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L’addio a Pasquino: per 40 anni “colonna” del Camposanto

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CAMPOSANTO. “Nano, met zò cal balon”: in tanti si sono sentiti ripetere, e ripetere ancora, questa frase. “Nano, metti giù quel pallone” era un grande classico di Pasquino Branchini che, nei giorni scorsi, se n’è andato all’età di 83 anni. Una vera e propria istituzione per Camposanto, in particolare per chi ha giocato con il biancoverde della Virtus. Per poco tempo o per un periodo più lungo, in tanti hanno avuto modo di apprezzare e conoscere Pasquino. Appassionato di calcio e, ovviamente, tifosissimo e anima del Camposanto.

Dopo aver lavorato in Comune, per 40anni è stato custode del vecchio campo sportivo, il “Comunale” dove ora sorgono le scuole. Un’attività di volontariato che Pasquino aveva ereditato dal padre Oreste. E del campo, Branchini, era diventato una vera e propria istituzione. Conosciuto dai più giovani agli adulti. Tutti definiti “Nano”, nessuno escluso. Negli ultimi tempi aveva abbandonato il ruolo di custode per motivi di salute. Tuttavia non aveva smesso di fare visita alla Virtus. «Ci dava qualche consiglio - dice il presidente biancoverde Daniele Borghi - tutti gli volevamo bene e averlo qui con noi era sempre un piacere. Era uno del Camposanto, ci mancherà non sentire più quel “Nano” che ormai sapeva di casa. Anche io sono stato un “suo” giocatore, in molti lo hanno conosciuto da bambini e sono cresciuti con lui. Una persona sempre allegra, che metteva allegria a chi arrivava al campo sportivo. E poi il suo contributo fondamentale per la vita quotidiana. La pulizia degli spogliatoi, l’erba tagliata a dovere. Con lui tutto era in ordine. Una serie di mansioni fondamentali svolte, ci tengo a sottolinearlo, da volontario. Per il bene della Virtus Camposanto, la sua squadra del cuore» . —

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