Modena. Noi aperti ai tempi di Covi-19
Edicole, tabaccherie, ferramenta, erboristerie, sanitarie, parafarmacie, negozi di alimentari sempre a disposizione dei modenesi anche in questi giorni di città chiusa in casa. Dieci commercianti che offrono servizi di pubblica utilità di raccontano Testi a Cura di Alice Benatti
Edicole, tabaccherie, ferramenta, erboristerie, sanitarie, parafarmacie, negozi di alimentari sempre a disposizione dei modenesi anche in questi giorni di città chiusa in casa. Siamo andati ad incontrarli per farci spiegare come la città sta vivendo questo moemento e come loro lavorano in una situazione decisamente fuori dalla norma. Ecco quindi come si raccontano dieci commercianti che offrono servizi di pubblica utilità
MACELLERIA CARNI EQUINE ROBERTO PALTRINIERI
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«Abbiamo clienti fedeli che ci vogliono bene»
Alla Macelleria Carni Equine si continua a lavorare bene perché, come spiega il macellaio Roberto Paltrinieri, «abbiamo clienti fedeli che ci vogliono bene. Chi viene lo fa per il nostro prodotto particolare, anche se naturalmente manca tutto il giro che portavano le scuole». Roberto ha un’idea chiara su quelli che sono gli “umori” della clientela che frequenta la sua macelleria: «Vedo due estremi, da una parte chi non è del tutto convinto e pensa ancora si tratti di una leggera influenza e dall’altra chi, una parte minore, è davvero terrorizzato». Il macellaio non ha nemmeno finito di parlare che una cliente, all’interno del negozio, si scosta temendo che qualcuno le si avvicini troppo. «Effettivamente - continua Paltrinieri - in questo momento prendere la situazione “sotto gamba” è pericoloso. Io penso che se hanno dato queste direttive lo hanno fatto per motivi precisi, anzi forse i provvedimenti andavano presi prima ma, d’altronde, il popolo italiano è questo».
FORNO PASTICCERIA GIARDINI LINA
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«Lavoriamo più di prima Il pane fresco va a ruba»
Accanto a una piccola lavagnetta su cui si legge “Le persone che amano mangiare sono sempre le migliori” ora nella vetrina del Forno Pasticceria Giardini ha trovato spazio un nuovo messaggio: «Andrà tutto bene». Nel negozio si entra solo due alla volta e dietro al bancone c’è una giovane fornaia che oltre al sorriso indossa una mascherina. «Il pane è praticamente finito, le do una crocetta?» chiede alla signora prima di noi. Si aspetta il turno, con pazienza. Ma come stanno andando gli affari? «Devo dire che stanno andando bene, lavoriamo più di prima - confessa la fornaia, Lina - le persone in questo momento preferiscono frequentare il piccolo negozio piuttosto che un affollato centro commerciale. Sapete qualcuno non ha più la mensa, qualcuno ora ha i figli a casa e cerca il pane fresco». E sugli anziani: «Vedo persone effettivamente preoccupate e altri che tendono a sminuire la situazione. Ad ogni modo, noi qui facciamo rispettare le regole a tutti».
L'ANGOLO DELLA PASTA CARLOTTA TREVISI
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«Qui tiriamo la sfoglia finchè ci è data possibilità»
In una lunga strada dalle serrande abbassate all’Angolo della Pasta c’è la luce accesa. La porta è aperta. Sono tutti al lavoro all’interno di questo laboratorio artigiano di pasta fresca che si affaccia sulla via Giardini. Carlotta Trevisi e la sua mamma, titolare del negozio, stanno tirando la sfoglia. Come sta andando l’attività in questi tempi pazzi? Le Trevisi si interrompono solo per rispondere. «Che dire, abbastanza bene, a volte abbiamo tanta gente a volte meno. Facciamo del nostro meglio anche se non capiamo bene in quale direzione stiamo andando - dice Carlotta - verremo qua a lavorare volentieri fino a quando ne avremo la possibilità». Ma i clienti approfittano di questa “tappa” al negozio per chiacchierare e recuperare un po’ di quella socialità che manca già tanto a tutti? Carlotta risponde di “no”: «Sicuramente si parlava molto di più prima, ora sono tutti più intenzionati a prendere quello che serve e ad andarsene via velocemente».
EDICOLA ROSSELLI MATTEO COLORETTI
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«I nonni comprano ai nipoti quaderni da colorare»
L’edicola Rosselli è aperta. Si trova parcheggio vicino al fruttivendolo di fronte dove, tra le persone in fila, c’è una gelataia che racconta piena di amarezza di essere stata costretta a buttare 130 litri di latte per lo “stop” improvviso arrivato qualche giorno prima, in tarda serata, dal governo. Un obbligo di “arresto” che non ha lasciato il tempo di smaltire le materie prime fresche, causando danni economici per molte piccole attività come la sua. In edicola, invece, non ci sono contraccolpi. Anzi. «Le vendite sono al livello di prima, se non di più, questo è un quartiere di anziani e finiamo spesso i quotidiani – spiega Matteo Coloretti – stiamo vendendo anche tante settimane enigmistiche, altri cruciverba e settimanali di gossip, com’è facilmente immaginabile in tempi di quarantena. I nonni vengono a comprare quaderni da colorare per i nipoti, i bambini sono a casa da scuola e anche loro hanno bisogno di un passatempo».
EDICOLA 3M MERCEDES
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«Vendiamo tanti quotidiani cruciverba e giochini»
Di informazione c’è sempre bisogno ma mai come nei periodi di emergenza le persone bramano tanto le notizie. Non sorprende dunque scoprire che in queste settimane i quotidiani stanno andando “a ruba”. «Ora quasi sempre li finiamo o comunque rimangono poche copie – conferma Mercedes, la simpatica edicolante sudamericana dell’edicola 3M, in via de’ Fogliani – devo dire che stiamo vendendo anche tantissimi cruciverba e giochini per bambini perché, si sa, la gente deve stare a casa e ha bisogno di un passatempo piacevole». Mercedes racconta che i clienti sono “bravi”, che mantengono la distanza di sicurezza di un metro e che ormai si presentano in edicola tutti con la mascherina. «Ora che siamo agli arresti domiciliari - commenta l’edicolante per sdrammatizzare – quando vengono qui con alcuni clienti magari faccio una battuta e provo a scambiare due chiacchiere. In generale, però, le persone vengono, prendono il giornale e scappano subito».
LA SANITARIA DON MINZONI. MARIA LEONARDA ALESSI
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«Un boom di richieste di spugne presaponate»
Alla Sanitaria Don Minzoni, nell’omonima via modenese, c’è solo la proprietaria: «Da quando è scoppiata l’emergenza Coronavirus le vendite da me sono calate anche del 60%. Vendo ausili per persone anziane, questo è un servizio che è giusto dare, ma se devo aprire per non vedere nessuno tutto il giorno…» commenta sconsolata Maria Leonarda Alessi. E aggiunge: «Ora le persone chiedono mascherine, gel igienizzanti ma anche tantissime spugne presaponate per pazienti ricoverati o allettati a casa, ne ho vendute dieci pacchi da cinquanta in due giorni». Le mascherine non si trovano più nemmeno qui, e il motivo principale è l’impennata dei prezzi: «Le persone sono arrabbiate perché chi è riuscito a trovarle le ha acquistate anche a sette o otto euro l’una. È uno scandalo visto che, in tempi non sospetti, era una confezione da cinquanta mascherine a costare quei soldi. Finché sono riuscita le ho tenute ma a prezzi onesti, io...».
EMANUELA ERBORISTERIA EMANUELA LUGLI
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«Non ordino mascherine Ci stanno lucrando troppo»
«Ieri avevamo 350 mascherine ma le abbiamo già finite perché erano tutte prenotate, oggi non le ho più ordinate però, perché hanno triplicato il prezzo e sinceramente mi sono rifiutata, ci stanno lucrando troppo» spiega Emanuela Lugli, titolare dell’Erboristeria Parafarmacia in strada Morane che porta il suo nome. «Devo anche dire però che alcuni miei clienti hanno rinunciato a comprarla perché, consci della situazione, le hanno volute lasciare ad operatori sanitari e in generale a chi potrebbe averne più bisogno di loro». Dietro il bancone Lugli e le sue dipendenti, tutte rigorosamente a distanza e con la mascherina, raccontano che alle 18.45 dalla vetrina vedono la città svuotarsi «come se ci fosse il coprifuoco». Qui le persone non chiedono solo gel e mascherine ma anche “un aiutino” per favorire il sonno. «Molti non riescono più a dormire, un po’ per questa psicosi diffusa ma anche per il tanto tempo a casa trascorso davanti alla televisione».
TABACCHERIA DEL GALLO PAOLO BELLONI
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«Due ingressi alla volta Noi tabaccai utili alla città»
La tabacchiera Del Gallo è frequentatissima. Dietro il bancone sono in tre e tutti con la mascherina. Tutti al loro posto anche se, l’altro giorno, un tabaccaio del centro storico si chiedeva perché lui deve continuare a tenere aperto dato che come esercente corre gli stesse rischi degli altri. Paolo Belloni, il titolare, è di ben altro avviso: «Penso che la categoria dei tabaccai stia facendo un ottimo lavoro per cercare di coprire quelle esigenze importanti come il pagamento delle bollette, delle rette degli asili e di altre cose che i modenesi stanno cercando di sistemare. Qui i cittadini trovano naturalmente anche le ricariche telefoniche e il foglio del Ministero degli Interni». Sulle regole di ingresso, nella tabaccheria Del Gallo non si scherza: «Facciamo entrare due, al massimo tre persone alla volta e siamo molto contenti del rispetto che i cittadini stanno avendo nei nostri confronti. Noi ci siamo, andrà tutto bene» conclude il titolare.
FERRAMENTA POPPI ROBERTO POPPI
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«Mi chiedono strumenti per sistemare cose in casa»
Tra i “bersagliati” di richieste di mascherine e gel igienizzanti non ci sono solo le farmacie e i supermercati ma anche i ferramenta. Loro che risultano tra le attività aperte previste dal decreto per un altro motivo: rifornire elettricisti ed idraulici. «Abbiamo gli ultimi disinfettanti mentre al momento abbiamo esaurito alcool e mascherine – racconta Roberto Poppi dell’omonima ferramenta di viale Don Minzoni – io credo che arriverà un ulteriore giro di vite del governo e che la prossima settimana rimarranno chiuse anche le attività come la mia, dato che quello che vendiamo in effetti non rientra fra le cose strettamente urgenti». Di fatto, in questi giorni, oltre a gel e mascherine, le persone vengono a cercare in ferramenta anche molte altre cose: «Comprano tutto quello di cui hanno bisogno per fare cose in casa che non hanno tempo di fare durare l’anno, come sistemare il giardino ad esempio. Così però fanno dei giri che, lo dico a mio svantaggio, si dovrebbero evitare».
OTTICA GALVANI FABIO GALVANI
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«Occhiali e lenti a domicilio E quattro ore di apertura»
«Non venire da noi, veniamo noi da te». È questo il messaggio che si sta impegnando a diffondere l’Ottica Galvani attraverso i suoi canali social e non solo. Fabio Galvani punta su lenti a contatto e montature a domicilio ma il lavoro non si ferma nemmeno all’interno dei suoi due negozi. «Ho ridotto l’orario di apertura a due ore il mattino, dalle 10 alle 12, e a due ore il pomeriggio, dalle 16 alle 18 – spiega Galvani – serviamo con mascherina e guanti e consentiamo l’ingresso a una persona alla volta». Poi la rassicurazione: «Abbiamo già avuto un controllo dei Nas che hanno accertato che siamo perfettamente in regola». L’imprenditore afferma che in centro storico è diventato un punto di riferimento perché i modenesi approfittano delle consegne dell’Ottica per avere informazioni sulle aperture in centro storico. «Ci chiedono se è aperta la posta, piuttosto che la banca, stiamo dando anche questo servizio» conclude Galvani.
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