Centinaia di studenti modenesi bloccati all’estero «Siamo in contatto, ma decide il governo»
MODENA Sono circa cinquecento, di cui ottanta nella sola Spagna, le persone legate a Unimore che faticano a rientrare dentro i confini nazionali. Perlopiù di tratta di studenti ventenni alle prese con l’Erasmus - alcuni mesi in un paese straniero, in genere una grandiosa esperienza di studio e vita - che preferirebbero riabbracciare virtualmente i famigliari ed eventualmente avere a che fare con la medicina italiana piuttosto che con quella dei paesi che temporaneamente li ospitano.
L’università di Modena e Reggio sta facendo il possibile per aiutarli, ma certo in mezzo a mille preoccupazioni, soprattutto sanitarie, emergenze, problemi, paure si apre anche la vicenda dedicata ai ragazzi in Erasmus cui si assommano vari contrattisti, dottorandi, borsisti. Il professor Alessandro Capra, delegato del rettore Carlo Adolfo Porro per l’internazionalizzazione, cerca di tranquillizzare ragazzi e genitori spiegando che Unimore «è in contatto con tutti i ragazzi in Erasmus all’estero, via mail. Io fatico a dire cosa devono fare, se cercare di tornare o restare dove sono: da quanti mi hanno contattato di persona, come un ragazzo in Francia e una ragazza in Spagna, ho saputo che al momento loro attendono in quei paesi».
Il delegato ha sotto controllo la situazione e fa il possibile: «Certo oggi la situazione è particolarmente calda in Spagna dove abbiamo circa 70-80 studenti in Erasmus. Purtroppo giorni fa la Conferenza dei rettori delle università (Crui), con cui sono in contatto quotidiano, aveva spiegato che il Ministero degli esteri allestiva aerei per fare rientrare vari studenti. Noi venerdì mattina per mail l’abbiamo comunicato ai ragazzi, ma per ora la situazione non si è evoluta. So inoltre che oggi ci dovrebbe essere una nave in partenza da Barcellona e un’altra dovrebbe esserci il 25, ma la situazione è in evoluzione. Purtroppo le università non possono agire per proprio conto, ma la Crui parla con il governo».
Il problema, ovviamente, non vale solo per famiglie e ragazzi modenesi e reggiani poiché si calcola che attualmente in Spagna, Gran Bretagna, Francia, Usa, Canada, Australia e altri luoghi siano circa 47mila i ragazzi italiani alle prese con l’Erasmus ai tempi del coronavirus. Con le università che chiudono in molti stati, tra l’altro, l’Erasmus viene interrotto, ma occorre contattare il proprio istituto oltre eventualmente la Farnesina per saperne di più. Nessuno, comunque, perderà l’anno come non l’hanno perso i 140 studenti italiani che l’Italia ha rimpatriato con un aereo speciale a febbraio, all’inizio della pandemia.
«Occorre attendere - continua il professor Capra - ma probabilmente il governo si occuperà di fare i voli così come ha fatto con la Cina con cui rientrarono anche studenti di Unimore. Noi monitoriamo la situazione giorno per giorno, sollecitiamo tutti tramite la Conferenza dei rettori e siamo attenti a ogni più piccola novità». Occorre dunque attendere anche se molti genitori, anche modenesi, sono in una comprensibile allerta perché per gli studenti rientrare è complesso in questo momento. Ci sono accuse dirette al governo, agli atenei e tentativi di risolvere in fretta la situazione. Ma anche il panico e magari l’assembramento in aeroporti e porti non sembrano soluzioni ottimali. —
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