Finale Sciopero alla Titan «Non c’è sicurezza contro il contagio»
Valentini di Fiom: «Mascherine usate per oltre 3 giorni e si lavora gomito a gomito ma le soluzioni ci sono»
FINALE Sciopero immediato ieri mattina alla Titan Italia di Finale dopo il fallimento delle trattative per applicare i contratti di solidarietà in azienda. L'agitazione è stata proclamata a oltranza sino al 20 marzo ma è quasi scontato che tra poche ore possa arrivare una risposta definitiva dalla multinazionale americana, proprietaria del sito, per garantire le pause produttive necessarie a mettere a regime le misure di sicurezza per i 300 dipendenti in relazione all’emergenza. Una speranza? Forse qualcosa in più, visto che il dialogo tra le rappresentanze sindacali e i dirigenti dell'azienda finalese non si è mai interrotto. Il colosso della produzione di cerchioni per trattori è stato protagonista di un braccio di ferro che durava da alcuni giorni su promesse che restavano sulla carta.
«La Titan di Finale è da trent'anni un'azienda simbolo, leader nel suo settore, con maestranze fortemente motivate – spiega Massimo Valentini, responsabile Fiom Cgil – Una tipica azienda metalmeccanica con lavori pesanti, dalla smerigliatura alla verniciatura. I nostri delegati ci riferiscono di mascherine non cambiate da martedì. Che succede allora? Che i lavoratori usino le stesse mascherine per tre giorni o più. E che sicurezza c'è nel lavorare gomito a gomito? Ecco perchè moltissimi lavoratori ci hanno chiesto aiuto, hanno i genitori anziani a casa e non vogliono correre il rischio di portare in famiglia una malattia che potrebbe essere letale».
Lo stop alla produzione di ieri ha avuto qualche conseguenza anche per l'enorme indotto della zona, dove sono occupate altre 600-700 maestranze, tutte o quasi collegate con la produzione Titan. La soluzione? «Ce l'avremmo a portata di mano – dice Valentini – Già dal 9 marzo abbiamo siglato un accordo sui contratti di solidarietà, in modo da garantire a fine mese il 50% della produzione. Se ci si ferma per qualche giorno per mettere in sicurezza gli impianti e organizzare il lavoro si potrebbero ottenere risultati immediati». In altre parole si potrebbe permettere a chi ha bisogno di restare a casa di poterlo fare, evitando sanzioni disciplinari, e di sistemare l'azienda con mascherine e altri dispositivi. Nei primi due turni l'astensione del lavoro viene valutata dalla Fiom attorno al 50%, nel terzo turno è inferiore, per un totale complessivo del 30%. —
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