Coronavirus. Mirandola Muore in crociera l’ex comandante della Polizia Stradale
Aldo Imbroisi, 68 anni, stroncato da polmonite Covid-19 Era ai Caraibi con la moglie Rosa sulla nave Costa Luminosa
MIRANDOLA C'è il primo mirandolese deceduto a causa del Coronavirus. Brutto risveglio ieri in città dopo che ha iniziato a circolare la notizia della morte di Aldo Imbroisi, 68 anni, ex comandante del distaccamento mirandolese della Polizia Stradale. Il decesso è avvenuto alle Isole Cayman, poiché Imbroisi e sua moglie Rosa si trovavano in queste settimane ai Caraibi per un periodo di vacanza in crociera.
Secondo quanto riportato dal premier caymanese Alden McLaughlin in una conferenza, l'uomo era arrivato tramite la nave Costa Luminosa ed era stato fatto scendere il 29 febbraio a causa di un doppio arresto cardiaco avuto sulla crociera. Trasferito all'Health City Cayman Islands già quel giorno, dal tampone fatto successivamente è emersa la positività a Covid-19.
La notizia del decesso è stata data dalla stampa caymanese. «La causa della morte è stata una polmonite interstiziale bilaterale con sindrome da distress respiratorio acuto Covid-19», ha detto il direttore dell'ospedale Binoy Chattuparambil al “Cayman Compass”, precisando che la morte è avvenuta alle 4.40 del mattino di sabato, ora del luogo (le 10.40 in Italia).
«Le nostre più sentite condoglianze alla vedova del paziente, che ha perso il marito in una terra lontana da casa», sono le parole ufficiali che il premier McLaughlin ha rivolto alla signora Rosa, che per altro adesso si trova bloccata alle Cayman sempre a causa della pandemia e dei problemi di spostamento da e verso l'Italia. Si tratta tra l'altro di una notizia importante per le Cayman, essendo il primo caso di Covid-19 sul territorio.
I familiari sono in contatto con la vedova, in particolar modo i figli Vincenzo, avvocato, e Sue Ellen, impiegata di banca, che si trovano attualmente in Italia e non possono partire per raggiungere la madre.
Aldo Imbrosi era un personaggio importante Imbroisi per il tessuto sociale di Mirandola, dove era arrivato negli anni Ottanta dalla provincia di Cosenza diventando prima ispettore e poi comandante, con un periodo vissuto a Villa Poma, nel mantovano. Andato in pensione una decina di anni fa, era da sempre dedito al volontariato: nella ricostruzione post terremoto si era adoperato per realizzare un punto di ricovero per sfollati, organizzando anche altri ex appartenenti alle forze dell'ordine come gruppo per dare una mano.
Ha fatto parte del direttivo del Gruppo Sportivo Podisti Mirandolesi ed è stato anche collaboratore della Siae di Carpi, svolgendo attività di controllo sul territorio. «Lo voglio ricordare come una persona briosa e gioiosa – sono le parole dell'assessore al Sociale Giuseppe Forte – che ha fatto molto per il volontariato ed è sempre stato presente nel territorio. Un uomo che si faceva in quattro quando qualcuno gli chiedeva qualcosa. Per gli agenti della Polstrada è stato una figura importante, quasi paterna».
Toccante il ricordo del figlio Vincenzo, affidato a un post di Facebook: «Ha lottato con tutte le tue forze contro un virus letale del quale non si conosce ancora nessuna cura o vaccino, con il sorriso sulle labbra come era nel tuo stile, con determinazione e speranza senza però, questa volta, uscirne vincitore. I valori che mi hai trasmesso, il senso della Giustizia e la passione per le moto hanno fatto di me l’uomo che sono diventato oggi grazie al tuo sostegno ed al tuo appoggio. Mi mancheranno le nostre discussioni sui casi che affronto quotidianamente in studio e le tue osservazioni per cercare di risolverli. Resterai sempre nel mio cuore Papà». —
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