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Coronavirus a Modena

Modena. Domenica di coprifuoco con parchi ancora pieni C’è chi balla sul balcone

Alice Benatti
Modena. Domenica di coprifuoco con parchi ancora pieni C’è chi balla sul balcone

Il racconto di una giornata di festa dove non c’è nulla da festeggiare in una Modena dal clima surreale, ma in tanti non rispettano i divie

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MODENA Alle 8.15 il rumore degli pneumatici sull’asfalto è l’unico che si sente in una strada Morane ancora addormentata. In una casa vicino al passaggio a livello la finestra è aperta, la tv accesa e il volume un po’ troppo alto. La voce di un giornalista che annuncia l’ultimo bollettino di decessi e guariti arriva fino alla ciclabile.

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Davanti all’Esselunga ci sono già cinque persone che aspettano l’apertura con oltre mezz’ora d’anticipo. «Mah che situazione, non avrei mai detto», commenta una signora con i compagni di coda. Si stanno confrontando sul lavaggio delle mascherine. Il virus ormai è il protagonista indiscusso di tutte conversazioni, anche di quelle fuori casa. «Non vado neanche a fare benzina perché non voglio perdere la fila», dice un altro signore.

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E in effetti la fila alle 11 conta una quarantina di persone e arriva fino alla strada. Lì vicino, di fronte al Centro Orti Buon Pastore, quattro anziani parlano a distanza come a segnare i quattro angoli di un quadrato immaginario. Manca il quinto o sembrerebbe stiano davvero giocando ai quattro cantoni. Poco distante, al centro commerciale La Rotonda, sono aperte solo le corsie con generi alimentari, come previsto dall’ultima ordinanza della Regione, che vieta l’accesso alle altre aree di vendita, sbarrate con nastri rossi e pallet. Chi ha pensato di poter acquistare qualche passatempo (gioco di società? puzzle? dvd?) per la nuova settimana di quarantena è rimasto “a bocca asciutta”. A ora di pranzo il parco Amendola è piuttosto affollato.

Chi cammina, con o senza cane, chi corre, chi fa addominali sull’erba, chi legge un libro seduto su un telo da mare. La giornata è bellissima e il parco sembra fare gola a molti, troppi. Sarebbe bastato lanciare uno sguardo a Instagram per accorgersene. In tanti sono taggati nei parchi della città, #iorestoacasa nella prima “domenica di coprifuoco” è diventato un hashtag fasullo. Verso le 17 il parco della Resistenza è pieno e, a sorpresa, in pochissimi indossano le mascherine. Una famiglia le tiene in mano. “Se qualcuno si avvicina mettitela”, dice il papà al figlio.

«Ieri ci ha fermate la Polizia, avevamo appena finito di fumare, eravamo stonate perse», racconta una ragazzina alla sua amica mentre portano a spasso il cane. Quasi tutte le panchine che costeggiano il laghetto sono occupate. Alcuni sono sdraiati sull’erba. Sulla ciclabile passa una macchina dei Carabinieri. «State a distanza, lasciate il parco», dice con tono imperativo il militare attraverso l’altoparlante. E ancora: “Dovete restare in casa”. Intanto da via La Spezia arriva della musica. “Muovi tranqi funky. Slega i legamenti col tranqi funky. Segui i movimenti tranqi funky” – il pezzo degli Articolo 31 risuona a volume altissimo dalle casse montate sul balcone di una casa della strada, dove una intera famiglia sta ballando. Con loro anche i vicini del balcone a fianco. In molti sono affacciati alla finestra e sono tutti coinvolti dalla festa. “Se volete fare qualche richiesta chiamate il 3478897…” – dice scherzando il signore dal balcone diventato consolle. —


 

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