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Carpi Giocano a carte sfidando il divieto: sei pakistani sorpresi e denunciati

Serena Arbizzi
Carpi Giocano a carte sfidando il divieto: sei pakistani sorpresi e denunciati

 Inseguiti e colti sul fatto dai carabinieri in un appartamento. Pizzicato anche un quarantenne: «Ero fuori con gli amici» 

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CARPI Si sono riuniti senza averne la reale necessità e hanno pure pensato di giocare una partita a carte. I carabinieri hanno notato l’assembramento all’esterno. Poi hanno avuto la conferma che queste persone si erano radunate senza i validi motivi previsti dal decreto del Governo.

L’episodio si è verificato nella serata di mercoledì. I carabinieri della Compagnia di Carpi, nell’ambito dei controlli che ormai vengono messi in campo in modo capillare per contenere l’espandersi dei contagi da Coronavirus, hanno denunciato alla Procura nove persone. Sei di queste, tutte residenti a Carpi, di origine pakistana, sono state sorprese all’interno dell’appartamento di una donna, mentre erano intente a giocare a carte e, quindi, riunitesi senza una reale necessità.

Altre tre persone, sempre a Carpi, sono finte nei guai perché sono state colte in flagrante mentre tentavano di accedere all’interno di un supermercato. I tre sono stati subito bloccati dai militari. Dovranno rispondere non solo di tentato furto, ma anche dell’inosservanza del divieto di mobilità.

Proseguono intanto, incessanti, i controlli nei parchi pubblici, nei giardini e nei luoghi di ritrovo per contrastare l’applicazione di comportamenti scorretti che potrebbero danneggiare gli altri. Controlli intensi in tutta la provincia e che hanno fatto affiorare casi eclatanti: come quello dei cinque fan di Vasco che hanno affrontato il viaggio da Napoli a Zocca per visitare il paese del Kom. Sorpresi dai carabinieri sono stati naturalmente denunciati.

Nei giorni scorsi, poi, sono stati denunciati i “furbetti” che hanno tenuto aperto le proprie attività oltre il limite consentito.

Spostandosi, invece, a Modena, i controlli della Polizia locale hanno portato ad alcune denunce in più punti della città.

Entrando nei dettagli, la prima inosservanza delle regole si è verificata in viale Gramsci, dove gli agenti sono entrati in azione dopo la segnalazione di un cittadino. Non era ancora entrato in vigore l’ultimo decreto Conte che ha chiuso, tra gli altri esercizi, anche i punti vendita e i ristoranti. In viale Gramsci un locale che vende kebab è stato trovato aperto ben oltre l’orario consentito. Il blitz della Polizia locale, infatti, è scattato alle 19, mentre l’esercizio gestito da un pakistano avrebbe dovuto chiudere alle 18.

Anche in piazza Dante, sempre in città, sono stati riscontrati comportamenti irregolari. Un italiano di 50 anni era fermo in auto: alla richiesta di spiegazioni degli agenti ha risposto che era lì per dare un passaggio a un amico che doveva recarsi al lavoro. Amico regolarmente munito di certificazione, ma l’accompagnamento sul luogo di lavoro non è stato riconosciuto tra quelli ammessi dal decreto.

Un ulteriore caso si è verificato all’angolo in viale Monte Kosica. Gli agenti hanno fermato un 41enne chiedendogli perché fosse in giro. Quest’ultimo ha motivato il viaggio dicendo: «Sto rientrando a casa dopo una serata trascorsa insieme agli amici». Ovviamente, la motivazione non è passata.

Anche nella Bassa gli agenti della Polizia locale dell’Area nord effettuano controlli serrati. Gli agenti in una sola serata hanno controllato 95 attività commerciali: tutte sono risultate chiuse e, quindi, in regola. Undici, tra pizzerie, piadinerie e rosticcerie, avevano le saracinesche abbassate ma all’interno c’era personale al lavoro per effettuare le regolari consegne a domicilio. L’attività è proseguita con posti di blocco sulla Statale 12 all’altezza della Cappelletta del Duca. Gli agenti, muniti di mascherine e guanti, hanno identificato 25 persone. —
 

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