Coronavirus, in provincia 19 nuovi casi Una donna esce dalla terapia intensiva
Prime quattro guarigioni. Piano del Comune per anziani, disabili e minori costretti a casa per la chiusura delle strutture
Guardando alle cattive notizie, quota cento è stata superata abbondantemente. Volendo vedere quelle positive, c’è un primo paziente - una signora di Sassuolo - uscito dalla Terapia intensiva per essere trasferito nel reparto di Malattie infettive, mentre metà delle persone contagiate stanno bene e sono attualmente in isolamento a casa.
Il bilancio giornaliero del Coronavirus in provincia di Modena porta a 116 i cittadini infettati: 19 in più rispetto a domenica, quando il numero dei contagi era cresciuto di 15 rispetto al giorno precedente. A fare il consueto punto della situazione è stato il commissario per l’emergenza Coronavirus Sergio Venturi, affiancato dal presidente della Regione Stefano Bonaccini in conferenza stampa. Per quanto riguarda l’Emilia Romagna sono complessivamente 1.386 i casi di positività al Coronavirus, 206 in più rispetto a domenica, mentre i tamponi effettuati sono passati da 4.344 a 4.607. In aumento anche i decessi, passati da 56 a 70: 14, dunque, le persone morte ieri nella nostra regione a causa del virus. Si tratta di 5 donne e 9 uomini (nessuno di Modena) la maggior parte dei quali aveva patologie pregresse, anche se per 4 pazienti gli accertamenti sono ancora in corso.
Tornando alla nostra provincia, dei 19 nuovi casi di positività rilevati ieri, 6 sono a Modena, 5 a Carpi, due a Maranello, uno a Bastiglia, Mirandola, Fiorano e Pavullo, mentre due sono residenti di altre province. Uno dei nuovi contagiati è stato ricoverato in Terapia intensiva, mentre 7 sono a Malattie infettive e 11 sono in isolamento domiciliare. E a proposito di Terapia intensiva, ieri è arrivata una buona notizia: una paziente sassolese è stata trasferita al reparto di Malattie infettive, dal momento che le sue condizioni sono migliorate. Verso la guarigione anche quattro ricoverati: tre carpigiani e un reggiano che attendono il secondo tampone negativo.
Al momento, dei 116 modenesi risultati positivi, 13 sono ancora in Terapia intensiva, 48 sono a Malattie infettive e 55 sono in isolamento a casa. A livello regionale, invece, sono complessivamente 601 le persone che stanno affrontando il periodo di quarantena domiciliare, dal momento che i sintomi sono lievi e non richiedono cure ospedaliere. Sono salite a 30 le guarigioni, 29 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e una dichiarata guarita a tutti gli effetti perché risultata negativa in due test consecutivi.
Per quanto riguarda le altre province, quella con il maggior numero di casi resta Piacenza, dove i contagiati sono 602 (74 in più rispetto a domenica), seguita da Parma, dove i casi positivi sono 279 (3 in più), mentre 164 (51 in più) sono quelli di Rimini. A Reggio Emilia i casi positivi sono 103 (33 in più), a Bologna 80, di cui 35 del circondario imolese, a Forlì-Cesena 16 (di cui 11 Forlì e 5 Cesena, complessivamente uno in più relativo a Forlì), a Ravenna 19 (6 in più), a Ferrara 7 (uno in più rispetto a domenica).
Intanto il Comune sta già pensando a chi, anziani disabili e minori, è ora a casa in solitudine e difficoltà per la chiusura delle strutture di assistenza. I primi interventi a domicilio partiranno già oggi martedì 10 marzo, grazie alla disponibilità dei gestori dei servizi con il coordinamento del Settore Politiche sociali.
Si tratta di interventi a domicilio di stimolazione cognitiva e interventi di supporto alle attività quotidiane e di sostegno alle famiglie. Sono realizzati per quegli anziani non autosufficienti che non possono contare sui familiari perché essi stessi malati, lontani oppure in difficoltà in quanto a loro volta fragili o in carico ad altri servizi. Altri interventi a domicilio sono allo studio con i gestori dei Centri disabili per sostenere le famiglie dei disabili nei casi in cui il carico di lavoro sul nucleo familiare o le condizioni della persona con disabilità lo rendano necessario. —
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