Sole e tanta neve, il Cimone apre Ma alle 13 arriva lo stop
Il decreto vieta il funzionamento degli impianti sciistici Stagione finita, gli albergatori abbassano le serrande
CIMONE. Quella che poteva essere la domenica record della stagione, tra la tanto sospirata neve fresca e il sole, si è tramutata nel momento più triste sulle piste del Cimone. La chiusura degli impianti sciistici stabilita dal decreto con le nuove misure urgenti anti-contagio dirette anche alla provincia modenese, estendendo la misura fino al 3 aprile ha infatti decretato il più brusco finale di stagione della storia: dalle 13 si è fermato tutto.
Una doccia fredda anche per i gestori di ristoranti, alberghi e noleggi, che di punto in bianco si son trovati a chiudere: andare a sera, hanno abbassato le serrande tutti. In attesa della pubblicazione del decreto con lo specifico delle misure, il Consorzio alle 9 aveva annunciato su Facebook apertura regolare di quelle piste che i gattisti avevano preparato al meglio lavorando fino a notte fonda. Sono piovuti commenti anche molto duri da parte degli utenti: qualcuno ha parlato di “furbizia”, altri addirittura di “comportamento irrispettoso e incivile”.
«Per prendere una misura drastica come la chiusura, che avrà un impatto pesantissimo sull'economia del territorio, dovevamo attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale – spiega il presidente del Consorzio Luciano Magnani – anche perché una misura del genere mi sembrava eccessiva sotto tutti i punti di vista. Non ci volevo credere: ci ho creduto solo quando l'ho vista. Siamo in montagna, i medici consigliano di venire qui perché c'è l'aria buona e poi togliamo lo sci? Un’attività all’aperto in quota? Bar, supermercati e negozi possono stare aperti e fuori non si può sciare? Si poteva mettere la restrizione di una persona sola per seggiolino sugli impianti di risalita, valutare bene il contesto... Non lo so, non lo so, per me si è davvero esagerato».
L’amarezza è legata anche al fatto che con la neve dei giorni scorsi e il sole squillante c'era di fatto la situazione più bella della stagione, inseguita invano in mesi in cui a colpi di cannoni e aste sparaneve si è combattuta una lotta impari con il clima.
«Altro amaro in bocca è venuto vedendo affollate a più non posso le stazioni dell'Abetone e del Corno alle Scale: nessun tipo di restrizione qui perché siamo nel pistoiese da una parte e nel bolognese dall'altra. Eppure siamo a pochissimi chilometri – osserva Magnani – è chiaro che tanti modenesi sono andati comunque lì».
Qui c’erano molto probabilmente le condizioni per andare avanti fino a Pasqua: «Un mese di stop completo è una perdita tremenda: ci siederemo al tavolo con i commercialisti per fare il conto, ma sarà molto salato, sicuramente sopra al milione. Non ci resta che sperare in adeguate forme di compensazione».
QUI PASSO DEL LUPO
Morale a terra tra i commercianti di Passo del Lupo. A partire dai gestori dell'Hotel omonimo: «Chiudiamo da subito – sottolineano – cosa vuole che facciamo? Non ha senso tenere aperto senza sci. Staff tutto a casa da stasera, e sono 14 persone. È una botta tremenda per noi e per loro».
«È drammatica la situazione – commenta Federico Tita del noleggio sci Passo del Lupo - l'inverno era arrivato adesso: piste splendide, giornate pure... Potevamo riprenderci un po’ da una stagione difficilissima. Era l’unica cosa che non doveva accadere».
«Una stagione iniziata male e finita peggio – nota Giacomo Battaglia del Rifugio Edelweiss – si chiude subito stasera. D'altronde, non ce ne facciamo niente della neve senza la salute».
«Se ritengono che ci sia bisogno di fare così, dobbiamo adeguarci – conferma Lapo Fontanazzi del noleggio Franco Sport – ma dispiace davvero tantissimo: dopo due mesi che campavamo a neve sparata, finalmente c'erano le condizioni».
QUI PIANE DI MOCOGNO
L'unica altra stazione aperta era quella delle Piane di Mocogno. Qui il Consorzio locale ha pensato di chiudere le piste da discesa subito ieri mattina: «Lo abbiamo deciso insieme già sabato sera – spiega Silvia Mazzieri – ci sembrava doveroso pur sapendo che sarebbe stata una bella domenica di sole. Se raccomandano di stare in casa il più possibile, come si può pensare di andare a sciare? È una questione di rispetto per gli altri. Ma purtroppo in questo periodo c'è gente che crede di essere in vacanza».
Chiuso anche il Centro federale di fondo, anche se potrebbero esserci gli estremi per mantenere l'attività di allenamento: «Ma ci dovrebbe essere sempre un medico qui, diventa molto impegnativo da gestire – osserva Wainer Cavalletti dell'Olimpic Lama – meglio fermarsi e poi valutare il da farsi se la situazione migliora». —
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