modena
cronaca

Modena Morti in carcere: confermata l’overdose Cocktail di farmaci per i primi tre decessi

Si attendono nuovi esami di laboratorio. In corso altre due autopsie, i tre ricoverati restano ancora gravi in terapia intensiva


14 marzo 2020


MODENA. Rivolta, ora ci vogliono chiarezza e risposte. Ad affermarlo e a stigmatizzare la vicenda è la lista civica Modena Volta pagina che sostiene come sui fatti di Sant’Anna «ancora nulla di chiaro è stato detto su quanto è successo, né come è successo, su quello che i responsabili (che ci saranno pure!) devono necessariamente conoscere e che si sono ben guardati dal riferire pubblicamente con una comunicazione trasparente».

«E’ successo qualcosa di gravissimo al Carcere Sant’Anna – scrive la lista - ma nessuna voce autorevole ha rappresentato i fatti ai cittadini in modo ufficiale. Non la direttrice reggente Maria Martone e non il ministro Bonafede che, in Parlamento, ha sorvolato sui fatti (e i morti) di Modena. Altri hanno additato diverse cause, e tra queste voci cogliamo quella del Gruppo Carcere-Città che da molti anni si adopera al Sant’Anna per portare dentro al carcere una presenza della città appunto. Si segnala il continuo avvicendarsi dei direttori, nuove norme che hanno reso più difficile il lavoro dei sorveglianti, la presenza frammista di persone con differenti profili penali».

Assenza di comunicazioni dunque, con noncuranza verso detenuti e parenti di essi: «Nel sito del carcere si legge: “Le visite sono sospese e ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti…”. Definire “secca” questa comunicazione è un eufemismo. Nessun riferimento alla ventilata estensione della possibilità di maggiori colloqui telefonici ed altre forme di contatto. Sono carenze e, anzi, colpe gravi queste, che evidenziano la mancanza di consapevolezza e responsabilità rispetto ai detenuti (e parenti) oltre che al contesto in cui quelle persone vivono».

E quanto alle cause dei decessi, Modena Volta Pagina vorrebbe risposte certe: «Restano da appurare le cause di tante morti. Esprimiamo il nostro dolore per l’accaduto e per le tante morti, evitabili intervenendo per tempo su una gestione del problema carcerario che non da oggi presenta enormi carenze. I governi si sono succeduti ma nulla di sistematico è stato fatto per migliorare la situazione. Anche a riforma della giustizia attende da troppi anni. Queste due riforme devono procedere in parallelo. Questi tragici fatti ne risveglieranno la consapevolezza?». —


 

Gruppo SAE (SAPERE AUDE EDITORI) S.p.A, Viale Vittorio Alfieri n.9 - 57124 Livorno - P.I. 0195463049


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.