Modena. Esce per lavare la macchina Denunciato 30enne irregolare
MODENA Era uscito per lavare l’auto di grossa cilindrata, come dichiarato nell’autocertificazione che è necessario esibire dopo il decreto governativo che impone di spostarsi solo quando strettamente necessario. Non l’ha fatta franca il 30enne albanese denunciato dalla Guardia di finanza, privo di permesso di soggiorno e pure pizzicato per la terza volta per guida senza patente. Le Fiamme gialle hanno sequestrato l’auto, m a non hanno potuto procedere con il decreto di espulsione, perché il 30enne ha un figlio di 3 anni a carico.
Proseguono, incessanti, in tutta la provincia i controlli delle forze dell’ordine contro le violazioni del divieto imposto dal Governo per combattere il Coronavirus.
La Polizia locale di Modena ha controllato un mini-market dove ha scoperto un assembramento di cinque persone originarie dell’Est. Queste non stavano rispettando la distanza di un metro l’una dall’altra. Sempre la Polizia locale, giovedì pomeriggio, è intervenuta con tre pattuglie per un accertamento in una rivendita attiva vicino al centro. Nel negozio è stata individuata una seconda stanza in cui erano presenti quattro persone, intente a mangiare e bere. Per tutte è scattata la denuncia sempre ai sensi dell’articolo 650 del codice penale. Denunciato anche l’esercente e per il mini-market è scattata la chiusura immediata.
Spostandosi a Carpi, i carabinieri hanno fermato e denunciato tre giovani stranieri, un tunisino 28enne, un brasiliano 19enne e un italiano minorenne, che hanno tentato di entrare nel supermercato di via Cristoforo Colombo. Oltre che per violazione del divieto i tre sono stati denunciati anche per tentato furto. A Camposanto i carabinieri hanno denunciato due rumene di 24 e 34 anni perché si sono intrattenute a lungo in via Fermi senza necessità. I militari di Pavullo hanno invece denunciato tre persone, giovedì mattina: a Fanano i militari hanno sorpreso un 19enne milanese e una 20enne modenese in piazza Vittoria. I due erano insieme ma senza motivi d’urgenza. A Sestola, poi, un 41enne, noto alle forze dell’ordine e titolare di un ristorante, teneva aperto il suo locale in barba al decreto che lo vieta. —
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