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AGGIORNAMENTI Coronavirus, a Modena 27 nuovi casi e un morto. I numeri in regione e in Italia Violazione decreto nuove denunce a Carpi. Emilia Romagna: meno bus e treni

AGGIORNAMENTI Coronavirus, a Modena 27 nuovi casi e un morto. I numeri in regione e in Italia Violazione decreto nuove denunce a Carpi. Emilia Romagna: meno bus e treni

LA MAPPA DEL CONTAGIO

18 MINUTI DI LETTURA





AGGIORNAMENTO QUOTIDIANO DALLA REGIONE

 

IL PIANO DELLA REGIONE: ECCO GLI OSPEDALI COVID

Quasi 1.300 posti letto (1.290) già allestiti in Emilia-Romagna per far fronte all’emergenza Coronavirus: di questi, 211 sono per la terapia intensiva e 1.079 per gli acuti (all’interno di reparti di malattie infettive, pneumologie e medicine). E’ la risposta della Regione, che si è subito attivata, attraverso un apposito piano, per potenziare la disponibilità di posti letto “dedicati” ai pazienti colpiti dal virus.

Ad oggi, il piano - uno strumento di programmazione in continua evoluzione, sulla base delle esigenze epidemiologiche e assistenziali - prevede di poter arrivare sino a 539 posti letto di terapia intensiva per i pazienti in condizioni più gravi e a 3.120 posti per acuti.

“Stiamo facendo tutto il possibile per fronteggiare questa emergenza, senza arretrare di un passo- sottolinea il presidente della Regione, Stefano Bonaccini-, aumentando subito i posti letto. Il nostro sistema sanitario sta reggendo, ma bisogna essere pronti a fronteggiare qualunque situazione, fin quando il virus non sarà debellato. Colgo l’occasione per rivolgere un pensiero a tutto il nostro personale sanitario, oltre che a tutti gli uomini e le donne, volontari compresi, del sistema regionale di Protezione civile che, da quando sono stati rilevati i primi casi di Coronavirus sul nostro territorio, hanno lavorato incessantemente senza risparmiarsi, mostrando immense doti professionali e umane. Oltre a tutti coloro che svolgono professioni in ambito sanitario, dai farmacisti ai medici di famiglia. A tutti loro- conclude il presidente- va il mio più sentito ringraziamento”.

“Stiamo lavorando in rete- spiega il commissario ad acta per l’emergenza Coronavirus, Sergio Venturi-: questo significa che anche le strutture che hanno visto sinora una bassa incidenza di nuovi casi, stanno alzando il livello di disponibilità per supportare gli altri territori che hanno bisogno, a partire da Piacenza. Siamo all’opera- aggiunge Venturi- per individuare tutti gli ospedali Covid per ogni singola provincia: ciò dovrebbe consentire un ulteriore ampliamento delle dotazioni destinate a pazienti infetti. Ognuno sta facendo al massimo la propria parte, il sistema opera con la massima collaborazione reciproca e a pieno regime”.

Il piano della Regione: 5 livelli di “saturazione” dei posti letto

Il piano messo a punto dalla Regione prevede 5 livelli di saturazione progressivi dei posti letto a favore dei ricoveri di pazienti Covid. Il livello 1 è legato all’utilizzo di letti già esistenti per l’isolamento di pazienti diagnosticati; nel livello 2 i medesimi pazienti possono essere ricoverati in coorti, cioè spazi dedicati a persone con la stessa malattia; il livello 3 prevede l’espansione di reparti e strutture dedicate in macroaree ad hoc, trasferendo e sospendendo attività già programmate e differibili, meno urgenti, in modo da creare nuove disponibilità. Nel livello 4, c’è l’utilizzo della rete regionale con trasferimento di pazienti dagli ospedali più saturi a quelli che hanno maggiore disponibilità.

Il livello 5, infine, indica la creazione di ospedali o padiglioni interamente dedicati a pazienti Covid: si intendono strutture di dimensioni medio-piccole (indicativamente 150-200 posti letto) dotate di terapia intensiva e, eventualmente, di aree semintensive. È opportuno che in queste sedi non siano svolte attività non trasferibili e non “isolabili” (come trapianti, emodinamica e altre discipline di alta specialità).

Dal costante monitoraggio dell’occupazione dei posti letto emerge come, ad affiancare la funzione hub dei principali ospedali del territorio, ci siano già degli ospedali Covid. Nello specifico, accanto all’hub di Piacenza funzionano come Covid hospital Castel San Giovanni e Fiorenzuola, sempre nel piacentino.

A Parma,il padiglione Barbieri e il padiglione 26 dell’ospedale Maggiore (hub) operano come Covid hospital. Sono già pronti per diventare ospedale Covid Fidenza e Borgo Taro, nel parmense.

Nel reggiano, a supportare l’hub di Reggio Emilia città(Arcispedale Santa Maria Nova Nuova)c’è Guastalla (ospedale Covid).

A Modena opera come hub il Policlinico (Baggiovara dà supporto per l’area intensiva). Pronti per diventare ospedali Covid Carpi, Mirandola e Sassuolo.

A Bologna, nell’hub del Sant’Orsola, verrà riattivato a breve un padiglione dedicato, il 25. Già definito ospedale Covid il Bellaria, che funzionerà come tale anche per l’imolese.

Per Ferrara, in caso di necessità l’hub del Sant’Anna sarà supportato come Covid dall’ospedale del Delta.

Infine, per la Romagna, agli hub di Rimini, Ravenna, Forlì-Cesena verranno affiancati come Covid hospital da Lugo e Riccione.

 

AGGIORNAMENTO CASI ORE 18. MODENA UN DECESSO, 27 POSITIVI IN PIù

In Emilia-Romagna sono complessivamente 1.947 i casi di positività al Coronavirus, 208 in più rispetto all’aggiornamento di ieri. Passano da 6.640 a 7.600 i campioni refertati. Si tratta di dati disponibili e accertati alle ore 12.00, sulla base delle richieste istituzionali.


Complessivamente, sono 811 le persone in isolamento a casa perché con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o prive di sintomi; quelle ricoverate in terapia intensiva sono invece 112 (8 in più rispetto a ieri). E salgono a 43 (ieri erano 38) le guarigioni, 41 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 2 dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultata negativa in due test consecutivi.


Purtroppo, però, crescono anche i decessi, passati da 113 a 146: 33, quindi, quelli nuovi, che riguardano 22 uomini e 11 donne; per dieci delle persone decedute erano note patologie pregresse, in qualche caso plurime, mentre per le altre sono in corso approfondimenti epidemiologici. I nuovi decessi registrati riguardano 15 residenti nella provincia di Piacenza, 8 in quella di Parma, 2 in quella di Rimini, 5 Reggio Emilia, uno Modena, uno Cesena e uno in quella di Cremona.


In dettaglio, questi sul territorio i casi di positività, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 679 (15 in più rispetto a ieri), Parma 430 (52 in più), Rimini 312 (67 in più), Modena 190 (27 in più), Reggio Emilia 123 (9 in più), Bologna 122, di cui 42 del circondario imolese (complessivamente 14 in più, tutti a Bologna), Ravenna 41 (10 in più), Forlì-Cesena  33 (di cui 22 a Forlì e 11 a Cesena, complessivamente 9 in più, di cui 4 a Cesena e 5 a Forlì),  Ferrara 17 (5 in più rispetto a ieri).
 Punti triage per le strutture sanitarie


Mentre sono in corso vari sopralluoghi per programmare ulteriori interventi che si concretizzeranno nei prossimi giorni, si stanno potenziando i triage di Mirandola e Vignola (MO), con l’installazione di due ulteriori tende, in aggiunta alle roulotte già utilizzate.

TRASPORTI: CALANO LE CORSE

Autobus e treni ridotti a partire da domani, venerdì 13 marzo, in Emilia-Romagna. Lo stabilisce una nuova ordinanza firmata dal governatore Stefano Bonaccini, in attuazione del decreto firmato ieri sera dal premier Giuseppe Conte. Per quanto riguarda il trasporto su gomma, dunque, le agenzie della mobilità "provvederanno a osservare una riduzione delle corse con le modalità applicate durante il periodo delle vacanze scolastiche", spiega la regione. Riduzioni delle corse inoltre anche per il servizio ferroviario regionale. L'ordinanza prevede infatti una "riprogrammazione delle corse da parte dell'operatore trenitalia-tper, che dovrà garantire le necessità di spostamento dei cittadini, in particolare dei pendolari nelle ore nelle ore di punta". Per l'esattezza, sulle linee principali e nelle ore di maggior traffico, "dovrà essere garantito un treno ogni ora- spiega la Regione- mentre per le linee secondarie e nelle ore di minore intensità si assicurerà almeno un treno ogni due ore".
La Regione terrà monitorate le "ripercussioni della riprogrammazione dei servizi di mobilità riservandosi di richiedere, se necessarie, modifiche al piano di riduzione del servizio". La programmazione è consultabile sui siti web di Trenitalia e Tper. Per quanto riguarda invece il trasporto pubblico non di linea, come taxi e noleggio con conducente, l'ordinanza di Bonaccini "raccomanda agli enti locali, ciascuno per la propria area di competenza, di rimodulare l'offerta di servizio, sentite anche le organizzazioni di categoria, prevedendo anche riduzioni dello stesso sulla base delle effettive esigenze, garantendo in ogni caso i servizi minimi essenziali".



 

NUOVE DENUNCE A CARPI

CARPI. Ieri sera, mercoledì 10 marzo,  la Compagnia dei carabinieri di Carpi, nell’ambito dei controlli che oramai abitualmente vengono messi in campo al fine di contenere l’espandersi dei contagi, hanno denunciato alla Procura modenese nove persone.

Sei di queste, tutte residenti in città, di origine pakistana, sono state sorprese all’interno dell’appartamento di una donna, anch’essa del posto, mentre giocavano a carte e dunque assembratesi – senza necessità – in spregio ai divieti vigenti. Le altre tre, invece – anch’esse residenti in città – sono state soprese mentre tentavano di accedere all’interno di un supermercato; bloccate dai militari, dovranno rispondere non solo di tentato furto, ma anche dell’inosservanza del divieto di mobilità.
Proseguono intanto incessanti i controlli nei parchi pubblici, giardini, luoghi di ritrovo.

LE NUOVE MISURE DEL GOVERNO

Nuova stretta sull'Italia contro il coronavirus. Il presidente del Consiglio Conte annuncia la firma di un nuovo Dpcm. Da oggi e fino al 25 marzo chiusi negozi, bar e ristoranti, possibili riduzioni per bus, metro e taxi nelle città e anche treni, aerei e navi. Garantiti i servizi pubblici essenziali. In smart working la Pubblica amministrazione salvo i servizi indifferibili per il pubblico. Idraulici, meccanici, pompe di benzina resteranno aperti, come mense e autogrill garantendo la distanza tra i clienti, tabaccai e edicole. Il premier: 'Grazie agli italiani, ce la faremò. Arcuri nuovo commissario delegato.

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Restano aperti (garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro): Ipermercati

  • Supermercati
  • Discount di alimentari
  • Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari
  • Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
  • Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici
  • Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2)
  • Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)
  • Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico
  • Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
  • Commercio al dettaglio di articoli per l'illuminazione
  • Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
  • Farmacie
  • Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica
  • Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l'igiene personale
  • Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici
  • Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
  • Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
  • Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono
  • Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici
  • Mense e del catering continuativo su base contrattuale
  • Ristorazione con consegna a domicilio
  • Esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie, aeroportuali
  • Servizi bancari, finanziari, assicurativi
  • Attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi
  • Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
  • Attività delle lavanderie industriali
  • Altre lavanderie, tintorie
  • Servizi di pompe funebri e attività connesse

Sono chiusi:

  • Tutte le altre attività commerciali al dettaglio
  • I mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari
  • Attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie)
  • Attività inerenti i servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti)

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EMILIA ROMAGNA, BONACCINI APPLICHEREMO LE NUOVE MISURE CON RIGORE

«Il presidente Conte ha annunciato nuove misure per battere il coronavirus. Le applicheremo con #rigore per fermare l’epidemia. Lo faremo insieme ai cittadini, al mondo del lavoro e dell’impresa, perchè le battaglie più difficili si vincono solo uniti». Così il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, commentando le nuove misure disposte da Conte per combattere il coronavirus, ricordando che fra queste «c’è la chiusura di tutti i negozi, bar e ristoranti. Aperte farmacie e alimentari».

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CORONAVIRUS A MODENA: DATI AGGIORNATI AL 11 MARZO I CONTAGI

Due decessi di persone positive al Coronavirus oggi nel modenese. Uno riguarda una signora di Castelvetro che era in terapia intensiva, 81enne, e nell'altro caso si tratta di Okunuga Olumide Saraju, il cittadino 64enne di origine nigeriana, già vicepresidente della consulta degli stranieri di Modena, per cui hanno espresso cordoglio ieri nel capoluogo il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e il presidente del consiglio comunale Fabio Poggi.

LA MAPPA DEL CONTAGIO AGGIORNATA IN TEMPO REALE

Dunque, l'esito del tampone per il 64enne, che registrava già un quadro sanitario complesso, si è rivelato oggi positivo. Okunuga Olumide era seguito dal suo medico di medicina generale e da alcuni specialisti, per una patologia pregressa.

 

Giovedì, in particolare, il medico gli ha detto di stare a casa e di avvisare gli specialisti che lo seguivano, fornendogli i vari numeri di emergenza. Intanto, è partita l'indagine epidemiologica su tutti i suoi contatti degli ultimi 14 giorni.

Dopo il tampone positivo, in ogni caso, sarà l'autopsia della medicina legale a stabilire le cause della morte.

A Modena e provincia, nel frattempo, salgono a quota 163 i casi totali positivi al coronavirus, 36 in più di ieri. Si tratta di persone nate tra il 1931 e il 1999, oltre a un minore: è un bambino in isolamento domiciliare, con sintomi lievi che non hanno reso necessario il ricovero.

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Per quanto riguarda la mappatura dei nuovi casi, spuntano tre nuovi comuni: quelli interessati sono Bomporto (due casi), Carpi (nove), Fiorano (tre), Formigine (uno), Maranello (uno), Modena (sei), Nonantola (uno), Novi (due), Prignano (uno), San Felice e San Prospero (uno a testa), tutti e tre toccati per la prima volta, Sassuolo (sette) e Soliera. Delle 36 infezioni, 17 sono curate in isolamento e il resto tramite ricoveri nei reparti di malattie infettive. In totale, i ricoveri in terapia intensiva sono 14.  

Intanto, l'ausl segnala che dopo la Positività di un operatore sanitario dell'ospedale Ramazzini di Carpi, riscontrata nei giorni scorsi, si è proceduto a numerosi tamponi sui suoi contatti stretti, anche in ambito lavorativo.

Dei risultati giunti finora sono due quelli positivi, relativi ad operatori sanitari: sono già da alcuni giorni in isolamento domiciliare e comunque in discrete condizioni di salute (i sintomi sono lievi).

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AGGIORNAMENTO CONTAGI, GUARITI E DECEDUTI IN EMILIA ROMAGNA ALL'11 MARZO

Quello di oggi, per la provincia di Modena è uno dei bilanci più pesanti. Ci sono due morti in più, che pota a tre il numero dei deceduti modenesi. C'è anche un quarta vittima ma si trattava di un uomo trasportato dalla Lombardia nei nostri ospedali. Dei due deceduti di ieri uno sarebbe Olumide, il nigeriano trovto privo di vita nella sua abitazione in via Morselli.  Sale anche il numero dei contagati in più: 36 accertati rispetto all'ultimo rilevamento

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I nuovi decessi in regione si sono registrati

  • 13 nella provincia di Piacenza,
  • 4 a Parma,
  • 4 in quella di Rimini,
  • 3 a Reggio Emilia,
  • 2 a Modena (di cui 1 deceduto a domicilio) e
  • 1 a Bologna (del circondario imolese, relativo a un uomo di Medicina).

In dettaglio, questi sul territorio i casi di positività, che si riferiscono sempre non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi:

  • Piacenza 664 (31 in più rispetto a martedì),
  • Parma 378 (53 in più),
  • Rimini 245 (39 in più),
  • Modena 163 (36 in più),
  • Reggio Emilia 114 (10 in più),
  • Bologna 108, di cui 42 del circondario imolese (complessivamente 22 in più, di cui 5 del circondario imolese),
  • Ravenna 31 (7 in più),
  • Forlì-Cesena  24 (di cui 17 Forlì e 7 Cesena, complessivamente 4 in più, di cui 1 a Cesena e 3 a Forlì), 
  • Ferrara 12 (4 in più rispetto a martedì).

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‘Insieme si può: l'Emilia-Romagna contro il Coronavirus’: un conto corrente per le donazioni

La generosità dei cittadini non si ferma. Di fronte ai tanti che hanno chiesto di fare donazioni, la Regione ha deciso già da oggi di mettere a disposizione di chiunque voglia dare un contributo per la gestione dell’emergenza sanitaria il conto corrente della Protezione civile regionale dell’Emilia-Romagna (Iban: IT69G0200802435000104428964). Le donazioni si possono fare anche dall’estero, utilizzando il codice BIC SWIFT: UNCRITM1BA2. Con la causale di versamento ‘Insieme si può: l'Emilia-Romagna contro il Coronavirus’.
Anche in questa circostanza, come è stato fatto per la ricostruzione post sisma, ogni euro raccolto e il suo utilizzo verranno resocontati pubblicamente.

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EMILIA ROMAGNA PRONTA A REQUISIRE POSTI LETTO NEGLI HOTEL

Come la Lombardia, anche l' Emilia-Romagna è pronta a utilizzare stanze di hotel per ospitare i pazienti dell'emergenza coronavirus. A confermarlo il commissario, Sergio Venturi, spiegando che si tratta dello scenario peggiore dipinto in un documento elaborato insieme all'unità di crisi della Regione e sottoposto al governatore Stefano Bonaccini. Un testo «in completo divenire», dove c'è una parte «che riguarda l'assetto degli ospedali: dal numero dei letti di terapie intensive, fino alle pneumologie e alle malattie infettive». Nel documento, dunque, si ipotizza, in casi di necessità di adattare strutture non sanitarie alla situazione, «come andare a recuperare posti letto negli alberghi». Insomma, ha concluso Venturi, «abbiamo cercato di prevedere tutto, ma ci auguriamo di non essere costretti a ricorrere a questi accorgimenti».

LA CULTURA RESTA APERTA IN EMILIA ROMAGNA: LA TROVIAMO ONLINE

Un grande palcoscenico virtuale, con concerti, spettacoli, visite virtuali ai musei, reading, film e interviste ai protagonisti del mondo del cinema e dello spettacolo. Venerdì 13 marzo prende il via, dalle 18, la striscia quotidiana '#laculturanonsifermà, palinsesto online di iniziative culturali provenienti da teatri, festival, musei, sedi culturali, di cui si potrà fruire gratuitamente sulle piattaforme regionali 'EmiliaRomagnaCreativà, Lepida Tv e sul canale 118 del digitale terrestre.

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Contro l'epidemia da Coronavirus, che ha portato alla sospensione delle attività culturali fino al 3 aprile, l'assessorato alla Cultura e Paesaggio della Regione è sceso in campo e ha invitato gli operatori culturali del territorio, a condividere online alcuni contenuti per creare un palinsesto regionale che dia il segno di una vicinanza al proprio pubblico isolato a casa.

L'obiettivo è quello di raggiungere le persone attraverso il web, invitandole a incontrarsi virtualmente per continuare a diffondere cultura. Le adesioni degli operatori stanno già arrivando numerose e hanno portato alla creazione di un primo palinsesto in programma per il weekend. In particolare, l'Istituto per i Beni Culturali ha lanciato la campagna 'Al Museo per voi/In Biblioteca per voi /In Archivio per voi. Incontri con i curatori delle collezioni dell' Emilia-Romagnà, finalizzata a raccogliere e diffondere i contenuti culturali che gli stessi direttori e curatori produrranno, anche con brevi video realizzati con lo smartphone. Già nel primo weekend sono in programma due dirette streaming: il concerto del sassofonista Piero Odorici & Friends, il 13 marzo alle 21,30, mentre il giorno successivo, alle 21, evento speciale con 'Garrincha Loves Casa Tuà, il festival casalingo dell'etichetta indipendente Garrincha, condotto da Lo Stato Sociale.

L'APPROFONDIMENTO

TUTTA ITALIA E' ZONA ROSSA CHIUSI NEGOZI, BAR, RISTORANTI

Bar, ristoranti, mense e negozi chiusi. Garantiti approvvigionamento alimentare, farmacie, servizi essenziali (banche, poste, assicurazioni) e trasporti. Fabbriche aperte ma con misure di sicurezza. Una nuova stretta arriva su tutta l'Italia fino al 25 marzo, con l'obiettivo di fermare il contagio: «rinunce», annunciate dal premier Giuseppe Conte, che «stanno dando un grande contributo al Paese» nella lotta al coronavirus e che faranno sì che l'Italia «ce la farà».

È arrivato a tarda serata il nuovo provvedimento del presidente del Consiglio che raccoglie le istanze di misure più dure, avanzate in primo luogo dalla Lombardia, ma fatte proprie dalle regioni più colpite, tanto che il governatore del Veneto, Luca Zaia a caldo dice: «chiederò ai veneti rigore sulle nuove misure, ma non ci sono alternative».

«Ha prevalso il buonsenso», gli fa eco il collega lombardo, Attilio Fontana, mentre Matteo Salvini si dice «soddisfatto da italiano». D'altra parte i dati non lasciano margine: duemila malati in più in un solo giorno (ma inclusi i 600 che la Lombardia non aveva comunicato martedì per un ritardo nei risultati dei test), stanno a testimoniare che la curva di crescita del coronavirus non si arresta ancora e ora cominciano a chiudere anche i simboli del Paese come gli stabilimenti della Fca a Melfi, Cassino e Pomigliano o la moda

I numeri, d'altronde, da giorni confermano che la situazione è seria: ad oggi sono 10.590 i malati, più della metà in Lombardia che ha anche il più alto numero di ricoverati in terapia intensiva, 560 su un totale di 1.028. E i morti sono arrivati a 827 (di cui 617 in Lombardia), altri 196 in 24 ore. I guariti, invece, sono meno del 10% del totale dei contagiati: 1.045 su 12.462.

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«Abbiamo dei numeri che fanno sì che i dati possano apparire come un numero elevato, ma in realtà la crescita odierna è nel trend dei giorni scorsi» ha detto il commissario Angelo Borrelli spiegando il perché di una crescita che, finora, non si era mai registrata.

Che però si sia ancora ben lontani dal picco lo conferma il direttore del Dipartimento Malattie infettive dell'Iss Giovanni Rezza. «I prossimi 14 giorni saranno cruciali per capire l'andamento dei casi di contagio - ha detto - Gli effetti delle misure restrittive non si vedranno entro questa settimana, anche per quanto successo nei giorni scorsi con i massicci spostamenti da Milano. Per questa settimana mi aspetto un aumento dei casi e non un calo». Previsioni che sono condivise dal Premier: «Per avere un riscontro effettivo» di tutte le misure varate, anche le ultime, «dovremo attendere un paio di settimane», ha detto Conte.

Una decisione che ha tenuto conto, sicuramente, della richiesta quasi disperata del governatore Fontana: «Non possiamo andare avanti con questi aumenti di contagi, non possiamo permettercelo, va esportato il modello Codogno alla Lombardia». E l'assessore Gallera ha aggiunto: «il momento del crash non è lontano, gli ospedali non possono reggere all'infinito».

Sull'entità delle misure, e sul loro allargamento a tutta la penisola, si è aperto il confronto nell'esecutivo che deve tener conto delle diverse sensibilità al suo interno. Al Pd che era orientato all'inasprimento delle misure in tutta Italia, si era sovrapposto Iv chiedendo di prendere con calma una decisione univoca ma definitiva. «Non si può chiudere tutto - aveva invece apertamente detto il vice ministro allo Sviluppo Economico Stefano Buffagni - alcune attività vanno limitate».

È toccato a Conte mediare tra le diverse posizioni, valutando tutte le richieste: «ma invito tutti coloro che partecipano al dibattito pubblico a procedere con grande attenzione e senso di responsabilità - aveva detto il premier prima di varare il Dpcm - Non affidiamoci a scelte emotive, non vorrei che si iniziasse a chiedere misure restrittive e un domani il Paese si dovesse svegliare e accorgersi che si è concentrato su un obiettivo prioritario, la salute, ma si sono tralasciati altri interessi Costituzionali, primo tra tutti il lavoro.  C'è poi un problema più tecnico: in caso di provvedimento nazionale, andrebbero elencate tutte le attività che possono restare aperte o meno, per evitare ulteriori confusioni in un momento già difficile per gli italiani». Ai cittadini che si chiedono ancora come comportarsi nel quotidiano, «il consiglio è sempre lo stesso: uscire per lo stretto necessario e indispensabile», ripete Borrelli, sottolineando che anche chi si muove a piedi «deve portare l'autocertificazione».

Quanto ai luoghi di lavoro (si incentiva ulteriormente il lavoro agile e le ferie), l'unica vera misura di sicurezza è la distanza di un metro. Nel caso non sia possibile rispettarla «vanno utilizzate le mascherine chirurgiche». E proprio per rafforzare la filiera della distribuzione degli strumenti sanitari arriverà da Conte la nomina di un commissario delegato, Domenico Arcuri, Ad di Invitalia: «avrà ampi poteri di deroga, lavorerà per rafforzare soprattutto la produzione, la distribuzione di attrezzature per terapia intensiva e sub intensiva. Avrà anche il potere di creare e impiantare nuovi stabilimenti per la produzione di queste attrezzature e sopperire alle carenze sin qui riscontrate. Il commissario sarà Arcuri che si coordinerà con il dottor Borrelli che sta facendo un incredibile lavoro».

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