Dj Herbie: «Dura senza i locali ma tutti dobbiamo impegnarci»
Cosa fanno i dj quando le consolle sono spente? L'emergenza coronavirus ha colpito principalmente il “popolo della notte”, costretto ad annullare le tantissime serate. Ne abbiamo parlato con il dj emiliano Herbie (anche lui tra i protagonisti di #Ioballoincasa) salito alla ribalta della scena nazionale per i successi ottenuti tra il ’90 ed il ’93 con alcuni brani editi con il gruppo Dj H. feat. Stefy. Enrico Acerbi, questo il suo vero nome, ha firmato successi come “Think About”, “I Like It” e “Move Your Love” entrati nelle classifiche inglesi.
Come stai vivendo questo momento?
«Inizialmente con preoccupazione. Noi del settore spettacolo e intrattenimento siamo stati i primi a fermarci nei locali, ma penso sia giusto. Incontriamo e facciamo ballare migliaia di persone ogni settimana, mi fido della scelta momentanea di fermare i luoghi di aggregazione, fiducioso che a il virus sarà circoscritto».
Un brutto colpo per un settore già in crisi.
«Sicuramente, ma difronte ad un evento di tale portata, penso sia meglio prima di tutto tutelare il più possibile amici, clienti e noi stessi. Siamo tutti sulla stessa barca, ognuno con i problemi che questa emergenza ha portato».
C'è anche chi organizza feste abusive.
«È sicuramente sbagliato. Primo per non rispetto a chi si attiene alle regole e poi nei confronti dei clienti stessi, che spesso sono giovani. Meglio aspettare e cercare di sconfiggere l'epidemia per poi ripartire tutti alla grande».
I dj ora di giorno cosa fanno?
«Nel mio caso di giorno sono sempre impegnatissimo nel mio UrbanStudio, preparo musica per serate, programmi Radio (sono stato ospite di Radio Deejay e Albertino il primo sabato del 2020 nella trasmissione Deejay Time e a seguire tante altre Radio e interviste). Attualmente collaboro con Art Of Music (dove il venerdì e il sabato, dalle ore 18 alle 20, propongo musica di classe, Soulful House e NUfunk. Confeziono tanti remix che inserisco online nei miei portali. Gestisco con amici due Format: 90issimo (dedicato all' House Music History 90's) e FUNKool (dedicato alla musica Afro Funk, 70's, Nufunk). Se tutto andrà bene il 17 aprile sarò al Vox, per il remember Panda & Pandino».
Sono pochi i dj che riescono a vivere con i proventi di questa attività. È così?
«Si. Da questo punto di vista mi ritengo appagato, vivo da anni della mia passione che mi permette di vivere. Ammiro i miei colleghi che svolgono un ulteriore mestiere oltre al dj».
Finita l'emergenza la gente avrà voglia di uscire e divertirsi?
«Io ricevo tanti messaggi di speranza. Siamo consapevoli che passeremo questo periodo difficile seguendo le regole. Tutti hanno voglia di rivedersi e ballare con noi dj. Sono ottimista: l'estate è vicina e ci rivedremo presto». —
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