Nel cortile del carcere montata una tensostruttura “pre-triage”
Allestiti anche due Presidi medici avanzati e l’ambulatorio Serviranno per controllare le condizioni di agenti e detenuti in attesa del trasferimento
Una tensostruttura operativa due Pma (Presidi medici avanzati) e l’ambulatorio all’ingresso di Sant’Anna. Nonostante le devastazioni e i disordini di domenica, la vita carceraria si organizza per l’allerta coronavirus. Lo si fa per gli agenti della penitenziaria e anche i detenuti rimasti all’interno dell’ala nuova. Un numero, quello dei detenuti ancora a Modena, che non ha alcuna ufficialità. Il dato discordante varia da una sessantina ai 200 segnalati nella sua nota del Garante nazionale per i detenuti che mercoledì sera segnalava questo ingente numero di carcerai in attesa di trasferimento in altra struttura. Questo numero ingente rappresentrebbe quasi la metà dei detenuti a Modena prima della rivolta (si calcola che oscillassero tra i 530 e i 560; il limite era invece di 350). I trasferimenti in realtà continuano anche se a singhiozzo proprio per i timori legati a Covid-19. È di venerdì scorso la scoperta, dopo il tampone, di un detenuto in isolamento risultato positivo al virus. Un caso in carcere che ha scatenato il panico e secondo molti è stato il detonatore della rivolta . Ma la tensostruttura rientra in realtà in un progetto preventivo ben più grande. Come per gli ospedali, sono in corso sopralluoghi per definire nuovi interventi da rendere operativi nei prossimi giorni. Ormai ultimato l’allestimento di una tenda davanti al carcere di Piacenza, che si va ad aggiungere a quelle già attive davanti alle carceri di Ferrara, Forlì, Rimini, Ravenna e Parma, e alla casa circondariale di Castelfranco. Montato per i visitatori un ulteriore gazebo nel cortile davanti al Tribunale dei Minori di Bologna (via del Pratello). Inoltre, è stato smontato il modulo per filtrare gli accessi, installato davanti al carcere della Dozza (Bologna). —
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