«Mio fratello era eccezionale La sua una morte assurda»
«Mio fratello era una persona eccezionale e non riesco ancora a credere che non ci sia più. Che sia morto così, in un modo assurdo». Queste le parole dei famigliari di Samuel Remel, l’operaio 40enne deceduto dopo essere stato schiacciato da un macchinario all’Opas, ex Italcarni. L’uomo era dipendente della cooperativa mantovana Csa e, una volta finita la settimana lavorativa, nel fine settimana era solito alloggiare dal fratello, residente a Borgo Virgilio, nel Mantovano. La tragedia è avvenuta nella serata di martedì, dopo le 20. Ieri la produzione è ripartita all’Opas dove, davanti ai cancelli si sono verificate nuove contestazioni dopo lo sciopero dei sindacati di mercoledì. Un gruppo di una decina di persone è arrivato con le bandiere: le forze dell’ordine li hanno identificati, facendoli sgomberare.
Sempre ieri sono stati osservati cinque minuti di silenzio in ricordo di Samuel e il direttore generale di Opas, Valerio Pozzi, conferma che verrà organizzata una colletta tra tutte le cooperative per sostenere le spese per il funerale e aiutare la famiglia.
«L’autorità giudiziaria ci ha dato il via libera per ripartire - conferma Pozzi - Abbiamo organizzato un momento di ricordo al quale eravamo presenti tutti, per esprimere il lutto nei confronti della famiglia, alla quale staremo vicini. Sul fronte delle indagini, il magistrato del lavoro ci ha confermato che si è trattato di una disgrazia. Disgrazia di cui ci dispiace enormemente».
«Sul fronte delle feroci polemiche che ci sono arrivate addosso - conclude Pozzi - voglio ricordare che nel 2014 abbiamo salvato centinaia di posti di lavoro di Italcarni e li abbiamo incrementati». —
S.A.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google