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#abbassiamoleserrande L’hashtag modenese prima dello stop romano

Marco Pederzoli
#abbassiamoleserrande L’hashtag modenese prima dello stop romano

Passaro, proprietario di “Regina Margherita”, lancia via social l’invito ai colleghi Liu Jo, Manila Grace, Decathlon, H&M, Pinalli, Zara, Dispensa Emilia già fermi

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Nasce nel modenese l’hashtag #abbassiamoleserrande. Mentre i colossi (e non solo) del commercio si fermano, ancor prima che arrivi l’alt del governo, c’è chi lancia un appello social: è l’imprenditore di San Cesario Biagio Passaro, proprietario del brand “Regina Margherita”, pizzerie napoletane in tutto il mondo, quartier generale a Castelfranco. Da ieri, tutti i locali alle sue dirette dipendenze – in provincia ce ne sono tre, Modena, Castelfranco e Formigine - sono chiusi. «È una decisione molto dolorosa – spiega Passaro – ma fondamentale in questo momento. Io, personalmente, ho deciso di lanciare l’hashtag #abbassiamoleserrande per scoraggiare il più possibile ogni occasione di incontro tra le persone, anche nelle fasce orarie consentite. Questa non è una situazione normale e non abbiamo dei telai in testa per misurare le distanze giuste da rispettare». L’imprenditore spiega che, a fronte della chiusura, ci sono un’ottantina di dipendenti a tempo pieno e part time a casa: «Sono in cassa integrazione in deroga e percepiranno tra i 500 e i 1.000 euro. Come Gruppo stimiamo di perdere attorno ai 500 mila euro, contando nella riapertura il 3 aprile. Faremo molta fatica a rispettare le scadenze nei pagamenti a fine mese ed è per questo che siamo in attesa di risposte dal governo. Ma la salute viene prima di tutto e tenere aperto in questi giorni, molto probabilmente, non giova nemmeno a noi stessi. Pensiamo solo alla malaugurata ipotesi che capiti un caso positivo all’interno di un nostro locale: anche dopo la fine di questa emergenza, nell’immaginario collettivo rischiamo di portarci dietro una “macchia” difficile da cancellare, almeno a livello psicologico».

Da qui l’idea di affiancare all’ormai popolarissimo #restiamoacasa l’hashtag #abbassiamoleserrande: «È pensato per tutti gli imprenditori che, come noi, hanno esercizi commerciali a contatto diretto con il pubblico. Siamo in guerra, e dobbiamo vincere», conclude Passaro.

Hashtag o meno, sono tanti i marchi che optano per la chiusura temporanea ancor prima delle comunicazioni del premier. Sempre nella ristorazione, ad esempio, decide di fermarsi a partire da oggi anche la catena Dispensa Emilia. Nella moda, i brand carpigiani Liu Jo e Manila Grace abbassano le serrande in tutti i negozi italiani e si ferma persino Decathlon, il gigante degli articoli sportivi: «Resteranno attive le attività che ci permetteranno di portare lo sport a casa con decathlon.it». Ma non c’è un ambito, in campo commerciale, dove non si susseguano annunci di stop. Pinalli, la catena di profumerie presente anche in via Emilia centro, opta per la chiusura precauzionale di tutti i punti vendita e lancia sui social la campagna #pinallitornasubito, sostituendo l’iconico logo sui profili social con la sua versione tricolore. E così fa, «per la prima volta dopo 55 anni», il Gruppo Autotorino che chiude tutte le sue concessionarie sino al 3 aprile, «nel rispetto delle 1.700 persone che lavorano con noi, dei nostri clienti e della salute degli italiani». E poi le catene Zara, Kiko, H&M. Da oggi la grande serrata. —

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