Sala slot aperta viola il divieto Rischiano anche i clienti Nei guai un bar attivo dopo le 18
accertamenti
Serena arbizzi
Teneva aperta una sala slot a Carpi, nonostante il divieto di sospendere l’attività. Continuano in modo serrato i controlli ai furbetti che violano il decreto governativo che mira al contenimento del Coronavirus.
I carabinieri di Carpi, guidati dal capitano Alessandro Iacovelli, lunedì sera hanno denunciato un cinese. L’uomo gestisce una sala slot della città ed è stato denunciato per aver violato il divieto di sospensione. Alle 21, infatti, all’interno del locale erano ancora presenti numerosi clienti: ai tavoli c’erano decine di avventori.
Il locale è stato fatto sgomberare e la posizione del gestore è stata segnalata al sindaco Alberto Bellelli affinché si provveda, per conto del Prefetto, come specificato nel decreto, alla sospensione immediata dell’attività.
Questo caso presenta una peculiarità: l’intervento è stato effettuato una volta trascorse le 24 ore dall’entrata in vigore del decreto. Quindi, a rischiare non sarebbe soltanto il gestore, bensì anche i clienti che, in quel momento, stavano infrangendo a loro volta un divieto. È possibile che anche sugli avventori, quindi, ricada la denuncia per inosservanza del provvedimento dell’autorità, prevista dall’articolo 650 del codice penale. Reato che prevede la pena dell’arresto fino a tre mesi e un’ammenda.
Spostandosi a Sassuolo, i Carabinieri di Maranello, hanno denunciato un sassolese anche in questo caso per inosservanza dei provvedimenti dati dall’autorità. Nonostante l’obbligo di chiudere il bar Pin Up, nel centro di Sassuolo, alle 18, il gestore ospitava circa 20 persone, continuando tranquillamente a esercitare la propria professione e, nonostante l’invito a cessare ogni forma di attività, ha continuato sino a tarda ora. Gli è stata inflitta anche una sanzione per la somministrazione di bevande alcoliche dopo la chiusura e sarà data comunicazione al sindaco per l’eventuale sospensione dell’attività.
Per quanto riguarda i casi riscontrati nei giorni scorsi, verificatisi in un night a Soliera e al ristorante Due Barche di San Possidonio, i carabinieri hanno inviato tutta la documentazione necessaria ai sindaci i quali stanno valutando i provvedimenti da adottare.
Oltre al filone penale, infatti, scatta anche il provvedimento di carattere amministrativo. Quest’ultimo può consistere nella sospensione dell’attività da un minimo di cinque a un massimo di 30 giorni. Il sindaco di San Possidonio, Carlo Casari, ha preannunciato che infliggerà «il minimo della sanzione prevista dal provvedimento» al ristorante. La ragione è che non si vuole gravare ulteriormente su attività già messe a dura prova dal difficile momento. A Modena, poi, è stata scoperta una sala scommesse aperta nonostante il divieto. —
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