Gazzetta di Modena

Modena

Coronavirus a Modena

Modena. Zona “arancione” Via ai controlli sugli spostamenti

Luca Gardinale
Modena. Zona “arancione” Via ai controlli sugli spostamenti

Si parte dalla via Emilia: i carabinieri di Borgo Panigale fermeranno le auto provenienti dalla provincia di Modena

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Sarà con ogni probabilità la via Emilia la prima arteria stradale in cui gli automobilisti modenesi saranno fermati e controllati dalle forze dell’ordine: chi avrà una reale necessità di spostarsi potrà andare avanti, mentre gli altri saranno rispediti indietro.

Perché a due giorni dalla firma del decreto governativo che ha inserito la provincia di Modena tra le zone “arancioni” per l’emergenza Coronavirus, limitando la possibilità di spostarsi alle esigenze lavorative o di salute, le forze dell’ordine della provincia di Bologna (esclusa dalla zona che prevede le misure più rigorose) hanno deciso di predisporre i controlli al confine con il territorio modenese.

Verifiche che dunque avverranno lungo la via Emilia, probabilmente all’altezza della Cavazzona, al confine tra il territorio di Castelfranco e quello di Ponte Samoggia, dove i carabinieri hanno già predisposto i posti di controllo. Durante la giornata di ieri, i militari della compagnia di Borgo Panigale hanno organizzato il servizio lungo la via Emilia, nelle località dopo Castelfranco in direzione Bologna.

Un controllo che nelle prossime ore sarà esteso anche alle altre vie di collegamento a presidio del confine: le verifiche potrebbero essere messe in campo anche nella zona tra Vignola e Valsamoggia e in Appennino. Del resto, anche il “fronte” toscano ha già annunciato i posti di controllo per chi arriverà all’Abetone dalla provincia di Modena.

Per quanto riguarda gli spostamenti all’interno del modenese, invece, al momento non sono previsti controlli, che potrebbero però partire già nei prossimi giorni. Proprio per fare il punto su questo aspetto, ieri nel tardo pomeriggio si è riunito in Prefettura il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, che ha fatto il punto in una giornata molto complicata, vista l’emergenza che ha coinvolto il carcere di Modena dopo la rivolta di domenica.

Nel frattempo, la Prefettura ha inviato alle amministrazioni modenesi e alle forze dell’ordine una comunicazione che illustra gli aspetti principali del decreto della presidenza del Consiglio. Anche se sul nostro territorio non sono previsti controlli specifici come al confine bolognese, insomma, già nelle prossime ore la forze dell’ordine potrebbero avviare delle verifiche sui modenesi che si spostano in auto.

Del resto, come ricordato ieri dal governatore Stefano Bonaccini nella conferenza stampa con il commissario Sergio Venturi, nelle “zone arancioni” non c’è il divieto assoluto di spostarsi come in quelle rosse, ma gli spostamenti sono limitati alle “esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute”. Esigenze che è possibile certificare con un’autodichiarazione (scaricabile anche dal sito internet della Gazzetta di Modena) che attesta il motivo per derogare alla direttiva di ridurre il più possibile il movimento da un’area all’altra. «Le misure di questi giorni - ha ribadito ieri Venturi - sono le uniche che ci possono consentire di ridurre l’incidenza di questa malattia. Gli spostamenti vanno dunque limitati alle necessità lavorative e alla spesa, quando necessario. In generale, tutti dobbiamo stare a casa nostra: così si riducono i contatti con le altre persone e, di conseguenza, anche la possibilità di contrarre il virus».

Parole ribadite anche dal presidente Bonaccini, che dopo aver ringraziato Venturi per aver accettato la proposta di fare il commissario per l’emergenza Coronavirus, ha ricordato «tutte le persone colpite dal virus, alle quali va un grande abbraccio da parte mia. Oggi non sappiamo quando terminerà questa emergenza - ha aggiunto il governatore dell’Emilia Romagna - ma è importante che ci spostiamo solo per le necessità impellenti». Necessità tra le quali, ha ribadito il presidente della Regione, rientra ovviamente anche il lavoro: «Per lavorare ci si può spostare - queste le parole di Bonaccini - anche se come Regione invitiamo le aziende ad utilizzare lo smart working, ovviamente solo se è possibile. Per chi invece non riesce a lavorare da casa non ci sono problemi, a patto che ci si sposti solo per lavoro e per impellenti esigenze medico-sanitarie. In questa fase è importante rispettare queste norme». —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google