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bufera in giunta 

«Il caso Cavazza non passerà in cavalleria»

Luca Gardinale
«Il caso Cavazza non passerà in cavalleria»

Il consigliere Antonio Carpentieri tra i più battaglieri dentro al Pd: «Non vogliamo fare processi ma se ne dovrà parlare»

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Niente processi, ma nemmeno fare finta di niente. Anche perché di fatto è bastato un messaggio registrato per errore per mandare in crisi anni di lavoro fatto di linguaggio di genere e corsi di formazione per i dipendenti. Se da cinque giorni in piazza Grande il caso Cavazza è il principale argomento di discussione - del resto, la polemica politica ha restituito un pizzico di “normalità” in un contesto tutt’altro che ordinario - a fare il punto e indicare la via d’uscita è Antonio Carpentieri, capogruppo del Partito democratico in Consiglio comunale. Pur non volendo mettere in croce il vicesindaco per una conversazione privata inviata per sbaglio via messaggio a una chat politica, anche il gruppo consiliare vuole aprire una discussione sui commenti dell’assessore al Bilancio sull’aspetto fisico di due colleghe e una dipendente comunale: «Non voglio indugiare sulla “gravità” o meno di quanto successo - spiega oggi il capogruppo dem in piazza Grande - ma sono convinto, come espresso nei giorni scorsi dal segretario Bortolamasi, che quello che è accaduto non debba passare in cavalleria. In questi anni abbiamo fatto un grande lavoro per il linguaggio di genere e in generale per diffondere una cultura delle pari opportunità, ma con questa “scivolata” si rischia di far cadere tutto». La volontà del capogruppo, così come quella del segretario, insomma, è quella di non lasciar cadere la questione, anche se Carpentieri frena di fronte a chi in questo momento lo vede come un “falco” pronto a chiedere le dimissioni immediate del vicesindaco: «Noi non vogliamo processi - chiarisce Carpentieri - ma riteniamo che sia il caso di aprire appena possibile una discussione su quanto accaduto. Una discussione che ovviamente riguarda prima di tutto la giunta e il sindaco Muzzarelli, ma in secondo luogo anche il partito, dal momento che il vicesindaco è espressione del Pd». Per ora, comunque, ci sono due priorità: «Abbiamo l’emergenza Coronavirus da affrontare con tutte le nostre forze - riprende Carpentieri - mentre dal punto di vista amministrativo c’è il Bilancio da approvare. Concentriamoci su queste cose, poi troveremo il tempo e il modo di aprire una discussione su uno scivolone che rischia di mettere a rischio anni di lavoro da parte del partito e dell’amministrazione comunale». La questione, insomma, resta aperta su due fronti: da una parte quello più visibile, relativo alle parole del vicesindaco sulle colleghe, e dall’altra quello che riguarda i rapporti con i dirigenti comunali, perché diversi di loro non hanno preso benissimo i commenti di Cavazza sull’efficienza della macchina amministrativa davanti all’emergenza Coronavirus. —



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