Maranello Presenze al minimo in Ferrari e Maserati Camilleri: «Se necessario faremo di più»
L’ad delle “Rosse” rassicura i dipendenti con una lettera. Il Tridente: «In Cina i colleghi ci dicono che è tutto in ripresa»
I valori delle “Rosse” contro il Coronavirus. Louis Camilleri, Ad Ferrari, ha scritto ieri una lettera ai dipendenti della Casa di Maranello per ribadire che «i valori umani più ancora che l’innovazione sono sempre stati la nostre fondamenta. Oggi più che mai questi devono restare solidi e aiutarci a vincere anche questa sfida imprevista. E ce la faremo. Insieme».
Camilleri ricorda nella sua lettera come la Ferrari «abbia messo in atto misure straordinarie per garantire a tutti condizioni di lavoro più adatte alla situazione senza perdere di vista la continuità aziendale. Se sarà necessario fare di più lo faremo».
La presenza dei lavoratori negli stabilimenti di Maranello e Modena, circa 4mila in tutto, è stata in questi giorni ridotta al minimo indispensabile, mentre la restante parte dei dipendenti lavora da casa, in linea con la lettera e lo spirito del decreto del Governo sull’emergenza. Difficile dare numeri visto che la situazione è in costante evoluzione. Da Maranello ribadiscono però che al primo posto c’è la tutela della salute dei lavoratori e che in base alle valutazioni che si faranno si deciderà se e come prendere nuovi provvedimenti, senza preclusioni. Per ora però tecnicamente la produzione può continuare senza particolari problemi, anche per il costante contatto tra i fornitori e la Ferrari. «Questa emergenza ci sta ricordando qualcosa - dice ancora Camilleri - che forse avevamo dimenticato nel mondo frenetico in cui viviamo: che dobbiamo prenderci cura gli uni degli altri. E la Ferrari, come sempre, si prenderà cura delle proprie persone».
Alla Maserati già da qualche giorno sono al lavoro solo i dipendenti strettamente necessari, mentre per gli altri si ricorre allo smart working da casa. Questo vale per gli oltre mille ingegneri dell’Innovation Lab di via Emilia Ovest, ma molti di loro, impegnati nella progettazione delle nuove vetture, sono comunque regolarmente davanti ai computer in sede. Idem i motoristi e parecchi impiegati e amministrativi. Certo, i vuoti si notano, e in mensa si sta in due in un tavolo da sei, come prescrivono le regole dettate da Fca, mentre pulizie e sanificazione degli ambienti sono intensificate. La sede di viale Ciro Menotti è da qualche mese in ristrutturazione e i lavori continuano anche in questi giorni. «Maserati è un brand globale e c’è: e i nostri colleghi in Cina - spiegano dalla Casa del Tridente - ci dicono che là tutto sta riprendendo: dagli Usa non notiamo ancora segnali negativi».
I Factory Tour, le visite guidate nello stabilimento di viale Menotti, sono sospesi comunque già da venti giorni.
Pagani Automobili dal canto suo ha deciso la sospensione dell’attività di produzione delle sue hypercar per tutta la prossima settimana: «Questo nonostante l’adozione e l’attuazione rigorosa di tutte le misure precauzionali necessarie per garantire la sicurezza di ogni dipendente e ridurre le probabilità di contagio. Procedono regolarmente invece - si legge in una nota dell’azienda di S.Cesario - tutte le attività svolte in modalità di smart working».
«Abbiamo attuato, e continueremo a farlo, tutte le misure necessarie - dice il fondatore Horacio Pagani - per garantire la sicurezza di ogni dipendente».
Anche Lamborghini, 1800 dipendenti, ha deciso di chiudere, da ieri e fino al 25 marzo, la sede di S. Agata Bolognese. «Questa misura - dice l’Ad Stefano Domenicali - è un atto di responsabilità sociale e di grande sensibilità nei confronti delle nostre persone per la situazione di emergenza che stiamo vivendo in Italia in questi giorni e che si sta sviluppando anche all'estero». E Ducati? L'azienda motociclistica di Borgo Panigale da ieri ha sospeso tutte le attività non necessarie alla produzione e riorganizzerà i turni. —
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