano insistentemente da mesi senza essere degnate della doverosa attenzione del ministro della Giustizia, il quale dovrebbe forse rammentare di non aver ricevuto un’investitura divina.

Dopo i gravissimi disordini di sabato presso la casa circondariale di Salerno e in altre sedi, giungono in questi minuti - ricorda De Fazio - drammatiche notizie da Frosinone, dove è stato distrutto un intero reparto, da Modena, dove è in corso una violenta rivolta, da Foggia, dove pure ci sono tensioni e pesanti disordini e, di nuovo, da Napoli Poggioreale, dove le tensioni sono sfociate in vibranti proteste.

Sono momenti drammatici e convulsi nei quali da donne e uomini di Stato pensiamo per prima cosa a difendere le istituzioni democratiche e la sicurezza dei cittadini, dunque abbiamo notizie del tutto parziali e frammentarie, ma univoche - afferma ancora l’esponente della Uilpa - nel raccontare gravi tensioni e disordini in molti istituti penitenziari del Paese. Solo sabato sera, da ultimo, avevamo detto che le carceri finiranno per essere il banco di prova finale del governo, anche perché nessuno che conosca il carcere poteva non sapere quello che si sarebbe verificato».

Dello stesso avviso Daniela Caputo, segretario nazionale dell’Associazione nazionale dei dirigenti e funzionari di polizia penitenziaria: «Le carceri italiane sono in rivolta - spiega - Salerno, Modena, Frosinone. Purtroppo il tam tam creerà presto un effetto emulazione che renderà ingestibile in poco tempo la situazione. Motivo delle proteste, la notizia della eventuale chiusura dei colloqui con i familiari dei detenuti come misura di contenimento del contagio del Coronavirus e la sostituzione con forme alternative di contatto. In questo delicato momento - aggiunge la sindacalista - è opportuno che tutti gli attori istituzionali coinvolti nel mondo del carcere si facciano promotori di una corretta campagna di comunicazione, evitando comunicati che possano essere strumentalizzati per ottenere provvedimenti clemenziali e a tal fine fomentare proteste. La situazione può degenerare se lo Stato non interviene immediatamente con posizione ferma». —

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