A Modena e in Emilia Romagna: è boom di donazioni alla sanità Chiara raccoglie 64mila euro
Lo slogan è “Insieme si può”. Ed è la campagna lanciata dall’Emilia Romagna per chi vuole dare un contributo economico alla sanità regionale.
«Noi non chiediamo niente, ma sono centinaia le telefonate arrivate - ha svelato il commissario Venturi - La solidarietà è il volano che tiene insieme questa regione».
Il codice iban è it69g0200802435000104428964 e la causale da indicare è “Insieme si può: l'Emilia-Romagna contro il Coronavirus”.
Per “quantificare” a quanti soldi corrisponda la voglia di solidarietà in un momento del genere, è sufficiente sapere che una privata cittadina ha aperto un crowdfunding su internet a favore del Policlinico di Modena e in meno di due giorni ha raccolto 64mila euro.
Almeno questa era la cifra fino a ieri sera: «Ringrazio di cuore chi si è fidato di me», ha scritto Chiara a tutti i donatori. È lei ad aver lanciato l’iniziativa e, soprattutto, ad aver ricevuto l’approvazione della direzione sanitaria dell’ospedale che ha concesso l’utilizzo degli estremi bancari. «Invito chi non l’ha fatto - prosegue Chiara - a donare ora che può stare tranquillo. Anche il più piccolo contributo come avete visto può fare la differenza».
Tornando alla Regione, da viale Aldo Moro specificano che «ogni euro raccolto e il suo utilizzo verranno ovviamente resocontati pubblicamente, così come è stato fatto per la ricostruzione post sisma».
«Se qualcuno vuol donare non siamo felici, di più - ha detto ancora Venturi perché vuol dire che siamo insieme per sconfiggere il virus. E abbiamo anche tanti cittadini dell’Emilia-Romagna che lavorano fuori dal nostro Paese che vogliono donare».
Per loro la regione ha già previsto la diffusione dei codici per i bonifici internazionali.
«Abbiamo chiesto alle Ausl di segnalarci le donazioni, anche quelle di pochi euro - ha continuato Venturi - e troveremo il modo di indicarli in un sito ad hoc, perché è giusto comunicarlo a tutti e ringraziarli. Lo dobbiamo a tutti quelli che ci hanno chiesto di metterlo in campo».
È un gesto «significativo per chi lavora ne daremo conto, perché siamo i primi a essere preoccupati perché questi contributi vadano esattamente dove chi dona vuole che vadano». —
GIB
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