Gazzetta di Modena

Modena

Coronavirus a Modena

Modena. La professoressa in prima linea contro l’Hiv ora cura il Covid-19

GIB
Modena. La professoressa in prima linea contro l’Hiv ora cura il Covid-19

È Cristina Mussini la “mente” del Policlinico e che sta trattando i malati modenesi 

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA Schietta, da sempre in prima linea nella lotta all’Hiv e pronta a metterci la faccia per portare avanti le battaglie contro lo stigma nei confronti dei sieropositivi. È lei, la professoressa Cristina Mussini la “mente” del Policlinico che sta curando i malati di Covid-19. Una professionista che nel giorno del Gay Pride dell’anno scorso non ha avuto alcun timore a mettersi a danzare insieme ai colleghi del reparto di Malattie infettive durante un flash mob per gridare al mondo che chi è sieropositivo può condurre una vita normale. E figuriamoci se teme di schierarsi di fronte a un altro virus che ha fatto breccia nella nostra vita, il Sars-CoV-2.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.38578497:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2020/03/11/news/trovato-morto-in-casa-dopo-la-febbre-alta-isolata-per-alcune-ore-via-morselli-1.38578497]]

«I pazienti ricoverati a Modena - spiega Mussini che dirige il reparto di Malattie infettive - vengono curati con i protocolli più avanzati a livello internazionale. Tutti vengono posti in terapia con un inibitore della proteasi già sperimentato sui pazienti con infezione da Hiv. I due virus presentano proteasi, ovvero degli enzimi, che sono piuttosto simili. Hanno strutture analoghe che possono essere attaccate dallo stesso tipo di farmaco e che si è dimostrato efficace in vitro. Così come efficace nel diminuire la carica virale, ovvero quanto virus c’è nel sangue, è risultata l’idrossiclorochina, che è il Plaquenil ovvero un farmaco normalmente utilizzato per patologie reumatologiche».

Ma l’Azienda Universitaria-Ospedaliera di Modena è anche ricerca. Non a caso proprio il Policlinico, assieme ad altri sette ospedali italiani, ha un ruolo fondamentale nello studio del vaccino Tat, che può essere una svolta nll’eradicazione dell’ Hiv. Anche contro il Sars-Cov-2 si sta sperimentando qualcosa di innovativo: «Nei prossimi giorni partiranno due protocolli con farmaci sperimentali soprattutto da usare nei pazienti che hanno un’evoluzione più rapida oppure addirittura appena arrivati in Terapia intensiva».

D’altronde anche Sergio Venturi, commissario regionale per il Covid-19, a chi gli chiedeva se anche in Emilia Romagna si stessero sperimentando farmaci come a Napoli, ha risposto che «non ci manca certamente la proverbiale fantasia partenopea. Nei nostri ospedali si sta provando ogni idea suggerita dai nostri professionisti e dalle sperimentazioni promosse dall’Agenzia italiana del farmaco». —

GIB

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google