Autoriciclaggio: un arresto e cinque denunce
Smantellata una rete di finte società con sede a Roma che faceva capo a un 41enne in affari nel settore motoristico Sequestrati 3,5 milioni di euro
Con diverse operazioni e sfruttando una “rete” di società cartiere, con sedi fittizie a Roma, avrebbe trasferito i guadagni, frutto di attività illecite, all'estero, per ostacolarne l'identificazione. Con la collaborazione di cinque persone, quattro italiane e una straniera, tutte sui 40 e residenti in provincia di Bologna e Modena, un imprenditore residente nell'imolese, Cristian Marocchi, 41 anni e impegnato nel settore motoristico, secondo la Guardia di Finanza sarebbe riuscito a trasferire i fondi, giustificando i movimenti del denaro con giri di fatture per operazioni inesistenti. Al termine delle indagini, eseguite dal Nucleo di polizia economico finanziaria con il coordinamento del pm Rossella Poggioli, come disposto dal Gip, i militari hanno eseguito un'ordinanza di custodia in carcere nei confronti del 41enne che dovrà rispondere di autoriciclaggio in concorso con le altre cinque persone denunciate a piede libero.
È stato anche disposto il sequestro di beni per 3,5 milioni. È questo il valore delle somme che, secondo le fiamme gialle, sono state illecitamente trasferite e costituenti, di conseguenza, il profitto derivante dalla commissione del reato. Oltre alle misure cautelari sono state eseguite perquisizioni in provincia di
Bologna, Modena e Roma. Come accertato dalle indagini, l'imprenditore, per nascondere il legame tra le somme di denaro e i fatti illeciti, avrebbe spostato i proventi, sfruttando false triangolazioni commerciali, in favore di altre società non operative in Slovenia, Croazia e Ucraina per poi, secondo la Guardia di
Finanza, procedere a prelevamenti di denaro contante che poi sarebbero stato reimmesso sul mercato 'ripulitò. «La pervicace e callida azione criminale del 41enne - ha scritto il Gip - che, nonostante sia stato sottoposto a procedimento penale in merito a delitti fiscali che costituiscono reati presupposto dell'autoriciclaggio, ha, di fatto, continuato in modo imperterrito a compiere le medesime azioni finalizzate al trasferimento del denaro di provenienza delittuosa per ulteriori scopi illeciti». —
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