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Scuole, tutto fermo almeno fino al 3 aprile Tremano 582 insegnanti modenesi per i corsi formativi

Arianna De Micheli
Scuole, tutto fermo almeno fino al 3 aprile Tremano 582 insegnanti modenesi per i corsi formativi

Le nuove restrizioni coinvolgono anche il mondo dell’istruzione ma serve chiarezza per gli obblighi richiesti ai neoassunti

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MODENA. «Si comunica che i laboratori formativi per i docenti in anno di formazione e prova previsti da oggi a venerdì 13 marzo sono sospesi».

È la terza nota del medesimo tenore. La prima risale al 24 febbraio. Sembra trascorso un secolo da quel lunedì. Un lunedì in cui abbiamo iniziato a guardare negli occhi Covid 19 con sommo smarrimento. E smarriti nell’incertezza sono anche, forse soprattutto, i docenti neo assunti per l’anno scolastico 2019-20. Ora anche che i tempi si allungano: scuole chiuse fino al 3 aprile. Insegnanti, quindi, che si attrezzano per le lezioni a distanza e insegnanti che restano nell’incertezza. Ci sono, infatti, i 582 insegnanti a Modena e provincia (in Emilia Romagna le immissioni in ruolo del personale docente risultano 2720) che, per restare in cattedra, devono portare a buon fine un percorso formativo piuttosto articolato.

«È nel contratto. Siamo assunti fino a prova contraria. Abbiamo infatti stipulato un patto con il dirigente scolastico che contempla un totale di cinquanta ore formative. Le ore di laboratorio previste sono dodici. Laboratori che chiediamo di poter seguire online. Lo stesso dicasi per l’incontro finale di tre ore che fa da chiosa al percorso di prova».

Rosalba Mele insegna storia dell’arte e progettazione per fashion design all’Istituto professionale Cattaneo-Deledda. Lei che (e con lei i colleghi tutti) al grido di battaglia “scuole chiuse, menti aperte” dell’emergenza coronavirus ha fatto occasione - «gli studenti possono continuare a seguire le lezioni connettendosi a Google Meet con il cellulare», oggi si fa portavoce di una richiesta. Chiede infatti che ai docenti venga data l’opportunità di beneficiare di quella stessa tecnologia multimediale chiamata in causa per garantire l’istruzione dei ragazzi a fronte della chiusura delle scuole. «Gentilissimi, vi contatto per chiedere che i laboratori per noi docenti in anno di formazione e prova vengano attivati in remoto attraverso formazione a distanza, FAD, online learning, digital learning o e-learning. Già alcuni corsi sono saltati, altri salteranno e non mi risulta che ci sia stato comunicato come e quando verranno recuperati…». Così l’inciso più pregnante del testo scritto dalla professoressa Mele. Testo che, dopo essere stato condiviso da un nutrito gruppo di colleghi, è giunto via mail all’Ufficio scolastico provinciale. Nulla da recriminare, il riscontro è stato infatti solerte: «Attendiamo indicazioni da parte dell’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia Romagna. Sarà nostra cura informare i docenti il prima possibile».

La palla passa nelle mani della regione. «Siamo molto grati all’Usp per la celere risposta. Lungi da noi la volontà di alimentare una polemica». Rosalba Mele non è approdata al Cattaneo-Deledda l’altro ieri. È infatti nel corpo insegnanti dell’istituto da ben 17 anni. Ironia della sorte, nel momento in cui diventa di ruolo, ecco che si palesa Covid 19. «Non è solo una questione personale, siamo in tanti sulla stessa barca. Per portare a compimento il percorso di formazione e prova abbiamo due anni di tempo. Ma la maggioranza di noi si è già prodigata come se non ci fosse un domani. Tutto il lavoro svolto sino ad oggi, tutti i corsi che abbiamo seguito dovendo peraltro fare i conti con il numero chiuso. Insomma, rischia di andare in fumo. Quando le scuole riapriranno la priorità sarà la didattica. Dedicare in un simile frangente tempo e spazio alla nostra stessa formazione? Un’utopia». —

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