Gazzetta di Modena

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l’impresa carpigiana del tessile 

La sfida “green” dell’azienda Bulgarelli Production Impatto zero e boschi della biodiversità

Serena Arbizzi
La sfida “green” dell’azienda Bulgarelli Production Impatto zero e boschi della biodiversità

Il titolare: «Il 95% dell’energia già arriva da fonti rinnovabili. Piantiamo alberi per compensare la CO2 che produciamo»

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Bulgarelli Production realizza etichette e cartellini per il settore del tessile abbigliamento e degli accessori e di fronte a sé si è posto un obiettivo ambizioso: diventare la prima azienda “carbon neutral” del comparto. Questo obiettivo potrà essere raggiunto, in altre parole, attraverso la riduzione di tutte le emissioni di Co2 dell’azienda e la compensazione di quelle non eliminabili.

Davide Bulgarelli guida l’azienda che porta il suo cognome, con sede in via Newton 5, nella zona industriale a ovest di Carpi.

La ditta conta 25 dipendenti e il fatturato del 2019 è pari a 5 milioni e 200mila euro.

Tra i clienti, Bulgarelli annovera nomi di assoluto prestigio, tra i protagonisti del fashion internazionale. Si tratta di griffe del calibro del gruppo Lvmh, Max Mara, Monnalisa e Imperial e Gruppo Kering.

Entrando nel vivo dell’impegno che punta appieno alla logica ”impatto zero” i binari su cui si muove l’azienda carpigiana sono due: il primo si intreccia con la onlus Phoresta. Con questa onlus Bulgarelli contribuisce alla realizzazione di un bosco di biodiversità nel Bolognese. Il secondo consiste in una sinergia con lo spin-off padovano Eti-for, con cui l’azienda carpigiana piantumerà alberi in più zone del Paese. Un raggio d’azione, dunque, che si estende ben al di là del comparto del tessile abbigliamento carpigiano.

«La premessa è che ogni azienda produce un impatto sull’ambiente in termini di emissioni di Co2 – spiega Davide Bulgarelli - Noi, da anni, abbiamo ridotto al minimo le nostre emissioni attraverso politiche di riciclo degli sfridi di carta o utilizzo di fonti rinnovabili. Abbiamo implementato il nostro impianto fotovoltaico, tanto che il 95% dell’energia che produciamo proviene da fonti rinnovabili. Poi, una volta ridotto quanto è possibile è necessario compensare il resto attraverso politiche di piantumazione degli alberi per ottenere i crediti di carbonio necessari al pareggio delle emissioni rimaste. Abbiamo come detto due collaborazioni in questo senso: la prima con onlus Phoresta, fondata tra gli altri, da professionisti carpigiani. La onlus ha realizzato un bosco di biodiversità e noi contribuiamo all’implementazione di quest’area verde. La seconda è con lo spin-off accademico padovano Eti-for. Con loro c’è un accordo di piantumazione per mille alberi all’anno per cinque anni. Non sono ancora stati individuati tutti i boschi, ma sappiamo già che il primo è la Val di Fiemme, dove nel 2018 si è verificato il disastro Vaia che ha provocato la caduta di migliaia di alberi. Nei prossimi anni piantumeremo in altre locallità in Italia. Questi boschi saranno certificati Fsc (Forest Stewardship Council)» continua Bulgarelli.

«Questo percorso - sottolinea il titolare - ci ha permesso di arrivare già all’importante obiettivo di poter fornire ai nostri clienti i cartellini e le etichette a impatto zero. Abbiamo chiamato questo progetto Carbon Positive Hangtag».

Un particolare curioso è che ogni step, ogni passaggio per quanto riguarda le piantumazioni, potrà essere visibile tramite il sito dell’azienda, dove saranno inserite le coordinate Gps di tutti i punti in cui sono stati creati questi boschi. «Così chi vorrà potrà seguirci durante tutte le fasi delle nuove piantumazioni» conclude Bulgarelli. —



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