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NONANTOLA 

Antonucci: «Disaccordo col Pd Ho lasciato la maggioranza»

Patrizia Cantusci

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«Una serie di scelte incomprensibili della nuova Amministrazione hanno fatto da cortocircuito tra me e gli esponenti locali del Partito Democratico. Per questo mi sono dimesso da consigliere di maggioranza». Sono le parole di Francesco Cosimo Antonucci, esponente della sinistra nonantolana. «Ora siedo in Consiglio e rappresento la lista civica di minoranza “Nonantola Libera” da me fondata a ottobre 2019». Antonucci spiega i motivi che lo hanno spinto a decidere di lasciare: «Ho dovuto prendere atto della delusione. La vita politica ti fa trascorrere più tempo con i compagni di percorso che con i famigliari, quindi sofferenza me ne aspettavo. Non mi aspettavo, semmai, l’ostilità che mi arriva ogni giorno da alcuni. Persone con le quali ho lavorato gomito a gomito che non mi salutano più».

Antonucci è stato segretario del locale del Pd, incarico assunto nell’autunno del 2018: «Ho provato subito a dare un’impostazione diversa al circolo, fino a quel momento schiacciato dall’Amministrazione. Per fare questo ho istruito giorni di ascolto su temi comuni a chiunque avesse voluto venire in sede. In quei mesi pre-elettorali, duecento cinquanta cittadini, molti dei quali non iscritti, sono venuti a parlare con noi. Purtroppo, proprio in quei mesi, mi accorgo che la figura del sindaco sembra prevalere su quella del segretario. Si aprono le prime crepe. Mi riferisco alla gestione degli equilibri delle liste che appoggiano il sindaco». Antonucci entra nel dettaglio: «Basta guardare la composizione della Giunta. Il sindaco Nannetti è stata eletta con il 44% dei consensi eppure gli assessori di partito sono solo due. Neanche il vicesindaco è Pd». Quindi le dimissioni da segretario: «Mi metto subito al lavoro in Consiglio. Ma già nelle prime decisioni consiliari trovo un serio impoverimento politico. Non concordavo sulla scelta del capogruppo Pd e sulla scelta del presidente del Consiglio perché non venivano da esperienza politica. Ottime persone senza esperienza. Inoltre mi sono trovato a dover presentare interpellanze come se non fossi in maggioranza, ma in minoranza”.

A ottobre nasce la civica: «Amo questa città e stimo le persone con le quali ho lavorato anni. Ma non torno indietro». —

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