Emilia Romagna Anche su mercati e pizzerie al taglio regole più dure
Via libera solo ai banchi alimentari, stop asporto dopo le 18 La Prefettura incontra le forze dell’ordine per i controlli
L’Emilia-Romagna rafforza le misure di sicurezza emanate dal Governo. Laddove vi era un limbo normativo, fa chiarezza Stefano Bonaccini con un’ordinanza che sarà attiva da questa mattina e che puntualizza la posizione di mercati e locali come le pizzerie al taglio o i kebab.
«Per i mercati - sottolinea il governatore - ritengo necessaria la chiusura tutti i giorni della settimana e non solo nei week-end, con l’esclusione dei banchi alimentari a patto che assicurino la distanza minima tra le persone». I mercati, non a caso, erano una di quelle attività che più di altre erano finite nel mirino dell’opinione pubblica.
«Considero necessario inoltre - aggiunge Bonaccini - sospendere dalle 18 alle 6 non solo bar e ristoranti, ma anche pizzerie al taglio, piadinerie, tigellerie, kebab, gelaterie, ecc. Occorre anche che queste attività, insieme a bar e ristoranti, siano sospese nei week-end, onde evitare le scene di assembramento cui abbiamo assistito il fine settimana scorso. Sarà sempre possibile la consegna a domicilio di queste bevande e alimenti, ma non l’asporto». Tradotto volete un bel gelato di sera? Non potete andarlo a prendere, ma al limite, se l’esercizio commerciale è attrezzato, potrà consegnarvelo.
Maggiore chiarezza e uniformità dalla Regione, su un decreto che, come ha sottolineato il Viminale, deve essere attentamente vigilato dalle Prefetture e dalle forze dell’ordine. Sia per quanto concerne i controlli stradali sia per le attività pubbliche. Chi sgarra rimedia una denuncia penale. Proprio nell’ottica di organizzare al meglio i controlli, si è riunito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con Provincia, Comune di Modena e tutte le forze dell’ordine. Un modo per trasmettere le indicazioni del ministero agli uomini sul campo. Il meccanismo dell’autocertificazione è ormai noto ed è stato ribadito che sono consentiti spostamenti per «esigenze lavorative, anche non indifferibili» oltre a «motivi di salute per sottoporsi a terapie o cure mediche non effettuabili nel comune di residenza o domicilio». Più difficile da interpretare il passaggio sulle situazioni di necessità. La Prefettura ha spiegato che «devono essere identificate in quelle ipotesi in cui lo spostamento è preordinato allo svolgimento di un’attività indispensabile per tutelare un diritto primario non altrimenti efficacemente tutelabile». Un pensiero arduo da interpretare che cerchiamo di districare partendo dal diritto primario: ad esempio fare la spesa alimentare è un diritto primario, accudire un bambino lo è, prendersi cura di un anziano. Per le centinaia di altri casi di cui la vita di ogni famiglia italiana è fatta si dovrà scremare volta per volta. Spetterà comunque sempre al cittadino dimostrare ciò che afferma. E la Prefettura ha chiesto anche controlli approfonditi nella stazione dei treni, dove, però, ieri i viaggiatori erano decisamente pochi.
Tanti i controlli su tutto il territorio. A partire dalla polizia locale di Modena che ha setacciato decine di esercizi pubblici per verificare l’effettiva chiusura e il rispetto delle disposizioni del decreto, svolgendo anche attività informativa e di sensibilizzazione: nessuna denuncia. Anche la polizia Stradale, che si occupa di autostrade e grandi arterie di comunicazione, ha svolto diversi posti di blocco senza stilare denunce. Per la provincia il compito è stato affidato in particolare ai carabinieri, che hanno scovato irregolarità in due locali pubblici, Sassuolo e Carpi. —
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