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«Lavoratori più ricattabili quando l’impresa è in appalto»

Serena Arbizzi ;
«Lavoratori più ricattabili quando l’impresa è in appalto»

Marco Bottura, Flai Cgil, lancia l’allarme sulla sicurezza degli addetti Indagini sulla morte di Remel: verranno interrogati i colleghi  

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le regole



Sicurezza negli appalti: il tema è balzato nuovamente sulle cronache dopo la morte di Samuel Remel, l’operaio ghanese di 40 anni deceduto mentre stava pulendo un macchinario al macello Opas, dove lavorava per conto di una cooperativa mantovana, la Csa. Ci sono alcune norme fondamentali da rispettare in questo tipo di contratti e sono basate sul Duvri, sigla che sta per documento unico di valutazione dei rischi delle attività in interferenza. Ovvero gli appalti.

«La prima cosa da dire è che le ditte appaltatrici si devono naturalmente attenere alle normali regole di sicurezza previste anche dalle società appaltanti dal Duvri, documento redatto da entrambe le società sulla sicurezza - spiega Marco Bottura, di Flai Cgil - Ogni realtà deve fare un documento sulla valutazione dei rischi: le appaltanti hanno lavoratori dentro un’altra società. C’è quella che viene definita interferenza, quindi la normativa sulla sicurezza prevede tutele. Bisogna tenere conto, inoltre, che i lavoratori in appalto possono cambiare più spesso azienda rispetto ai dipendenti. Non parliamo del caso specifico di Opas, ma queste società, lo dice la storia, lo dice la Guardia di finanza, spesso vedono i lavoratori in una condizione di estrema ricattabilità, più deboli, quindi. E sappiamo che meno il lavoratore è tutelato, più è disposto ad accettare compromessi o a chiudere un occhio sulla sicurezza» sottolinea Bottura.

Pur essendo concentrato sulla Pedemontana, nella nostra provincia, con tre miliardi di fatturato, il comparto carni a Carpi vede il macello ex Italcarni, Opas, appunto, che è uno dei più grandi di tipo suinicolo. «Opas è subentrata come accade quando un’azienda è in difficoltà - evidenzia Bottura - Italcarni è andata in concordato preventivo com’è successo a tante altre aziende. Si sono presentati dei compratori e Opas aveva interesse a integrare la sua filiera. Vero che hanno contribuito a mantenere l’occupazione del sito, ma è altrettanto vero che rientra nella strategia del loro piano industriale. Non è che hanno conquistato una gratitudine incondizionata».

«I lavoratori in appalto, visto che le attività sono più pesanti dal punto di vista fisico, sono spesso stranieri, i quali, tra l’altro, hanno difficoltà di comprensione della lingua. E oggi sicurezza significa anche informazione». Sul fronte delle indagini per il decesso di Samuel Remel, «l’azienda dovrà dimostrare non solo che tutte le procedure sono scritte su carta, ma anche che vengono applicate. Per dimostrarlo bisognerà ascoltare le testimonianze dei lavoratori - conclude il sindacalista - I giudici valuteranno la realtà dei fatti, non solo le linee guida teoriche distribuite ai dipendenti. Serve, infatti, che nella pratica ci sia qualcuno che controlla che sia esercitato un n comportamento corretto. I famigliari del lavoratore, poi, potranno decidere se intraprendere una causa per risarcimento danni». —

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