Modena. I controlli dei carabinieri nei parchi: vietate partite e attività in compagnia
Evitare gli assembramenti. È una delle regole di comportamento indicate dagli esperti e dal governo. Ma c’è chi non rersiste alla tentazione di una partitella a calcio, di una lezione di fitness o di una corsa gomito a gomito con i compagni di sempre.
Capita nelle zone verdi di Modena, in particolare al parco Ferrarei, dove ieri sono iniziati i controlli dei carabinieri. La linea scelta dall’Arma è quella morbida: niente sanzioni a chi si diverte in un tackle davanti alla porta, o che corre in numerosa compagnia, solo un consiglio a non farlo. Perché l’obiettivo, per ora, è persuadere i frequentatori del parco a evitare le attività di gruppo, non punirli. I controlli sono stati estesi anche ad altre aree verdi della città, sempre con lo scopo di convincere i modenesi ad abbandonare abitudini sconsigliate dai medici.
Diverse le scelte fatte in altre città emiliane. A Piacenza si è scelta la “tolleranza zero”: la sindaca Patrizia Barbieri, in isolamento a casa perché ha contratto il Coronavirus, ha firmato un’ordinanza di chiusura di tutti i parchi e le aree verdi pubbliche della città. La decisione «per dare ancora più vigore e rendere maggiormente efficaci le azioni sin qui intraprese contro l'emergenza sanitaria.
A San Lazzaro di Savena, nel Bolognese, di fronte a «parchi pieni di ragazzini che giocavano a basket e calcio», la sindaca Isabella Conti ha deciso di smontare i canestri dei sette campi della cittadina. «È una sconfitta, dovete restare a casa!», si è sfogata su Facebook: «Pensate che a me non dispiaccia dovervi togliere i canestri? Pensate che non mi pianga il cuore nel dirvi che non potete giocare? In questi anni abbiamo lavorato come matti per rendere i nostri parchi i luoghi perfetti per stare insieme, ma adesso non si può». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

